#JuventusInter, analisi tattica e pagelle malpensanti

Terza parte

La Juventus, dal canto suo, abbiamo detto che ha provato a sfruttare molto il lato sinistro con Cancelo, Matuidi, Ronaldo e Mandzukic, talvolta anche con Dybala da quel lato.

Quando l’Inter non è riuscita a essere precisa sulle fonti di gioco, il tentativo è stato quello di attaccare in profondità alle spalle dei difensori: non sono stati pochi i lanci dei bianconeri, preda poi dei difensori interisti davvero molto attenti in questa fattispecie.

Davvero bravi, da questo punto di vista, sia Bentancur che Matuidi, abilissimi a fiondarsi negli spazi aperti che l’Inter ha lasciato: prendiamo una azione su tutte, che evidenzia proprio questo movimento dei bianconeri, uno di quelli più insistiti durante tutto il match:

Qui, invece, il video:

Ricordate una delle azioni che abbiamo visto prima? Parlavamo di Joao Mario e Icardi che bloccano le fonti di gioco bianconere, ma si può vedere anche il movimento, in questo caso di Dybala, che prova a prendere il tempo a Miranda e Skriniar:

L’arma in più, però, è evidentemente quella catena che si viene a formare a sinistra con Cancelo e Ronaldo, con Matuidi anello di congiunzione perfetto e sottostimato: per me il francese è stato il migliore in campo, con Bentancur, dei bianconeri. Incredibilmente, apro la Gazzetta dello Sport e vedo 5,5 al francese e 6,5 per l’uruguaiano… che ne so, sarò strano io.

Qui vediamo un’azione in cui manca la lettura sia di Politano che di Gagliardini:

Avete visto Mandzukic così largo? Non è insolito, perché Ronaldo è di tendenze sinistrorse, per Mandzukic sarebbe il suo ruolo, Cancelo gioca sempre molto alto. L’innesco, come spesso accade, è dai piedi di Matuidi:

Nel secondo tempo Allegri ha sistemato un po’ la cosa, chiedendo a Mandzukic di accentrarsi, così come a Ronaldo, lasciando una autostrada a Cancelo: prima ha provato a crearla con la superiorità a sinistra, poi spostando l’attenzione verso il centro della difesa interista.

Prima di arrivare al gol, però, vediamo perché si arriva a questa situazione.

 

Ho scritto che dopo l’occasione di Politano l’Inter si è abbassata pericolosamente: merito di un pressing bianconero davvero molto intenso e fatto benissimo. Ho estratto le situazioni createsi in quegli 8 minuti prima del cambio e alcune successive, così da “vedere” anche cosa ha tentato di cambiare Spalletti.

Il baricentro dei bianconeri in pressing si è alzato all’improvviso, soprattutto con Bentancur e Matuidi, chirurgici sui corrispettivi, soprattutto il francese su Gagliardini:

Questo ha consentito alla Juventus di farsi trovare con molti uomini sopra la linea della palla ma, soprattutto, di poter sfruttare meglio le situazioni d’attacco: a palla recuperata, Mandzukic e Ronaldo si sono buttati in avanti per lasciare spazio a Cancelo:

Qui è Politano che prova a rendersi utile ma la pressione è davvero feroce:

Quello che ha innescato il pressing è sembrato il diverso atteggiamento di Pjanic su Brozovic (guardate come lo va a prendere altissimo): mancando respiro al regista interista (appena 5/6 palloni toccati dal croato in quel frangente di gara), all’Inter è venuta meno l’uscita di palla come nel primo tempo, spesso orchestrata a dovere da Brozovic.

In questa fase, si è fatta sentire soprattutto la macchinosità di Gagliardini, tra l’altro già stanco al rientro, il tweet è del 49esimo, azione vista prima):

Anche in questa si può apprezzare la marcatura di Pjanic e Matuidi: Joao Mario viene fuori bene, ma la palla è alta e inefficace. Le difficoltà nerazzurre in possesso sono palesi:

 

Qui ancora più evidenti le difficoltà, con la Juventus che porta il pressing alzando il baricentro e bloccando (stavolta con Matuidi) l’uscita su Brozovic:

Questa azione è più lunga ma racchiude tutto quello che siamo detti finora: all’Inter in questo momento mancano i due esterni in appoggio, Joao Mario non trova la posizione e Gagliardini risulta inefficace.

Come spiegato in precedenza, soprattutto dopo questa azione, è legittima la necessità di Spalletti di trovare un’alternativa a Brozovic. Non per forza uno che giochi accanto a lui, ma uno che riuscisse a riportare la squadra nei binari giusti, perché la partita era pericolosamente in salita.

Sottolineo anche “i due esterni”, per amore di pace, altrimenti mi fanno passare per #Perisicers quando non è così. Spalletti, però, ai due ha chiesto (come fa sempre con gli esterni) cose molto diverse. A Politano ha evidentemente chiesto di “appoggiare” di più l’azione e cambiare campo appena possibile: azione come quella che segue è stata vista più volte in partita, con Icardi spesso protagonista della ricezione.

 

In quel frangente, Politano era ancora “in partita”, mentalmente e si vede. La Juventus aveva già alzato la pressione ma l’Inter aveva trovato i meccanismi, come questo, per farla fallire: l’occasione di Politano è arrivata 30 secondi dopo, e questa è l’ultima azione in cui si rende utile in uscita della palla.

Ribadisco, la scelta di Spalletti è più che legittima e affonda le sue ragioni nella realtà contingente del match.

Facciamo un salto in avanti e vediamo cosa accade dopo l’ingresso dello spagnolo: l’uscita è buona, la palla torna dietro ma la coppia Miranda-Gagliardini ne combina una che fa disperare Spalletti, disperazione che immaginiamo era già presente da qualche minuto:

Giusto il tempo di far capire che la palla deve venir su in maniera diversa e l’Inter riesce a far abbassare di nuovo la Juventus:

 

Il cambio di atteggiamento è evidente:

Ripeto il discorso fatto nell’articolo precedente: possiamo anche discutere sulle opzioni di Spalletti, ma le partite vanno analizzate col senno del durante, non del poi, che così è facilissimo per tutti.

Spalletti aveva delle opzioni e, nel rivederla, mi sono convinto che avrebbe potuto iniziare invertendo i due esterni, già a fine del primo tempo, quando Politano aveva cominciato a dare qualche segno di fatica:

 

E, intendiamoci, non è una critica a Politano che davanti è stato pericoloso, ma dietro è riuscito a farsi valere meglio che in altre occasioni, benché il primo aiuto a Vrsaljko è sempre stato Gagliardini, poi è arrivato Politano, che però c’è stato quando necessario:

Non sempre bene, non sempre puntuale, ma credo sia dipeso più dalle indicazioni di Spalletti: Politano, non dimentichiamolo, è un attaccante che ancora deve sviluppare appieno certa sapienza tattica, soprattutto nell’anticipare il movimento verso l’avversario:

 

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