#ChievoInter, le pagelle malpensanti del lunedì

Seconda parte

Come vedremo nell’analisi tattica, più breve del solito però, l’Inter ha sofferto il pressing clivense per circa un quarto d’ora, ritmi assurdi e impossibili da tenere per tutta la partita.

La difficoltà principale è stata non solo quella di un pressing portato davvero benissimo (nelle squadre con meno qualità è la cosa più redditizia), ma anche la marcatura a uomo di Giaccherini su Brozovic, cosa che è stata quasi impeccabile per mezz’ora salvo poi scemare in maniera del tutto naturale.

La partita è girata quando l’Inter ha ripreso a palleggiare come sa fare, ma soprattutto quando la disposizione in campo è cambiata. Durante il match avevo proposto una soluzione:

Che poi, “proposto”… avevo considerato, ecco, suona meglio.

 

 

Spalletti, invece, ha scelto una via diversa, chiedendo a Nainggolan di muoversi di più e pendolare tra la sinistra e il centro, e soprattutto a Perisic di buttarsi dentro al campo, diventando sostanzialmente illeggibile per l’avversario.

Proprio mentre lo stavo scrivendo, il croato decide di anticiparmi e segnare:

Quello che poi è accaduto nel secondo tempo lo abbiamo già raccontato in parte ieri, lo faremo nuovamente oggi facendo uno strappo alla regola e parlando di più del secondo tempo che del primo.

La considerazione di fondo, però, è che questa squadra è condannata: vuoi per caratteristiche fisiche, tecniche, di mentalità; vuoi per l’allenatore che ha, per le scelte che fa; vuoi perché è raro trovare squadre “scans-qualcosa” (a proposito, sull’argomento abbiamo un approfondimento natalizio del nostro Luca Carmignani, un lavoro enorme dal punto di vista numerico e statistico)… insomma, quale che sia la ragione di fondo, è condannata a giocare sempre al 100%, altrimenti è difficile che porti via qualcosa di buono.

Ed è quello che è successo nel secondo tempo. Ed è anche quello che influisce di più su queste pagelle, più del risultato finale: perché da queste parti si fa così.

Pagelle

HANDANOVIC 6,5

C’è chi gli vede una responsabilità sul gol di Pellissier, io sinceramente faccio fatica a rintracciarla. Ringrazio l’utente @Riccrist80 per avermi segnalato le immagini che voglio condividere con voi:

Questo è il momento in cui Stepinski colpisce di testa:

Non abbiamo altri video o altre immagini che ci fanno vedere cosa stesse facendo prima, l’impressione è, però, che già qui fosse in arretramento che su Twitter ho più volte definito come “naturale”: il portiere sta più alto come fanno tutti ma non sa dove finirà il pallone di Stepinski, per questo fa qualche passo indietro.

Quando la palla arriva nei pressi dell’area, si vede che è molto più indietro di quanto non fosse in precedenza:

 

Da dietro si vede meglio:

La considerazione che ne faccio è quella più volte ripetuta in risposta sui social:

Dal mio punto di vista non ha colpe sul gol se non quella di buttarsi, cosa che in genere sarebbe preferibile non fare: paradossalmente, in quella situazione è più facile un pallonetto che non un tiro rasoterra.

Prima, invece, una gran parata sull’unico tiro in porta in tutti i 90 minuti, ancora Pellissier.

 

VRSALJKO 6+

Nel primo tempo è una delle armi dell’Inter: tocca molti palloni, è spesso propositivo e va spesso sul fondo anche se poi la produzione offensiva non si distingue per qualcosa di particolarmente eccezionale. Nel secondo tempo cala vistosamente, non riesce a farsi trovare e l’Inter ne risente: è caratteristica di questa squadra di appoggiarsi spesso sui terzini quando le cose vanno male, e quest’assenza non è giustificata da particolari problemi da quel lato.

Quando si passa al 3-5-2, l’interpretazione è un filo troppo offensiva rispetto alle necessità della squadra, cosa che lo porta a toccare meno di una decina di palloni negli ultimi 20 più recupero. Per caratteristiche individuali, però, sembra che con questa disposizione possa esprimere anche cose migliori che con la difesa a 4.

Anche se nella prima occasione di Pellissier non comprende le difficoltà di De Vrij e chiude in ritardo sull’attaccante clivense, Dal punto di vista difensivo è in giornata più di grazia rispetto ad altre: un po’ demerito del Chievo, un po’ merito suo, probabilmente più a suo agio quando c’è da affrontare un solo avversario di fascia.

 

DE VRIJ 4,5

Nell’occasione di Pellissier parata da Handanovic sbaglia i tempi dell’arretramento e poi dell’uscita su Giaccherini: ne viene fuori con una goffaggine che non gli si addice:

Sul gol dello stesso Pellissier, è lui a combinarla grossa.

Ora, sgombriamo il campo dagli equivoci: stai vincendo 0-1, sei in difficoltà da quasi mezz’ora, fai tutto tranne che alzare la difesa per tentare un improbabile fuorigioco, tra l’altro suicida… immagine che riprenderemo quando parleremo di Skriniar.

Errore è, probabilmente, anche non chiamarsi Brozovic che lì dov’è non ci fa nulla e costringe l’olandese a quetsa posizione di mezzo tra Birsa e Pellissier, nonostante sia lui a dover prendersi l’attaccante o, ancora più correttamente, staccarsi ben prima che parta l’azione e chiedere a D’Ambrosio la marcatura su Pellissier.

 

Uno dice “troppo complicato”. Ieri ho fatto un errore, perché i secondi che passano dal fallo laterale al lancio non sono 6 ma 7… provate a contare da 1 a 7 e vedete quante cose potete fare, compreso chiedere a D’Ambrosio di prendere l’uomo e staccarti di 10 metri. 10 metri in 7 secondi.

L’aggravante è che, accorgendosi di essere troppo avanti e in ritardo, De Vrij decida di andare su Stepinski disorientando sia D’Ambrosio che Skriniar, che non possono avere il tempo fisico necessario per andarsi a prendere Pellissier e quantomeno opporgli un ostacolo fisico. Una follia, insomma.

Sono due errori che macchiano una prestazione che era partita malissimo, soprattutto con due gravissimi errori di impostazione più un altro paio di imprecisioni non da par suo, ma che era riemersa con prepotenza e intelligenza nei tre quarti d’ora successivi.

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