#JuveInter, le pagelle malpensanti

Introduzione

Per chi se le fosse perse, Vi rimando alle due analisi: quella post partita, più emozionale, e quella più meditata e ragionata pubblicata nella giornata di oggi dopo aver rivisto la partita un numero imprecisato di volte.

 

Per quanto riguarda le pagelle, invece, proverò a essere più breve perché il più della partita è stato sviscerato e qui le pagelle, di solito, affondano le loro ragioni in una spiegazione tattica che è già stata fatta ampiamente. Solo che ci concediamo anche di farle all’avversario, cosa che accade di rado: pertanto non così breve come ci si aspetterebbe dalla premessa…

HANDANOVIC 5,5

Se c’è una colpa sul gol non è quella di non essere uscito, come vorrebbe la vulgata sul gol di Mandzukic: il pallone è discretamente alto, infame e non puoi chiedere al portiere di uscire in quel caso… per farlo avrebbe dovuto anticipare il cross, ma ancora non ha sviluppato i poteri extra-sensoriali.

Più grave, invece, che non copra il resto della porta con l’adeguata velocità che gli consentirebbe di parare il tiro: sarebbe bastato anche meno di mezzo secondo e invece…

Non concentratissimo sulla gestione del pallone: in un caso mette in difficoltà Miranda che regala alla Juventus un’occasione d’oro.

Per il resto solo un paio di paratine “niente di che” che non gli consentono di emergere sopra la sufficienza.

VRSALJKO 5,5

A dire il vero non è così malvagio nel complesso, perché dal suo lato altri sarebbero stati travolti: la Juventus schiera un po’ di gente da quel lato per gran parte del match e lui deve vedersela contro Ronaldo, Mandzukic, Dybala, Matuidi e Cancelo, con gli aiuti che arrivano costantemente solo da Gagliardini, in seconda battuta da Politano e Skriniar.

Insomma, la Juventus crea quasi esclusivamente da quel lato ma non dà mai l’impressione di potere esondare davvero, a parte nell’occasione che Brozovic blocca su tiro di Bentancur. E quanto sia stato impegnato anche in fase di possesso basso, oltre che di difesa pura, lo dimostra la sua passmap (parte alta del grafico), confrontata con quella di Asamoah (parte bassa):

Sul gol, però, ha gravi colpe perché non ha motivo di stare così stretto: in genere quella posizione la tieni se sei lato debole, non lato forte visto che Matuidi batte sulla sua perpendicolare.

 

Poi, nonostante il raddoppio vicino, non affonda su Cancelo né lo spinge sull’esterno, anzi, lo lascia sul destro che è il suo piede (nettamente) migliore. Altro errore.

La somma meriterebbe un’insufficienza più spinta ma senza quella coppia di errori sarebbe stata anche una buona prestazione, con un buon assist per Perisic che finisce alto: poi i suoi duelli li vince spesso, perde giusto un pallone (pur brutto, il rinvio che finisce sui piedi di Dybala in area)… insomma, più luci che ombre ma la macchia non consente di volare alto.

ASAMOAH 4,5

4 palle perse su 14 dell’intera squadra: basterebbe questo numero per evidenziare quale sia stato l’anello debole. Ma non sarebbe sufficiente a spiegare i problemi creati.

A inizio campionato gli si perdonavano gli errori da “non terzino” perché comunque ci metteva della personalità che mancava in questa squadra.

Su queste pagine abbiamo cominciato prima di tutti a evidenziare i limiti del ghanese, soprattutto gli errori: a questi adesso si aggiunge anche un atteggiamento irritante di uno che non vuole rischiare praticamente mai, che il fondo lo vede col binocolo (in pratica i suoi cross partono dalla trequarti e sono prevedibili o sbagliati).

 

Il problema di fondo, quello vero, è però la superficialità con cui sembra affrontare alcune fasi del match, come se fosse letteralmente scollegato dalla partita, come in questo caso:

Al primo errore, in più, l’unica cosa che riesce a produrre sono passaggi laterali o all’indietro.

L’Inter ha bisogno di un Asamoah arrembante, magari anche più incline al’errore, ma coraggioso e che dia l’esempio: se la realtà è invece questo pulcino bagnato, tanto valeva tenersi Nagatomo… e chi mi legge dai tempi di Fabbrica Inter sa che questa equivale a un’eresia che non avrei mai pronunciato qualche anno fa.

Sul gol, poi, la colpa è di una gravità assurda e non esiste giustificazione: Mandzukic è suo e lui dovrebbe fare due cose: o usare il corpo sull’avversario o chiudere prima la diagonale.

Per capirci, nel primo caso dovrebbe fare come ha fatto Miranda nel primo tempo:

 

E di certo non come ha fatto per ben due volte in pochi minuti:

Tanto per sottolineare che il problema è nel dna, non si tratta di una casualità.

Ergo, quello che dico da mesi: Asamoah non è un terzino da difesa a 4, soprattutto se è costretto ad avere tanto campo alle spalle.

Mettiamola sul ridere con una battuta di un nostro lettore, Stefano, che ci ha scritto su Facebook poco dopo la partita:

SKRINIAR 7-

Cristiano Ronaldo riesce a irriderlo due volte: lui da quel momento in poi stringe la vite e dal suo lato non succede più nulla.

Il confronto sarebbe di quelli che fanno tremare le gambe ai giovincelli come lui, che però dimentica di avere appena 23 anni e gioca una partita di una saggezza incredibile.

 

Ma non c’è un suo errore sul gol di Mandzukic? Non è lui a tenere in gioco Cancelo?

La risposta è sì, ma che valore diamo a questo errore? La palla di Matuidi e da fermo e non mi sento di colpevolizzare Skriniar che, anzi, probabilmente andrebbe lodato perché ha “visto prima” il pericolo, scappando indietro: su un calcio da fermo (ma seriamente?) chi fa fuorigioco oggi?

L’Inter no di certo.

L’errore è, semmai, di chi non ha seguito lo slovacco e/o non si è allargato al momento giusto.

Quindi, no, ammetto che non mi sento di colpevolizzarlo: lui non può avere la misura del fatto che Cancelo fosse in fuorigioco e fa quello che deve fare un difensore se capisce il pericolo.

MIRANDA 6,5

In campo c’è lui e non De Vrij, il brivido è assicurato. Ma il brasiliano fa una partita a tratti sontuosa, davvero di grandissima caratura e con un paio di chiusure al limite del sovrannaturale.

 

I due lanci su Politano, invece, sono proprio soprannaturale perché non siamo abituati a vederglieli fare: millimetrici (forse il secondo un filo troppo lungo…) e che sfruttano la debolezza di Cancelo.

Mezzo voto in meno per un passaggio sconcertante (per la disperazione di Spalletti) che abbiamo già visto nell’analisi precedente e per l’azione gol concessa, in coabitazione con Handanovic, su quel possesso palla vicino al proprio palo…

Questi sì, sono errori piuttosto gravi che macchiano una prestazione.

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