#EmpoliInter 0-1: serve vincere anche queste, anche così

Seconda parte

Va un po’ meglio nella seconda parte di questi 30 minuti, perché l’Inter cambia registro, almeno in parte, alza il baricentro e tiene molto meglio la palla: possesso 75%, ma non basta perché non c’è il guizzo, non c’è l’intuizione. Non c’è neanche molta voglia di rischiare: soprattutto non c’è Brozovic che magari la sbaglia, ma almeno cambia ritmo del gioco, salta un passaggio sul “giro”, apre, verticalizza.

In questa prima mezz’ora, l’Empoli è costretto a far uscire La Gumina, infortunato, per Zajc: nella sfortuna, c’è il riflesso di far entrare quello che con Traoré è stato il migliore in campo dei toscani.

Quella che è probabilmente la classica doccia d’acqua fredda per l’Inter arriva al 29esimo, quando su corner l’Empoli sfiora addirittura il gol su corner, proprio con un colpo di testa di Zajc che ha ragione di una copertura piuttosto naif di Vrsaljko.

Doccia d’acqua fredda perché 30 secondi dopo si mette in moto finalmente Politano che si accentra e scaglia in porta un gran tiro che Provedel respinge con i pugni perché il tiro, nonostante sia piuttosto centrale, ha un improvviso effetto a uscire che complica la parata: sulla ribattuta, Icardi e Keita sono in fuorigioco. Su questa specifica azione, Politano ha qualità e piede per provare un tiro a giro sul secondo palo. Appunti per il futuro.

L’altra emozione del primo tempo è l’uscita di Pasqual per infortunio e l’ingresso di Antonelli.

Non ho pudore nell’affermare che ci sono stati lunghi minuti in cui ho dovuto combattere il fatidico “me cala la palpebra” di fronte a tanto nulla.

 

Il secondo tempo comincia fortunatamente con un gran pasticcio a destra tra Vrsaljko e soprattutto Politano: la palla del terzino viene ribattuta e va a campanile, che Politano interpreta male con un passaggio di testa all’indietro. De Vrij cade nella finta di Caputo e la palla finisce a Traoré che serve Zajc con quel quid di forza in più che consente ad Handanovic di intervenire sul tentativo dell’attaccante sloveno.

No, non ho utilizzato il primo avverbio per errore: perché anche in questo caso si può parlare di doccia d’acqua fredda, perché l’Inter capisce che si corre il rischio di un’imbarcata clamorosa. Un minuto dopo, infatti, Borja Valero trova una delle rarissime intuizioni della partita per Keita che stoppa di esterno destro e col sinistro batte in porta segnando: il Var, però, segnala all’arbitro che è fuorigioco.

Spalletti non indugia e al 10° fa entrare Nainggolan per uno spentissimo Vecino, l’Inter rimane comunque con il 4-3-3: il belga starà in campo con grande disciplina e attenzione, sbagliando davvero pochissimo e facendo una prestazione incoraggiante.

 

Neanche il tempo dell’ingresso del belga che l’Empoli rischia di ribaltare i pronostici: cross lentissimo di Politano che finisce tra le braccia di Provedel che lancia immediatamente Caputo, il cui stop a rientrare per sbertucciare Vrsaljko è davvero eccezionale. Risulta inefficace il tiro dell’attaccante empolese dai 35 metri per soprendere Handanovic, ma solo perché Samir aveva intuito lo svolgersi dell’azione ed era rientrato in porta

Benché più distante, la dinamica somiglia molto al movimento fatto dal portiere contro il Chievo: sta alto e rientra se non gli è chiaro subito dove andrà a finire il pallone. In questo caso movimento provvidenziale.

Al 22esimo del secondo tempo tocca a Lautaro Martinez, la cui prima azione è un mani in area su un rarissimo cross di Asamoah. Il giallo è automatico.

Con l’argentino in campo, l’Inter si piazza con un 4-2-4 in cui i due centrali di metà campo sono Nainggolan e Joao Mario: il portoghese mostra di poter stare anche in quella posizione e, anzi, l’impressione è che con Brozovic accanto possa fare meglio. Non è né una novità né una sorpresa: su queste pagine lo avevamo presentato come una mezz’ala duttile che ama stare in mezzo e può giocare in tutti i ruoli della metà campo: tra l’altro in Torino-Inter con in panchina De Boer giocò da regista basso facendo tra l’altro una gran partita.

 

Al 24esimo l’Inter rischia di nuovo su un tiro da fuori di Acquah. È una sorta di spartiacque, perché da questo momento in poi l’Empoli sembra addirittura crederci e le distanze si ampliano, quelle toscane così come quelle nerazzurre.

In queste condizioni, però, emergono le differenze di qualità tecnica.

L’Inter ci crede e preme sull’acceleratore.

Sugli sviluppi di un corner di Politano la palla va a De Vrij, più defilato a destra: la palla in mezzo è ottima anche se leggermente dietro per Lautaro che però ha un’intuizione di tacco: la parata di Provedel è… provvidenziale, anche se poi la palal finisce a Skriniar che prova a tirare come può, palla ribattuta dalla difesa.

Successivamente c’è una palla che finisce a Nainggolan: il cross è troppo lungo per Icardi, che però recupera e mette in mezzo facendo deviare in corner da un difensore.

 

Va Politano in battuta che la mette in mezzo malissimo, ma la respinta empolese è anche peggio: recupera Politano che dà subito dietro a Vrsaljko, il cui cross sembra sbilenco (e in effetti lo è) ma trova la posizione giusta di Keita che di destro al volo insacca nell’angolino.

Iachini rompe gli indugi e, memore delle sfortune interiste contro il Chievo con Stepinski e Pellissier, mette Mchedlidze a fare la torre in avanti al posto di Antonelli infortunato.

L’Inter prova a tenere bassi i ritmi ma senza rinunciare a provare, prima con Nainggolan da fuori (tiro ribattuto), poi con Keita che defilato sulla sinistra tira forte (per la disperazione, giustificata, di Icardi) ma Provedel para.

All’82esimo, però, si addormenta. Politano passeggia mentre sulla sinistra fanno più o meno quello che vogliono, la palla arriva a Traoré che si beve Vrsaljko come fosse il brindisi di fine anno: arriva sul fondo e mette dietro una gran palla per Acquah sulla quale c’è quella che è probabilmente l’unica corretta, fatta con tempismo perfetto, chiusura di Keita della partita: anticipa il ghanese e subisce fallo.

Provvidenziale come un gol.

 

Spalletti capisce che si corrono troppi rischi e mette D’Ambrosio al posto di Keita, l’Inter passa al 3-4-1-2 con Politano trequartista, Vrsaljko e Asamoah esterni.

Il cambio fa subito effetto, perché Asamoah così alto ha possibilità di recuperare un gran pallone sui 20 metri, entra in area e serve a Icardi che fa un gran dribbling a rientrare prima di tir… ehm, scusate, prima che Politano gli rubi la palla e la spari altissima. L’inquadratura stretta sull’argentino mostra una rabbia feroce e un disappunto comprensibili.

Rabbia e disappunto, però, che probabilmente lo condizionano nell’azione successiva, dopo che Nainggolan recuepra sui 35 metri, scambi proprio con l’argentino al limite dell’area e poi lo serve sulla corsa dal centro verso l’esterno di destra: Icardi ci prova solo di forza e trova l’opposizione fortunosa di Provedel.

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