#InterFrosinone 3-0: tattica e pagelle malpensanti

Lautaro e gli altri, Spalletti e Pairetto

LAUTARO MARTINEZ 7+

Il calcio è fondamentalmente racconto, su questo per me non ci piove. Provate a chiudere gli occhi per un attimo e pensate a questa frase:

Cutrone vive per il gol e si capisce dall’esultanza quasi isterica.

Ecco, avete avuto la netta sensazione che si tratti di un racconto poco credibile? Non perché Cutrone non esulti in maniera anche piacevolmente scomposta… semplicemente perché non è nelle corde dei giornalisti italiani.

Quella che per i Cutrone o per i Ronaldo è segno di carattere, di determinazione, di sentimento positivo per la maglia, arrivato a Lautaro Martinez diventa “isterismo”.

lautaro martinez

 

Sempre Stoppini, sempre Gazzetta dello Sport:

 

Noi andiamo oltre: Lautaro esulta in quel modo perché sa che ci sono aspettative, sa che ha qualità, sa che deve emergere per non sprecare il talento.

Ma fermarsi all’esultanza senza raccontare alcunché di quanto visto in campo è… non lo so cosa è, fate voi.

Lautaro vede calcio là dove altri compagni di squadra vedono o vedrebbero solo complicazioni: tocchi, sponde, appoggi, delizie sparse con una nonchalance che quasi acceca. Solo che non le racconta nessuno e alla lunga è come se non fossero mai accadute.

Prendete il gol di Keita: quando Pardo e Cravero vedono l’azione che segue, non hanno neanche gli strumenti linguistici per raccontarla. Balbettano. Smorzano. Fanno quasi passare il messaggio che in realtà si tratta di un errore di Lautaro.

No, signori miei, quel tocco è calcio là dove altri avrebbero visto chissà cosa… dove lo stesso Keita immaginava qualcosa di più semplice e immediato, un tocchettino in appoggio, tanto da dovere controsterzare.

 

Rivediamolo da angolazione migliore:

Dici, che vuoi che sia, è un colpetto come tanti altri.

E allora ci proviamo con quella che a mio avviso è la cosa più bella della partita: un esterno indietreggiando a servire Gagliardini in velocità. Millimetrico per potenza e precisione.

Questo ragazzo qui gronda calcio da ogni poro, e lo condisce con una cattiveria agonistica innata, una capacità di rendersi disponibile ai compagni, di lottare, che ne fanno un giocatore preziosissimo anche dal punto di vista emotivo: se l’Inter sarà brava a valorizzarlo e trattenerlo, questo sarà il trascinatore dell’Inter fino al 2030. Altroché isteria.

JOAO MARIO, ICARDI, CANDREVA 6

Per onore di firma, perché si impegnano, corrono e non sottovalutano nulla neanche sul 3-0.

 

SPALLETTI 7

Ottima la lettura immediata delle difficoltà con il 4-2-3-1 e passaggio al 4-3-3: azzecca la formazione iniziale, fa sentire tutti importanti, tiene tutti sulla corda. Per adesso sta gestendo alla grande.

E dire che lo svantaggio accumulato sin qui arriva dopo partite arbitrate oscenamente a inizio campionato…

PAIRETTO 1

A proposito di arbitri…

Luca Pairetto è del 1984 e quando scoppia Calciopoli ha 22 anni. Ora, io non credo che sia un superuomo e pertanto è impossibile concepire la “neutralità” di sentimenti in certe situazioni. La vulgata popolare, sospinta da certo becerume bianconero sposato (come da suggerimento dall’alto… anzi, dagli alti) da tutte le bocche di fuoco giornalistiche possibili, parlando di calciopoli ha messo l’Inter da un lato e gli accusati dall’altro.

E chissà come l’ha vissuta lui, da giovane 22enne.

 

Non so come la veda lui oggi, sinceramente, ma provare a pensare che abbia del disagio ad arbitrare l’Inter è quantomeno umano.

Questa è la terza partita ed è una più disastrosa dell’altra.

Tra le altre cose, contro il Benevento sbaglia di tutto, lascia picchiare selvaggiamente Rafinha, inventa una ammonizione a Candreva perché… due avversari si scontrano da soli; contro il Cagliari usa lo stesso metro, che non è quello del “lascia giocare” ma “lascia picchiare”. Contro il Frosinone ad un certo punto ha chiaramente arbitrato contro.

In una partita per nulla nervosa, lui quando ha potuto ci ha messo sale, pepe e peperoncino, invertendo falli, spesso ponendosi anche in maniera sbagliata con i calciatori, correndo male, mettendosi di intralcio (soprattutto in qualche ripartenza nerazzurra, roba da non credere)… insomma, arbitrando peggio che peggio di così non si poteva.

Ho fatto una piccola selezione ma sono almeno una quindicina di situazioni incresciose, tra fischi mancati o sbagliati: per la regola dell’inverso, sono la bellezza di 30 azioni in 90 minuti. Inaccettabile.

 

A questa entrata assassina ha il coraggio di fischiare fallo a D’Ambrosio, che non si sa come riesca a conservare intatta la gamba:

A questo fallo a metà campo (sempre di Cassata) decide scientificamente di non concedere il secondo giallo:

 

Qui D’Ambrosio subisce un fallo clamoroso da dietro, lui lascia correre:

 

A questo volo decide di assegnare un calcio di punizione nonostante fosse piazzato benissimo:

 

Su questa gomitata a Lautaro Martinez decide di soprassedere, facendo finta che non sia successo niente: non fischia, non fa niente. Come se niente fosse.

Eppure chiunque abbia respirato calcio sa che quel colpo è volontario, soprattutto perché arriva dopo questa azione: è fallo tipicamente “punitivo” per quello che talvolta i calciatori intendono come mancanza di rispetto.

 

In più, all’Inter mancherebbe un rigorino, forse più che “ino”, perché la maglia tirata c’è, Lautaro non ci arriva di quel tanto da lasciar pensare che senza la trattenuta forse ci sarebbe arrivato: e non sarebbe neppure ragione discriminante tra rigore o non rigore.

E questa è solo una selezione casuale di situazioni di campo decise malamente. Poi l’Inter vince 3-0 e va tutto bene… ma questo arbitro non è solo scarso, sembra proprio poco sereno nei confronti dell’Inter, quale che ne sia la causa.

Eppure arbitra in Serie A.

 

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TABELLINO

INTER-FROSINONE 3-0 (primo tempo 1-0)
MARCATORI: Keita al 10’ p.t.; Lautaro al 12’, Keita al 37’ s.t.
INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, De Vrij, Asamoah; Gagliardini, Borja Valero; Politano (dal 37’ s.t. Candreva), Nainggolan (dal 26’ s.t. Joao Mario), Keita; Lautaro (dal 31’ s.t. Icardi). In panchina: Padelli, Miranda, Ranocchia, Vecino, Perisic. All. Spalletti.
FROSINONE (3-5-2): Sportiello; Goldaniga, Ariaudo, Capuano; Zampano, Chibsah, Crisetig, Cassata (dall’11’ s.t. Gori), Beghetto (dal 26’ s.t. Ghiglione); Ciofani, Pinamonti (dal 31’ s.t. Campbell). In panchina: Bardi, Salamon, Brighenti, Krajnc, Ghiglione, Molinaro, Besea, Maiello, Vloet, Perica. All. Longo.
ARBITRO: Pairetto (Torino).
NOTE: spettatori 63.645.
AMMONITI: Crisetig, Beghetto, Cassata, Asamoah per gioco scorretto. RECUPERI: 1’ p.t.; 3’ s.t.

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