#JuventusInter, analisi tattica e pagelle malpensanti

Seconda parte

Nella valutazione della prestazione di Joao Mario va tenuto conto di questo aspetto: una marcatura di questo genere a volte ti porta talmente fuori dalle tue zolle, dagli spazi utili, che risulta difficile poi essere presente con continuità in fase d’attacco.

Prima di analizzarla, un breve focus sulla sua marcatura a uomo su Pjanic:

In questa si vede anche come Perisic rimanga costantemente, sia che si tratti di lato debole che di lato forte, su Cancelo. Questa disposizione dei bianconeri è quella meno efficace perché lascia sulla stessa direttrice i due playmaker, Bonucci e Pjanic: più facile rendergli complicata la vita.

 

Più avanti nel match, un’immagine che rende più evidente il disegno dell’Inter di bloccare le più pregiate fonti di gioco bianconere.

In questo video si nota con più evidenza il tentativo dell’Inter: Icardi potrebbe rimanere lì e prendersi Pjanic, ma è lui che deve bloccare le linee di passaggio per Bonucci; in questo modo, Joao Mario va su Pjanic.

(l’azione la rivedrete più tardi in un’altra analisi)

Marcatura che lo ha condizionato, perché quando è stato più libero dalla stessa, il portoghese si è rivelato l’arma in più dell’Inter per far uscire la palla dal pressing bianconero, in situazioni simili a quella che avete appena visto con Matuidi protagonista: il francese, però, libero da marcature tattiche, è stato più frequentemente disponibile per i compagni in fase di uscita più rapida del pallone.

Forse è il rammarico più grande del match (dal punto di vista tattico), perché quando è riuscito a rendersi disponibile, le sue letture sul pressing avversario sono sempre state ottime, sempre molto intelligente a trovare il varco giusto per farsi dare la palla e portarla dall’altra parte con azioni potenzialmente pericolose.

Il che ci fa tornare all’argomento spesso speso sul portoghese: il suo pieno recupero può essere, alla lunga, uno dei migliori acquisti dell’anno perché un giocatore del genere in squadra non c’è.

Qui fa ammonire Pjanic… sette mesi dopo.

 

La posizione del portoghese è stata utile quando il pressing bianconero si è alzato: non è un caso che nei primi minuti del secondo tempo, i migliori bianconeri in fase di pressione, i due interni di Allegri abbiano giocato strettissimi sui due interni nerazzurri.

Qui altra azione in uscita.

Quest’ultima azione ci fa da gancio perfetto per analizzare un altro aspetto dell’Inter. Purtroppo, come spesso sta accadendo da diverso tempo (già l’anno scorso è stato il limite più grande dei nerazzurri), le scelte in fase di transizione e di ultimo passaggio sono raramente efficaci, raramente felici.

Nell’ultimo video si vede che sia Joao Mario che Perisic perdono quel tempo utile per essere pericolosi, magari al tiro: talvolta è colpa di chi porta palla, talvolta di chi dovrebbe riceverla.

Contro la Juventus sono almeno una decina le situazioni in cui una scelta più felice avrebbe reso più pericolosi i nerazzurri: purtroppo non è stato così, noi ne analizziamo un paio.

 

Qui è Perisic che offre una variante della sua posizione, prende palla e ha troppa fretta di servire Icardi in profondità:

Questa azione, più lunga, ci sarà utile anche dopo perché parla anche del pressing bianconero: tutto nasce da un errore di Politano, forse troppo pedissequo a eseguire un cambio di gioco come da evidenti istruzioni di Spalletti. Brozovic recupera, sempre in versione Crocodile: la ripartenza sarebbe molto pericolosa perché la Juventus è totalmente sbilanciata, visto che c’è un chiaro 5vs5 (poi Matuidi recupera) che però l’Inter sfrutta davvero malissimo con Brozovic e Gagliardini.

Tre le scelte potenzialmente migliori: una avrebbe dovuto vedere un movimento diverso di Icardi, la seconda sarebbe stato lo scarico a sinistra per Perisic, la terza un appoggio più rapido, ma più rischioso, per Joao Mario.

In quest’altra è Politano che non sfrutta la corsia sinistra per Perisic, che infatti se ne lamenta.

 

L’Inter avrebbe fatto bene a insistere su questo concetto, perché le azioni più pericolose sono arrivate proprio giocando alle spalle dei terzini avversari, soprattutto di Cancelo che risulta spesso facile da prendere in velocità.

La prima occasione è nei primi minuti, con Perisic: l’assistente di linea dell’arbitro, però, inventa un fuorigioco che vede soltanto lui, a dispetto di quanto ci si aspetterebbe col Var, ovvero di giocare nel dubbio e poi rivedere.

L’errore è piuttosto grave:

Qualche minuto dopo, ancora con Cancelo da quel lato, Perisic gli prende il tempo e la palla arriva col contagiri: l’assist per Icardi sembra perfetto ma c’è una chiusura splendida di Chiellini:

 

Chiaramente, poi, con Cancelo dall’altra parte, le due occasioni di Politano sono le più importanti, inventate da due grandi aperture di Miranda, insolitamente più propositivo in questa lettura di gioco.

Un rammarico non averci provato più spesso, perché è uno dei pochi punti di debolezza dei bianconeri, anche perché la Juventus ha difeso più in basso di quanto non raccontino di solito i media: l’atteggiamento dei bianconeri è piuttosto evidente anche se, come detto, risulta molto più pericolosa quando alza il pressing. Solo che, evidentemente, è più dispendioso e, pertanto, risulta non fattibile con continuità.

Quando la Juventus non lo fa, i bianconeri hanno spesso due uomini, se non tre, che si attivano con meno intensità: il pressing di Dybala e Ronaldo è piuttosto naif se non è seguito da tutta la squadra, mentre diventa feroce, soprattutto del portoghese, quando la squadra si fa più aggressiva, come vedremo dopo.

Il lavoro di Mandzukic, invece, è impressionante sia per qualità che per quantità e letture tattiche, come in questo caso in cui fa il quarto a sinistra, situazione che non è insolita vedere in partita.

 

Più avanti, si vede proprio l’atteggiamento dei bianconeri che aspettano l’Inter che, dopo i primi 15 minuti, ha preso in mano le redini del match.

Nessuna pressione su Brozovic, ed è questo l’errore più grave di Allegri nel primo tempo. Cerchiato anche Cancelo per evidenziare come l’Inter avrebbe potuto sfruttare di più le sue salite verso la metà campo per prendersi Politano:

 

Sul croato, nel primo tempo hanno dedicato marcatura sia Pjanic, ma davvero molto blanda, che apparentemente Dybala:

A condizionare, però, è più la posizione dell’argentino che non l’applicazione di un disegno tattico preciso: da trequartista, è lui che gioca su quelle zolle, ma parlare di “marcatura” applicata all’intensità (sono sarcastico eh) di Dybala è un po’ troppo anche per gli amanti dell’argentino.

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