#JuveInter, le pagelle malpensanti

Da Borja Valero a Spalletti, poi la Juventus

BORJA VALERO 6

La pietra dello scandalo per molti tifosi, in realtà l’Inter torna quadrata grazie a lui. Solo che è troppo tardi, perché la squadra non ne ha più fisicamente e non lo segue.

KEITA 5,5

Metti a Keita, Luciano! Keita entra e non combina un granché, segno che in campo serviva altro, almeno quando contava.

LAUTARO 5,5

Non il massimo della garra e spreca un gran contropiede fronte alla porta, poi un tiraccio sbilenco: è giovane, ha doti, non può (ancora) permettersi atteggiamenti da prima donna.

SPALLETTI 7

Voto altamente polemico, volutamente polemico: mezzo voto in più per… merito delle polemiche pretestuose nei suoi confronti.

Porta allo Stadium una squadra disposta bene in campo e che se la gioca alla pari, più che alla pari contro quelli che ogni dannato giorno sono definiti “marziani”: li ha resi umani, li potevano anche azzannare se non fosse per due/tre clamorosi errori davanti alla porta.

Lui che colpa ne ha? La sostituzione ha avuto peso nella sconfitta? Forse nel non avere più materiale tecnico per riprenderla, ma non sul gol: questa è una inaccettabile distorsione della realtà.

L’Inter se la gioca da pari e pari: il merito sarà pure di qualcuno che ha trasformato una banda di ammutinati in un avversario credibile.

JUVENTUS

SZCZESNY 6 (quasi SV)

Il portiere migliore della Juventus è… Bonucci, o il palo, fate vobis. Non fa parte e il resto è tutta ordinaria amministrazione.

 

CANCELO 6,5

La stampa ci sguazza nell’amplificarne i meriti e tacerne i difetti: ma dove c’è lui l’Inter crea pericoli, prima a sinistra (nerazzurra) e poi a destra.

In attacco fa scelte opinabili ma almeno due sono ottimi assist: Bentancur ancora bestemmia contro Brozovic, mentre Mandzukic ringrazia con inchino annesso.

Tante luci, le solite ombre: film già visto in nerazzurro. Curioso, però, che in nerazzurro si lamentasse anche in campo quando giocava da terzino sinistro mentre adesso ci si adegua, pur senza mostrare grandissima felicità…

BONUCCI 6,5

Tocca meno palloni del solito perché il pressing dell’Inter è studiato per non fargli toccar troppo la palla: lui ne sbaglia qualcuna di troppo e ne perde un paio di incomprensibili.

Raramente si sporca le mani, interpreta molto da libero vecchio stampo: per il lavoro sporco lascia che sia Chiellini a sbrigarsela.

Ma quel salvataggio su Politano è determinante.

 

CHIELLINI 7

L’esatto opposto di Bonucci: zero eleganza ma efficacia bestiale, tante palle recuperate, lotta fisica come se fosse partita determinante. Il salvataggio di testa sul cross in anticipo su Icardi è più difficile di quanto sembri: la Juventus si aggrappa a lui e non sembra pesargli affatto.

DE SCIGLIO 6

Non sbanda perché l’Inter dal suo lato ci prova davvero poco a innescare Perisic, né il croato è in giornata di grazia. Davanti fa solo un crossaccio per Mandzukic preda facile di Handanovic.

PJANIC 5,5

Bravo in fase di copertura, decisamente meno efficace in quella di costruzione.

Nel secondo caso, gran parte è merito di Joao Mario; nel primo caso è merito del lavoro svolto su Brozovic in quei 20/25 minuti determinanti del secondo tempo.

Non brilla, però, e Irrati gli grazia un altro mezzo giallo che ci starebbe.

 

BENTANCUR 7

Fa alla Juventus quello che fa Vecino all’Inter: non tocca tanti palloni ma si inserisce con costanza. Quando è necessario, alza il pressing con grande coordinazione con i compagni.

Due i limiti, al momento: che a tratti sparisce dal match e che sembra un po’ troppo leggerino nei contrasti, anche se in uno rischia di far saltare la caviglia a Icardi.

Ieri Studio Sport qualcuno è arrivato a dire che nel suo ruolo è tra i top in Europa: capisco l’esigenza di blandire il pubblico juventino ma sembra un po’ troppo, a dire il vero. Il ragazzo, però, farà strada e arriverà a essere uno dei top: la stoffa c’è.

MATUIDI 7,5 (mvp)

Intelligenza, corsa, inserimenti, ma soprattutto una quantità industriale di palloni recuperati.

Ok, commette quel grave errore che Politano spreca, ma è più una leggerezza di Pjanic che sua: la prestazione è davvero sontuosa, da migliore in campo per i bianconeri.

MANDZUKIC 7

È uno di quei compagni di squadra che porteresti con te in qualunque battaglia, uno di quelli a cui gli allenatori fanno sempre grande fatica a rinunciare anche se sono brutti, sgraziati e spesso sembrano improduttivi: non c’è altra spiegazione alle sue tante presenze con la Juventus nonostante un numero di gol relativamente esiguo.

Quest’anno, però, segna con più continuità: merito del modulo, dello spazio che gli ricava Ronaldo allargandosi, del fatto che comunque è un calciatore maturo, serio, determinato e determinante.

RONALDO 5

Ci prova con l’illusionismo ma è soltanto apparenza: quando c’è da mettere giù sostanza, o sbatte sulla difesa interista o spara alto. L’unica cosa veramente pregevole è l’assist per Dybala che spreca di testa in corsa.

Come si giustificano, allora, le sufficienze sui giornali? Non chiedetemelo a me: sul mio conto non arrivano bonifici e quindi posso esprimere liberamente il mio pensiero.

DYBALA 4,5

Un disastro di indolenza e malavoglia che irretisce anche i tifosi avversari invece di farli gongolare perché la Juventus gioca spesso con un uomo in meno: chissà che ne pensano i suoi tifosi…

Buono solo a recuperare falli, di cui 3 su 4 sono inesistenti: poi è un florilegio di palle perse, corse a vuoto, letture tattiche sbagliate soprattutto in fase di non possesso su Brozovic.

 

ALLEGRI 6,5

Nel secondo tempo mette la toppa al buco lasciato nel primo, chiedendo a Pjanic di salire più deciso su Brozovic e svincolando Dybala dall’ingrato compito.

L’errore iniziale, però, è suo.

Cambia la fascia a Cancelo perché probabilmente Matuidi gli garantisce più recuperi a rotta di collo di quanto non faccia Bentancur sui vuoti lasciati alle spalle di Cancelo: la scelta è premiante.

Juve, però, meno convincente di altre volte e, soprattutto, appare poco produttiva, almeno nel lungo termine, la propensione a lasciare 3 uomini così staccati in avanti: in mezzo prima o poi è cosa che si paga.

 

 

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