#ChievoInter, le pagelle malpensanti del lunedì

Ultima parte

Potrei farla facile e dire che ci sono decine di occasioni in cui, rimanendo infossato nel mezzo e rendendo la vita facile ai difensori avversari, ha concluso la partita con zero tiri in porta e palloni toccati che non arrivano in doppia cifra. Sarebbero dati anche questo ma per fare un confronto reale è necessario che questo Icardi si veda in un periodo più lungo.

Quello che possiamo dire è che non sta tirando meno, che siamo a 3 tiri a partita (3,5 in Champions League) e che in passato ha anche numeri peggiori da questo punto di vista: al momento in campionato segna 1 gol ogni 125 minuti, che è il suo secondo miglior score personale in carriera, il che comunque ci rassicura sul fatto che la strada è quella buona.

VECINO 5

Entra e comincia a provare delle cose che non gli competono e non gli riescono: invece di portare ordine porta confusione.

 

BORJA VALERO 6

Entra troppo tardi probabilmente, l’Inter ne aveva bisogno prima. Si distingue soprattutto per una chiusura fondamentale negli ultimi minuti. In attacco tende a scappare troppo e fa arrabbiare Spalletti che aveva invece bisogno di qualcuno più vicino a Brozovic.

LAUTARO MARTINEZ 4,5

Così non funziona e se a scriverlo è uno di quelli più entusiasti del suo arrivo e che all’inizio ne ha decantato le lodi ad ogni pie’ sospinto… insomma, deve far riflettere.

Nell’azione del gol ha gravissime responsabilità, perché A) non porta il pressing su Rossettini e B) non blocca neanche la linea di passaggio verso Barba, sulla sua destra: questo costringe Vecino ad alzarsi per portare quantomeno la minaccia.

Questo ha comportato l’assenza di Vecino dove più serviva, ovvero 15 metri più indietro per dare man forte ai difensori sul successivo lancio verso Stepinski.

Era già successo in precedenza, più volte, come in questo video che vi mostro:

Trovo inaccettabile che l’ultimo entrato in campo rientri con questa lentezza, questa superficialità e questa supponenza a pochissimi minuti dal termine. Lo trovo inaccettabile soprattutto perché è l’esatta conferma di quanto dice Spalletti, ovvero che l’Inter non può permettersi le due punte al momento, soprattutto se queste due sono Icardi e Lautaro Martinez che pretendono di rimanere comunque sopra la linea della palla… e in Italia c’è una sola squadra che può consentirselo, ed è la Juventus. In Europa non lo fa nessuno, nessuno.

La risultante del suo ingresso è che l’Inter gioca nettamente peggio, e la partita contro il Chievo fa il paio con quella contro l’Udinese.

 

In questa squadra c’è gente come Borja Valero e Keita che si è guadagnata spazio nelle rotazioni mettendo tutto in campo anche solo per 5 minuti: Lautaro ha buoni esempi davanti a lui, ne faccia buon uso perché l’Inter non può permettersi di assecondare i suoi capricci. Altrimenti gli rimane come unica chance l’essere alternativo a Icardi.

Faccia lui, insomma.

SPALLETTI 5,5

Non la prepara benissimo perché dovrebbe sapere che il Chievo parte a razzo. Poi, però, ci mette la toppa chiedendo a Nainggolan di giocare 10 metri dietro e a Perisic di fare sostanzialmente da trequartista aggiunto: il Chievo non capisce e subisce il gol.

Nel secondo tempo cede nuovamente all’idea di far entrare Lautaro Martinez, memore del fatto di averla portata a casa così contro l’Udinese: la via giusta era più probabilmente quella seguita contro la Juventus, anche se a me risulta più facile col senno di poi.

Che abbia letto le difficoltà della squadra è evidente, che sia intervenuto con tempismo anche, ma la qualità della scelta per me è sbagliata. Ha ragione lui, l’Inter non ha arretrato il baricentro, anzi: l’ha alzato in maniera sproporzionata, sbagliando. Mi concedo una anticipazione sull’analisi tattica.

 

Chi afferma il contrario o giudica secondo il sentimento post-partita (lo concedo al tifoso) oppure non capisce di calcio (l’ho letto da più parti sui media). Lautaro entra al 75esimo: le heatmap che confronta l’Inter nel quarto d’ora tra 60 e 75 e quella nel quarto d’ora tra 75 e 90 sono talmente emblematiche non richiedere neanche spiegazione.

Questa è l’Inter tra il 60esimo e il 75esimo:

Questa è invece quella che vede i nerazzurri tra il 75esimo e il 90esimo:

Ora riproviamo a dire che l’Inter ha arretrato il baricentro.

 

La considerazione di Spalletti è più che legittima e: in quel momento ha pensato che alzare il baricentro avrebbe facilitato le cose. Ci dovrebbe stare, invece, che ogni tanto si prenda più onestamente atto della verità che il campo ti sta raccontando, ovvero che sei in difficoltà anche se sei l’Inter e quello è il Chievo ultimo in classifica, anche se lo stipendio del tuo miglior giocatore potrebbe pagare mezza rosa dell’avversario: non c’è nulla di male e, anzi, ci sono allenatori con i quali ci si sperticano le mani per scelte più che conservative.

Insomma, l’Inter doveva abbassare quel dannato baricentro e puntare di più sulle ripartenze, perché il Chievo era più stanco e si potevano sfruttare gli ampi spazi concessi.

Facendo così, invece, si è fatto il gioco dell’avversario che ha trovato campo a disposizione per mettere in difficoltà l’Inter sui lanci lunghi: il gol preso è solo la risultante finale di questo atto di presunzione.

 

ARBITRO PASQUA

Che voto gli vuoi dare? A 3 metri non vede il rigore clamoroso su Perisic al quale viene impedito di tirare in porta: basterebbe questo per decretarne l’insufficienza più piena.

La cosa fantastica è che l’episodio è sparito dai monitor, letteralmente occultato: non c’è un replay, non c’è una telecamera da fondo campo, non c’è un rallentatore.

Nulla di nulla, un vero e proprio atto d’omertà da parte dei media: neanche fossimo in una  delle peggiori dittature… o forse sì?

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