Calcio in #InterNapoli: analisi malpensante 1° tempo

Seconda parte

In questa prima immagine vediamo Milik come unico riferimento avanzato, Zielinski e Fabian Ruiz da mezze ali (evidenziate) e i due terzini molto larghi che provano ad attaccare lo spazio.

Nel primo tempo, l’azione più bella del Napoli si svolge proprio sul disegno voluto da Ancelotti. C’è un recupero palla sulla trequarti, Zielinski (evidenziato in basso tra Joao Mario e Brozovic) appoggia a Fabian Ruiz sul quale deve uscire Asamoah, che lascia sguarnita la fascia: questa è l’unica occasione della partita in cui Perisic si aziona con clamoroso ritardo su Callejon.

Il numero 7 del Napoli si sovrappone alle spalle di Ruiz che appoggia ad Allan: il pallone per lo spagnolo è cosa facile. La palla poi finirà a Insigne che impegnerà Handanovic.

L’Inter, però, è stata molto brava ad attaccare il Napoli molto in alto, impedendo che il disegno potesse attuarsi con una certa continuità: quando è riuscito, azione di cui sopra a parte, è sempre stata azione piuttosto farraginosa.

Alcune immagini esemplificative dello stesso concetto.

 

Qui evidenziati Fabian Ruiz e Zielinski, da interni di metà campo.

In queste due immagini, nella prima più che nella seconda, si vedono altri dettagli del disegno di Ancelotti.

Callejon e Rui molto larghi, mentre il gioco si sviluppa sui due registi, Allan e Hamsik. Questa disposizione consente a Insigne di cercarsi spazio sulla trequarti (prima immagine) perché Brozovic deve uscire più spesso del necessario, oppure nell’half space (seconda immagine).

In entrambi i casi, la posizione di Zielinski è una sorta di “esca” per Politano, al quale sembra bastare tenersi quell’avversario. Il Napoli ha provato, soprattutto nel secondo tempo, a sfruttare queste mancate coperture: andata meglio nel 2° che nel 1°.

Della prima, non è evidenziata, ma la posizione di Borja Valero risulta fondamentale perché l’Inter ha offerto davvero poco spazio sulla trequarti, al contrario di quanto non abbia fatto il Napoli, come vedremo.

Dal punto di vista del non possesso palla, però, questa disposizione ha creato non pochi problemi ai napoletani, soprattutto perché ha costretto Fabian Ruiz e Zielinski a correre molto più del necessario: non è un caso che loro due e Insigne siano quelli più attivi dal punto di vista della corsa.

 

Inizialmente si è applicata una certa marcatura su Brozovic, soprattutto di Hamsik, in alternativa a Milik e Fabian Ruiz: qui è proprio quest’ultimo che porta la pressione.

Chi segue queste pagine da tempo potrebbe avere già notato un’enorme differenza rispetto ad altre partite: mancano del tutto gli appoggi degli esterni, ma anche delle mezze ali. Questo perché il tentativo era quello di creare più spazio possibile tra le maglie del Napoli, quindi l’appoggio è arrivato più tardi rispetto al solito: in questo modo l’Inter si è concessa spesso un possesso palla basso con conseguente uscita più rapida.

Joao Mario e Borja Valero hanno fatto centinaia di movimento “a elastico” in fase di possesso proprio per allungare il Napoli: Hamsik si lascia ingolosire spesso, sbagliando.

L’Inter ha già mostrato altre volte questo genere di uscita, con l’aiuto dell’esterno che poi accentra, corto o più lungo, con protagonisti l’interno opposto o Icardi, come vedremo. In questa, che è ormai diventata azione caratteristica, protagonista è Joao Mario che però sbaglia: rimane comunque un’idea valida capace di scardinare il pressing avversario.

 

In quest’altra immagine ferma, vediamo nuovamente Politano che serve Icardi nel mezzo dopo aver ricevuto da D’Ambrosio:

L’azione di Hamsik è stata discontinua proprio per questa ragione: si è spesso trovato in mezzo a dover coprire ampie zone di campo e dare al contempo un controllo a Brozovic. Dopo 5/6 minuti, l’applicazione iniziale molto rigida viene a mancare, per la felicità di Brozovic:

Evidentemente a Ancelotti non è piaciuto, perché ha chiesto a turno di andare sul croato: ora Milik, ora Insigne, ora Hamsik o Fabian Ruiz, persino Allan costretto ad allungare il suo raggio d’azione:

 

Ma la vera forza dell’Inter è stata l’illeggibilità della posizione di Joao Mario e di Borja Valero, bravissimi nel crearsi spazi anche dove non ce n’erano, ma soprattutto nella scelta del tempo in cui intervenire: perfetto nel primo tempo, non benissimo nel secondo. E la sofferenza nerazzurra in parte del secondo tempo potrebbe spiegarsi quasi tutta con queste righe.

Joao Mario decisamente più mobile, ondivago tra l’esterno e l’interno, mentre Borja Valero sempre molto attento negli half space e negli angoli ciechi avversari: vediamo tre immagini consecutive a esemplificazione del concetto.

 

 

 

L’Inter, dal canto suo, ha applicato un pressing molto alto, continuo e asfissiante, tale da costringere il Napoli a un possesso palla difficoltoso, condito da tantissimi errori di impostazione, anche di gente come Koulibaly che in genere ha percentuali di riuscita nei passaggi davvero molto alta.

Per comprendere l’entità di quanto fatto dall’Inter potrebbe bastare raffrontare i numeri di alcuni protagonisti, costringendo tra l’altro Meret a un sorprendente 54% che è un valore davvero bassissimo, segno che la pressione dell’Inter ha costretto il Napoli a molti rilanci improvvisati.

  • Koulibaly: % passaggi riusciti in stagione 88,6%, contro l’Inter 81,9%;
  • Albiol: 88% contro 86,7%;
  • Mario Rui: 84,1% contro 79,2%;
  • Fabian Ruiz: 84,2% contro 79,7%;

Soprattutto su Koulibaly, le scelte sono state spesso azzeccate: impedire la giocata sulla sinistra (linea di passaggio spesso bloccata bene da Politano e portarlo a giocare col destro verso il centro, spazio che l’Inter ha occupato bene.

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