#JuventusInter 1-0: giocata più che alla pari

Seconda parte

Nel tourbillon dei movimenti d’attacco bianconeri, capita di vederci anche Dybala da quelle parti, mentre dall’altra è soprattutto Bentancur (per me il migliore in campo dei bianconeri) a inserirsi con costanza a fari spenti.

Allegri nel primo tempo ha voluto giocare su quello che è sempre apparso un difetto dei nerazzurri: solo che nel primo tempo l’applicazione della catena di destra, Varsaljko-Gagliardini-Politano, in fase di non possesso è stata encomiabile e di alto livello.

Il tentativo ha portato Allegri a sottovalutare uno dei punti di forza dell’Inter: Brozovic (migliore in campo per l’Inter).

Nel primo tempo sembrava che il prescelto per una simil-marcatura sul croato fosse Dybala, ma l’argentino non ha mai davvero seguito le orme del croato: non sappiamo se per mancanza di applicazione o perché mancasse l’indicazione di Allegri, e pertanto la relativa vicinanza tra i due in certi frangenti del match era una pura casualità.

Errore piuttosto grave, perché la libertà di Brozovic ha consentito all’Inter di gestire meglio la palla, di salire su per il campo con relativa facilità e disinnescare il pressing bianconero… almeno per quel po’ che si è visto di pressing alto: la Juventus ha indugiato più spesso col baricentro basso, a tratti bassissimo se è vero che chiude il match con meno di 44 metri in fase di non possesso, in gran parte determinato dal primo tempo.

 

Che è stata, tra le due, la frazione più interessante e più bella: vissuta a fiammate reciproche, con una altalena tra le due squadre che rende il match avvincente.

Nell’Inter c’è soprattutto Gagliardini a patire le sortite di Matuidi in fase di ricezione ma, nonostante questo, l’inizio sembra promettente anche perché Joao Mario sembra in palla. Pian piano, però, il portoghese perde le misure del campo e della posizione perché Spalletti gli ha chiesto esplicitamente (e inequivocabilmente) di dedicarsi a Pjanic: il portoghese obbedisce, facendo la spola tra interno e trequarti, salvo ritrovarsi spesso fuori registro quando c’è da ricevere palla.

La Juventus viene costretta a giocare molto sulle fasce e con i cross: è da sinistra che arriva il primo pericolo, con Cristiano Ronaldo che scarta Politano e mette dentro per Dybala che devia alto di testa. Più fumo che sostanza.

Due minuti dopo Brozovic recupera su un cross di Matuidi: Vrsaljko prova un rinvio di sinistro ma fa cilecca, Dybala raccoglie e tira alto da buona posizione, benché leggermente defilata.

Dopo un po’ Allegri capisce che il duo Perisic-Asamoah non soffre contro Cancelo (e capisce anche che il croato non è in giornata di grazia in fase di possesso) e inverte i terzini. Mossa attesa ma che non sortisce granché nel contesto del primo tempo.

 

La Juventus parte meglio in fase d’attacco ma progressivamente perde campo, anche se l’Inter non si rende davvero pericolosa: le solite piccole scelte sbagliate sulla trequarti avversaria.

Ma la cosa che conta è che la squadra di Spalletti comincia a macinare gioco e possesso palla, facendo arretrare la Juventus.

Attorno al 25esimo Icardi & co. alzano il ritmo quasi improvvisamente e, pochi minuti dopo, Miranda si inventa un lancio per Politano che stoppa meravigliosamente al volo, per poi fintare su Cancelo; prima che arrivi il raddoppio di Pjanic dà palla a Icardi che forse si aspettava il cross ed è già troppo avanti: il controllo è però splendido per l’accorrente Gagliardini che supera l’intervento di Matuidi e si trova a tu per tu con Sczezny: il tiro di sinistro non è straordinario dal punto di vista tecnico ma è comunque pericoloso, finisce sul palo.

Tutto molto bello da parte di tutti i protagonisti.

Un minuto dopo è ancora Politano che sorprende Cancelo fuori zona, supera Matuidi e mette in mezzo dove prima Skriniar liscia, poi Icardi disturba Perisic che tira a lato.

Un’altra manciata di minuti nerazzurri e poi la Juventus risale improvvisamente: Cancelo da sinistra mette in mezzo per l’accorrente Bentancur che spara a botta sicura… fortuna  per l’Inter che c’è Mr. Crocodile che si lancia in orizzontale a deviare in angolo.

 

Brozovic è poi determinante a poco dal termine con un’altra deviazione in cui si immola per il bene della patria.

Nella sostanza delle cose davvero pericolose ci si ferma qui, ma si farebbe un torto alla partita nel dire “è tutto qui”: perché le difese fanno un grandissimo lavoro, ma anche a metà campo tutti piuttosto bravi a disturbare l’ultimo passaggio.

Negli ultimi minuti l’Inter controlla il match e lo riporta a ritmi più saggi: il primo tempo si chiude così. Sugli scudi per l’Inter Brozovic, Miranda e Politano, mentre per i bianconeri Matuidi e Bentancur fanno un lavoro enorme, la difesa centrale regge l’urto.

Cristiano, a parte un paio di “sculettate”, è evanescente.

Secondo tempo

La partita comincia subito bene per l’Inter che avrebbe il secondo momento buono per passare in vantaggio: errore clamoroso di Matuidi (che in realtà è di Pjanic), la palla viaggia tra Icardi e Politano che tira a botta sicura ma trova la deviazione della difesa juventina.

 

È la sliding door più grande della partita, l’occasione che non si doveva sbagliare, quella in cui sarebbe necessario metterci la cattiveria giusta per dare il cazzotto buono all’avversario e mandarlo al tappeto, benché non in maniera definitiva.

Da questo momento succedono due cose.

La prima è che Politano esce dalla partita e fra poco vedremo i video estratti di proposito.

La seconda è che la Juventus cambia totalmente modo di difendere.

Il tweet è considerazione che arriva prima della sostituzione di Politano e circa un quarto d’ora prima del gol di Mandzukic: nonostante l’ansia naturale che mette su una partita del genere, la difficoltà dell’Inter era talmente evidente che non c’era bisogno neanche di analizzare granché.

 

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