#InterNapoli 1-0: l’#Inter e la partita che non ti aspetti (nel bene e nel male)

Seconda parte

Dal canto suo, Spalletti non inventa assolutamente nulla e si adagia sul 4-3-3 scelto nelle ultime settimane, giocandosela tutta con più tecnica possibile: il Napoli non ha grandissimi saltatori, e a metà campo il più alto è Fabian che però non sembra essere irresistibile in questo fondamentale, e pertanto la scelta ricade sul terzetto Brozovic, Joao Mario e Borja Valero che garantisce in teoria una migliore gestione della palla.

Quello che si vede in campo, però, è qualcosa che non ti aspetti, perché Borja Valero e Joao Mario fanno un lavoro pazzesco dal punto di vista della copertura degli spazi, trovandosi spesso a scegliere la posizione giusta per anticipare l’uscita di palla del Napoli, tanto da costringere i partenopei a doversi accontentare di una percentuale più bassa nella precisione dei passaggi: all’87% di precisione prima della partita fa da contraltare l’84% di Inter-Napoli.

 

La partita comincia con Icardi che prova a sorprendere Meret da 50 metri: il calcio di inizio è un tiro in porta che il portiere battezza male e si fa aiutare dalla traversa per respingerla nuovamente in campo e evitare il gol.

Sembra la scossa giusta per i nerazzurri, perché i primi 15 minuti dell’Inter sono di una intensità e di una pulizia tecnica e di possesso palla rarissimi da vedere contro il Napoli: 65% di possesso palla nerazzurro, 35% del Napoli, pressing altissimo e diverse situazioni di difficoltà del Napoli, a cui l’Inter ha letteralmente tolto aria da respirare. La squadra di Ancelotti va in affanno facilmente, anche perché i meccanismi di uscita del pallone non sono oliati e si vede.

Soltanto al 15esimo, infatti, si vede il Napoli che Ancelotti ha disegnato. Borja Valero si fa ingolosire da un Politano solo sulla fascia ma Zielinski si tuffa per intercettare il pallone; il calciatore polacco rientra in mezzo al campo, appoggia dall’altro lato a Fabian che trova il terzo dietro in Allan mentre Callejon si fionda alle spalle di Asamoah che si era fatto trascinare da Fabian in mezzo al campo: Perisic vede in ritardo l’azione e non trova il tempo per prendere lo spagnolo che crossa non benissimo per Milik; la palla viene però recuperata in scivolata indietro per Insigne che tira in porta da posizione defilata mettendo in difficoltà Handanovic.

 

Un po’ farraginosa nell’ultima parte, ma lo svolgimento in rapidità e le posizioni sbagliate dei nerazzurri fanno capire quale doveva essere il canovaccio entro il quale il Napoli avrebbe dovuto disegnare la sua partita. L’Inter, però, ha saputo ribattere punto su punto.

All’8° minuto Perisic affronta Fabian sulla sinistra, aiutato da una rara sovrapposizione di Asamoah: la differenza di passo è enorme ma il cross non perfetto, ma lo è anche la deviazione di Albiol che finisce in area sui piedi di Politano che prova una volée più bella che efficace, con palla alta.

Al 21esimo l’Inter dispensa una lezione di pressing portato meravigliosamente, con tutta la metà campo che sale in sincronia perfetta e prova ad approfittare di un Napoli che tarda a ridisporsi correttamente dopo un calcio piazzato sui 30 metri.

La sequenza è tambureggiante: parte Perisic su Callejon per imbottigliare il possesso partenopeo sulla fascia; poi è Asamoah che chiude con tempismo su Fabian che non ha dimestichezza per uscire da quella zona e torna indietro da Callejon, che si rifugia su Allan; a questo punto Joao Mario sale in pressione anche perché la palla di Callejon è un po’ troppo forte, ed è il pressing che fa da “trigger” per il resto della squadra, che sale col tempo giusto; Icardi prima limita la linea di passaggio su Mario Rui, poi quella su Albiol, mancando Koulibaly che è rimasto largo a sinistra nel rientro dopo la punizione.

 

Perisic insiste su Callejon, che ha la palla sul sinistro e non si fida di cambiare gioco, mentre Brozovic e soprattutto Borja Valero alzano la pressione sull’unico che può ricevere la palla, Hamsik; altro passaggio troppo forte di Callejon, Borja Valero recupera e scarica su Icardi, che poi la dà a Perisic che spreca.

L’azione la rivedremo nell’analisi tattica perché è davvero efficace. Qui si fa male Hamsik e Mazzoleni mostra tutta la sua inadeguatezza nel concedere al Napoli una sorta di timeout non regolamentare: quando D’Ambrosio lascia sfilare la palla verso il fallo laterale il cronometro segna 21:26; tra l’uscita di Hamsik, il cambio non pronto, i ripensamenti di Ancelotti e l’ingresso di Maksimovic passano l’eternità di 150 secondi circa, visto che il gioco riprende a 23:48.

L’infortunio di Hamsik costringe Ancelotti a cambiare i suoi piani ma gli consente di mettere una pezza alle difficoltà partenopee fino a quel momento: dentro Maksimovic, con conseguente spostamento di Callejon alto a destra, il trasloco di Fabian Ruiz sull’altra fascia e Zielinski che fa coppia in mezzo con Allan.

L’impressione generale è di una forzatura, perché è chiaro che sia Zielinski che Fabian sono delle mezze ali e che Insigne e Callejon si trovano meglio, per natura, a giocare da attaccanti esterni: eppure, nonostante il 4-3-3 sia lì a disposizione come approdo naturale, Ancelotti insiste su questo inspiegabile 4-4-2.

 

Il cambio, però, è più consistente di quello che si pensi, perché Maksimovic resta talmente staccato da comporre una difesa a 3 in fase di possesso: questo gli consente di trovarsi sempre in buona posizione quando Perisic avanza. In più, le sortite di Asamoah spariscono quasi del tutto a causa della presenza di Callejon, tanto che sopra la trequarti azzurra si vedrà una volta soltanto dalla sostituzione di Hamsik in poi: dalla fascia sinistra l’Inter crea giusto un paio di occasioni ma non di più.

Tra queste due ce ne sono di importanti. Al 31esimo l’Inter recupera l’ennesima palla altissima con Asamoah (in fase di contenimento praticamente perfetto), la palla poi finisce a Brozovic che cerca Perisic, palla allontanata ma è di nuovo il ghanese a prenderla sulla trequarti: altro sviluppo sulla sinistra con Brozovic, Borja Valero e Perisic, palla in angolo ma tutto molto bello.

Dal corner arriva un tiro di Joao Mario deviato da Fabian, la palla va a Perisic che di sinistro azzecca l’angolo giusto per battere Meret: sarebbe un gran gol se non fosse in fuorigioco.

 

Se a sinistra non si trovano sbocchi, l’Inter prova a ri-macinare da destra, dove Politano si era preso delle lunghe pause. Al 39esimo è lui che offre a Joao Mario una gran palla che però deve essere colpita di testa… non proprio il miglior fondamentale del portoghese: Meret para facile.

Al 43esimo c’è un’intuizione di Borja Valero che mette in mezzo per l’accorrente Joao Mario: velo per Icardi che forse non se lo aspetta e controlla male, perché altrimenti è probabile che avrebbe servito Perisic da solo poco più in là del dischetto del rigore. Ma la reazione dell’argentino è felina: si aggiusta la palla col destro superando Maksimovic; arriva Albiol che di punta sfiora quel tanto che basta da mandare Meret fuori giri e rendere vano il suo tuffo.

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