#ChievoInter 1-1: questa #Inter raccontata in una partita

Ultima parte

Quando parte il lancio per Stepinski, Lautaro e Icardi sono là davanti a non fare nulla, mentre almeno uno dei due (ed è chiaro che non lo si può chiedere a Mauro, altra prestazione enorme dal punto di vista del movimento e dell’impegno) deve vedere la palla con la stessa foga di un felino che vede una preda zoppicante a pochi metri:

Quando Rossettini riprende palla, il cronometro segna 90:10.

Quando Rossettini lancia, il cronometro segna 90:16.

Sei lunghissimi secondi di nulla in cui non gli viene impedito di guardare davanti, di sistemarsi la palla, di fare, insomma, più o meno quello che voleva. Al 90esimo e col risultato in bilico.

 

L’azione nasce da una rimessa laterale dopo l’azione che abbiamo visto prima, del 5vs5 in area: l’Inter è oggettivamente troppo alta, c’è Birsa in splendida solitudine con i tre centrocampisti che non si capisce cosa facciano tutti e tre da quella parte.

E, chiaramente, l’errore grossolano di De Vrij (che è quello in alto cerchiato di blu: accanto a lui proprio Pellissier) è quello che poi determina il gol, con una piccola complicità di D’Ambrosio: ma il suo, e il cattivo posizionamento di Skriniar, dipendono dalla scelta scellerata, fuori tempo e senza logica dell’olandese che decide di prendere Stepinski (il 9 di spalle che è vicino a Skriniar) nonostante non sia il suo uomo, nonostante lui (l’olandese) debba interpretare quel ruolo da “libero”.

 

Quando parte il cross, De Vrij è posizionato malissimo, troppo alto, davanti a Pellissier mentre invece dovrebbe essere alle sue spalle, comodo come fa Skriniar con Stepinski: la posizione, però, è probabilmente influenzata dall’assenza di Brozovic dalle parti di Birsa, mentre Vecino è così alto perché sulla destra, non inquadrato, c’è un giocatore del Chievo che poteva ricevere il pallone, mancando il pressing di Lautaro.

Lo slovacco, insomma, è senza colpe: l’errore è di sistema. È, come spesso succede all’Inter, la somma di tanti piccoli errori individuali che messi insieme fanno un bel pastrocchio dannosissimo.

 

Poi siamo liberissimi, tutti, di focalizzarci solo sui dettagli, sull’allenatore, sulle linee tirate ad cazzum e senza guardare lo svolgimento dell’azione.

Insomma, Spalletti tradito dai suoi uomini proprio in quella fattispecie di situazione (e di gol) che voleva evitare con i cambi di Vecino e di Lautaro Martinez.

A dimostrazione di due cose che dovremmo avere imparato di questa Inter, noi e il suo allenatore. La prima è che la squadra, purtroppo, nonostante i progressi da questo punto di vista, è monotematica e riesce a giocare solo rimanendo fedele a sé stessa, ovvero col pallone fra i piedi, quale che sia il ritmo della partita.

La seconda è che non ci si dovrebbe fare influenzare troppo da quello che accade all’esterno. Evidentemente non è così, perché Spalletti ha sentito il peso della pressione sul cambio Politano-Borja Valero contro la Juventus, inventandosi questa soluzione che è andata bene contro l’Udinese ma malissimo contro il Chievo, quando contro la Juventus è andata male per il risultato, non certo per la logica di quel cambio.

 

Nella capacità di non farsi mancare niente, non è mai vano sottolineare che all’Inter manca un clamoroso (ma clamoroso clamoroso) rigore su Perisic nel primo tempo, che i media hanno letteralmente fatto sparire, oltre che due gialli risparmiato a Giaccherini. Ma ne parleremo nelle pagelle, anche perché sembra che a certo interismo non importi essere calpestato e vive della pretesa che si debba essere più forti non solo dell’avversario ma anche di chi ti arbitra regolarmente contro.

(oh, dico sparire eh.)

Ma tant’è.

La sostanza è che l’Inter si butta via con troppa facilità, non perché le manchi qualità, ma perché le manca soprattutto testa e personalità, nonché quella dose di umiltà (anche se può sembrare un controsenso) di capire che il concetto di “essere forti” non coincide per forza con l’essere belli, l’essere piacevoli o mettere l’avversario sotto un rullo: la forza si esprime anche rinunciando a qualcosa… e, per capirlo, basterebbe rivedere la finale Inter-Bayern Monaco del 2010. Così, tanto per avere un discretamente efficace compendio.

Una occasione sprecata per mettere in chiaro le cose con la concorrenza per il terzo e quarto posto, potendo piazzare la Lazio a -7, il Milan a -8 e la Roma nell’abisso del -11, prima della sfida contro il Napoli.

 

Detto che avremo modo e tempo per approfondire (oggi pagelle, domani analisi tattica), mi auguro che la partita e l’ occasione buttata non siano dovute né ad avere la testa alla partita contro il Napoli né alla sottovalutazione della situazione, magari pensando che il campionato sia in qualche modo già segnato nelle posizioni e il terzo posto quasi garantito dalle difficoltà degli avversari. Perché proprio la partita contro il Napoli, adesso, diventa fondamentale perché si fa più concreto il rischio di risvegliarsi il 27 dicembre con la Lazio a -2, il Milan a -3 e la Roma a -6, senza dimenticare Sampdoria e Fiorentina che stanno facendo un ottimo campionato. Che dite? L’Atalanta? Sconfitta già scritta.

Di partite così, in grado di assurgere al ruolo di “sliding door” stagionale, l’Inter le gioca sempre, ogni dannata stagione. Se non ci sono, le inventa, come in questo caso: uno di quelli che raccontano tanto del suo dna, ma anche di questa squadra a cui manca ancora tanto per andare oltre il “cosa accadrebbe se” e diventare una realtà concreta.

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Tabellino

CHIEVO (4-3-1-2): Sorrentino; Depaoli, Bani, Rossettini, Barba; Hetemaj, Rigoni, Kiyine (1′ st Jaroszynski); Giaccherini (32′ st Birsa); Meggiorini (16′ st Stepinski), Pellissier. A disposizione: Cesar, Tomovic, Djordjevic, Semper, Caprile, Obi, Tanasijevic, Burruchaga, Leris. Allenatore: Di Carlo

INTER (4-3-3): Handanovic; Vrsaljko, de Vrij, Skriniar, D’Ambrosio; Joao Mario (37′ st B. Valero), Brozovic, Nainggolan (22′ st Vecino); Politano (30′ st Martinez), Icardi, Perisic. A disposizione: Ranocchia, Padelli, Keita, Candreva, Gagliardini, Dalbert. Allenatore: Spalletti

ARBITRO: Pasqua di Tivoli

MARCATORI: 39′ pt Perisic (I), 47′ st Pellissier (C)

NOTE: Ammoniti: Kiyine, Hetemaj, Rigoni (C), Joao Mario, Brozovic (I). Recupero: 0′ e 3′. Calci d’angolo: 2-1 per il Chievo

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