#InterNapoli 1-0: l’#Inter e la partita che non ti aspetti (nel bene e nel male)

Terza parte

È una cosa che si vede a occhio nudo, ci sono spesso 5 o 6 partenopei da quel lato e la statistica ci dà solo conforto: heatmap del Napoli dal 60esimo al 70esimo.

Quello che succede al 66esimo è emblematico: il Napoli ha sei uomini spalmati tra centro sinistra e sinistra, Callejon è centrale. La palla poi sbuca sui piedi di Insigne nel mezzo ed è proprio lo spagnolo a trovarsi in buona posizione per tirare da fuori area, solo contro Asamoah: Handanovic c’è.

L’Inter prova a riprendere il ritmo della partita a destra, dove Vecino si sovrappone spesso come vi ho già raccontato altre volte: Politano al 68esimo sbuca dal nulla in area avversaria ma il cross verso Icardi è scelta sbagliata, perché in mezzo ci sono Joao Mario e Perisic liberissimi.

Poco dopo mi piace segnalare una specificità tecnico/tattica in cui l’Inter ha spesso difettato: il fallo tattico. C’è una ripartenza di Zielinski inseguito da Joao Mario e il portoghese trattiene più volte il polacco, facendo fallo ma non a sufficienza per farlo cadere… quel tanto che basta per rallentare l’azione e costringere il pallone verso Insigne a sinistra: il cross per Callejon è buono ma stavolta la copertura di Asamoah è perfetta.

L’Inter ha un moto di… sarrismo. Il percorso della palla è:

Handanovic, Vecino, Joao Mario, Perisic, Asamoah, Skriniar, De Vrij, Vecino, D’Ambrosio, Politano, De Vrij, Brozovic, Skriniar, Joao Mario, Politano e di nuovo a Perisic che inventa un assist splendido per Icardi solissimo in mezzo all’area: Koulibaly emerge in tutta la sua statuarietà e anticipa l’argentino.

Ma l’azione è davvero tutta molto bella, efficace e di grande spessore.

Poco dopo c’è un cambio per il Napoli. Ancelotti sostituisce Milik per Mertens e probabilmente è un errore piuttosto grave perché, nonostante la partita dell’attaccante polacco sia stata meno che incolore, comunque per pressing e appoggio ai compagni era stato più che utile.

Al 73esimo Perisic commette il suo terzo errore negli ultimi 10 minuti. Ho l’impressione che Keita stesse per entrare al posto di Politano, as usual and expected, ma anche che l’ultima imprecisione di Perisic abbia fatto cambiare idea a Spalletti: a poco vale che il croato avesse poi coperto bene Asamoah che si era proposto.

 

Da una parte il cambio fa soffrire l’Inter, perché da quel momento in poi la palla da sinistra non esce praticamente più, per un motivo o per un altro… tranne quando poi è servito di più, e in un paio di altre occasioni.

Che non si esca più lo dice anche la heatmap dal cambio di Perisic fino a fine partita: contate, le azioni sono 3.

Ma il cambio si rivela giustissimo perché serve da switch per Politano, che riemerge dalle nebbie dell’anonimato si fa un ultimo quarto d’ora pazzesco sotto tutti i punti di vista, in copertura e in fase d’attacco: probabile segno che i cali degli ultimi tempi potrebbero essere più mentali che fisici.

Ancelotti fa il terzo cambio che non trova giustificazione nelle dinamiche della partita: fuori Mario Rui e dentro Ghoulam. Dopo aver cambiato Milik? Qualcuno me ne spieghi la logica perché non la capisco.

La partita si fa imprecisa come non lo era stata fino a quel momento, segno di grande stanchezza e scarsa lucidità dei calciatori. Il più lucido di tutti è Asamoah che fa due diagonali da urlo.

 

Da una di queste, su un cross di Ghoulam verso Mertens e Insigne in mezzo all’area marcati da De Vrij e Skriniar ai quali concedono più di 20 centimetri a testa, parte l’azione che decide la partita. Asamoah anticipa Insigne e serve Politano che prima supera in velocità Zielinski e poi affronta Koulibaly.

A far perdere al difensore del Napoli quella frazione di secondo fondamentale è probabilmente la posizione di Vecino, vicino al duo Politano-Zielinski, nell’angolo cieco del polacco. Sta di fatto che Politano si allunga la palla e la progressione sembra inarrestabile.

Koulibaly è veloce ma non altrettanto, prova ad aiutarsi con le mani sbilanciando Politano.

Usiamo lo stesso metro che abbiamo sempre usato qua dentro: quando si è in velocità, è facile che anche un leggero tocco diventi essenziale alla perdita dell’equilibrio, ma qui Politano si lascia un po’ cadere. Sarebbe fallo comunque, o almeno lo è per come vedo io l’azione: solo che l’ammonizione mi pare esagerata perché non c’è un chiaro vantaggio dell’interista né ci sono le condizioni per un giallo al difensore del Napoli.

 

Mazzoleni non la pensa così e ammonisce: Koulibaly gli indirizza un “bravo bravo” seguito da un lungo applauso. Il rosso non può che essere la conseguenza.

Spalletti non ha indugi: fuori Joao Mario e dentro il quarto attaccante, Lautaro Martinez: Inter a trazione più che anteriore. Il Napoli si dispone con un 4-4-1 con Insigne largo a destra.

La partita si fa frenetica.

All’84esimo Icardi di testa impegna Meret, parata più spettacolare che difficile.

Per il resto è Mazzoleni a inventare falli dove non ce ne sono, come quello fischiato a Keita che di testa anticipa Fabian Ruiz senza far fallo ma si vede comunque sanzionata l’infrazione. Anche se per l’errore peggiore si deve aspettare l’88esimo.

All’86esimo è di nuovo Politano a mostrare doti da slalomista al limite dell’area: il tiro verso la porta di Meret sembra buono, è fortissimo, ma trova la testa di Vecino che si era sovrapposto male.

 

Il Napoli copre benissimo gli spazi, ma all’88esimo sbaglia i tempi della pressione, troppo alta: Brozovic trova Keita in un half space invitante. L’attaccante interista si fionda in area verso tre avversari, uno dei quali è Albiol che lo contrasta con la gamba di richiamo (la sinistra, mentre invece un intervento “pulito” poteva essere provato con la destra) e lo stende.

Altro episodio sparito dalle moviole post partita, derubricato a “dubbio” sui giornali dell’indomani: è un rigore talmente solare da non richiedere neanche il concetto di “dubbio”. Basterebbe guardare il movimento di Albiol.

Chi non vuole vederlo non lo vede, chi non vuole capirlo non lo capisce, ma da dietro è evidente l’intenzione di Albiol di andare sull’uomo e non sulla palla: negarlo è malafede, non ci può essere altra spiegazione.

 

Solo che il protocollo Var, usato con una inaccettabile discrezionalità, dice che l’arbitro ha visto e giudicato, pertanto non può esserci review.

Ma il rigore è grande quanto un palazzo.

All’89esimo c’è un errore di Skriniar che consegna la palla al Napoli: è l’inizio dell’azione più pericolosa di tutta la partita.

L’Inter è sbilanciata, Politano rientra in ritardo e D’Ambrosio è costretto a uscire su Fabian Ruiz; mentre Mertens risucchia De Vrij verso l’esterno, si inserisce Zielinski sul quale Vecino è in clamoroso ritardo, così come Brozovic.

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