Calcio in #InterNapoli: analisi malpensante 1° tempo

Terza parte

Tre immagini a mostrare l’occupazione il pressing interista e l’occupazione del campo, con le linee di passaggio sporcate dalla presenza dei nerazzurri:

 

 

Ci sono tre azioni che ho già citato nell’articolo precedente ma che analizziamo più a fondo in questa sede.

Nella prima vediamo ancora Politano in azione a bloccare la linea di passaggio a sinistra, così come Icardi blocca il defluire dell’azione verso il centro. Ma guardate anche i tempi di salita di Borja Valero e Joao Mario: sono perfetti, soprattutto il portoghese in questa occasione.

Cose del genere ti vengono bene solo se sei mentalmente dentro la partita al 100%:

Al 42esimo altra azione in pressing, stavolta è Borja Valero che porta a frutto un’azione di pressing insistita: sono 13 secondi in cui l’Inter non mostra alcuna intenzione di arretrare e, anzi, adotta tutti quegli accorgimenti (vedi primo movimento di Joao Mario) per tenere lì il Napoli.

Ma evidenziamo anche il tempo di salita di Borja Valero: inizialmente è in posizione buona per coprire la trequarti, poi sale quando capisce che è il momento di farlo.

Purtroppo poi Joao Mario inciampa.

 

L’azione che vi ho raccontato ieri, però, è la terza della serie. Dopo averla vista la prima volta, vi prego di riguardarla ponendo l’accento sul tempo di salita, come sia coordinato da parte di tutti, nessuno escluso, sembrano tirati su dallo stesso filo: questa compattezza è stata la forza vera dell’Inter nel primo tempo.

Non so se l’avete notato, ma tra i video si nota un Napoli diverso nell’arco del primo tempo: la discriminante è l’uscita di Hamsik.

Nei primi 15/20 minuti il dominio dell’Inter è stato talmente importante da portare il possesso palla al 65% contro 35%. Con l’uscita di Hamsik il Napoli ha provato a risistemare le cose, disponendosi a 4 e guadagnando qualcosa nell’occupazione centrale ma anche in ampiezza, visto che Callejon è uno dei migliori interpreti al mondo sul lato debole.

A garantire ampiezza dall’altro lato, Mario Rui, mentre Fabian Ruiz ha insistito nel tentativo di occupazione centrale. Il Napoli ha guadagnato un po’ nella copertura centrale, vero difetto enorme del primo tempo come vedremo: Zielinski si è mostrato molto più disciplinato di Hamsik.

Se in difesa è un 4-4-1-1 standard, in fase offensiva assomiglia di più a un 4-3-3 con il terzino sinistro decisamente più offensivo del destro.

Qualche immagine a spiegazione.

Qui è l’Inter che fa un ottimo pressing, agevolato dal fatto che Fabian Ruiz ha la naturale tendenza a svariare per tutta la metà campo:

 

La posizione di Rui è generalmente molto alta, a prescindere che si giochi a destra o sinistra. Nel primo tempo questo non ha comportato adattamenti della difesa, per cui dall’altra parte Maksimovic è rimasto sempre piuttosto largo: nel secondo tempo è andata diversamente.

In triangolo in mezzo ha consentito a Rui e Callejon di “allargare” il campo: ma l’Inter è sempre stata prontissima in mezzo.

Guardate anche Brozovic. Sull’occupazione nerazzurra, un’altra immagine per mostrare come ci sia sempre qualcuno pronto a scalare in mezzo in caso di necessità, vedi Borja Valero:

Altre due immagini:

 

 

 

Qui ancora più chiara la disposizione del Napoli. Inoltre c’è la tipica azione di Callejon, con palla che passa da lato forte a debole e lui che attacca alle spalle del terzino: su questa specificità è davvero eccezionale per tempi, modi e intuizioni. Solo che la partita di Asamoah è stata praticamente impeccabile.

In quest’altra apprezziamo la posizione di Rui che consente a Fabian Ruiz di entrare nel mezzo, trascinandosi anche Politano. Fabian, però, è uno che ha l’indole della mezz’ala che si inserisce spesso, andandosi a cercare spazi sulla trequarti sui lati ciechi dei centrocampisti nerazzurri. Due immagini con scarto di poche decine di secondi:

 

Questo movimento può dare grandi frutti se sfruttato, ma il Napoli non ha saputo farne tesoro, anche perché l’Inter ha occupato bene gli spazi. Chiaramente esiste anche l’aspetto contrario, ovvero la quantità di campo che Fabian Ruiz ha dovuto percorrere per riprendere posizione sulla sinistra:

A proposito di attacchi alle spalle, il Napoli ha cercato molto poco di sfruttare uno dei più grandi difetti dell’Inter: nel primo tempo soltanto una volta. Situazione in cui hanno mostrato delle difficoltà di lettura sia De Vrij che Skriniar (ovviamente anche Miranda, ma meglio degli altri due), con lo slovacco più in difficoltà quando è sul lato debole.

Come anticipato prima, il vero grande difetto del Napoli è stato l’occupazione dello spazio sulla propria trequarti quando non era ancora rientrato completamente nei ranghi.

In quegli spazi hanno fatto il bello e il cattivo tempo un po’ tutti i nerazzurri da Brozovic (escluso) in su, ma soprattutto gli interni e Icardi, come vedremo.

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