Un 2019 di buoni propositi interisti…

Anche questo è andato…

Come ogni anno, come ogni fine d’anno, c’è sempre quel gusto un po’ amaro delle cose che sono passate e ci lasceremo dietro per sempre, e quello un po’ dolce delle cose che verranno e ci auguriamo saranno migliori delle passate… che ci si augura sempre di migliorarle anche fossero state buone.

Quest’anno non è stato semplice tenere in vita ilMalpensante, le difficoltà sono state tante e ho dovuto diminuire il numero degli articoli, anche se nel complesso la quantità di parole è rimasto tale e quale, anzi, è addirittura aumentato (il 5% in più nell’arco di tutto l’anno). Da quando ho aperto il sito, ho riversato su queste pagine oltre 1 milione di parole: non è una esagerazione né un numero buttato lì per caso… è statistica che tiro fuori ogni anno.

È come se avessi prodotto l’equivalente di 3.600 pagine di un libro standard, quasi il doppio di Guerra e Pace o Infinite Jest, con gennaio 2018 e dicembre 2018 che sono i due mesi in cui ho scritto di più in assoluto.

Nel 2018 ci sarebbe da contare un’altra ventina di articoli che non sono riuscito a completare per varie ragioni… cosa che mi ha convinto a cambiare temporaneamente la direzione: concentrare in pochi giorni e meno articoli è risultato funzionale, almeno nell’anno passato.

 

Difficoltà che, non lo nego, è stato possibile superare soprattutto grazie al sostegno di quanti hanno supportato ilMalpensante, ciascuno a modo suo, quale che fosse il tipo di sostegno (personale, all’idea, alla novità…) intervenendo, interagendo, condividendo, scrivendo in privato e quant’altro… e ho un sacco di posta da smaltire perché dicembre è stato un mese pieno e intenso.

Anche se rispondo con enorme ritardo, il contatto costante con i lettori è stato fondamentale per tenere su la baracca e gli stimoli.

Il 2019 prevede grandi cambiamenti anche a livello personale e ilMalpensante potrebbe mutare pelle, anzi, mi stupirebbe se non dovesse accadere perché questi cambiamenti sono in parte già in atto. Ancora non ne conosco la forma finale ma voglio scommettere e augurarmi che possa raddoppiare e aumentare numero, qualità e argomenti degli articoli, con contenuti anche di genere diverso e che possano arrivare a una quantità maggiore di persone, anche se non è una stretta finalità del progetto. Tra l’altro ci sono due ebook in programmazione… di cui uno, in verità, è in cantiere ormai da mesi e mesi, alla fine ho deciso di attendere quest’anno perché… saprete perché.

Se ilMalpensante è cresciuto, pertanto, lo deve anche e soprattutto a tutti coloro che hanno contribuito in varie forme, soprattutto condividendo gli articoli o i profili o segnalando ad amici o nei tweet/post sui social: se volete che la crescita continui, la condivisione dei contenuti e/o delle pagine è il modo migliore per farlo, perché mettete a conoscenza altre persone della sua esistenza… poi toccherà ai contenuti.

L’idea iniziale di questo scritto era di fare un generico ringraziamento e un augurio, poi la riflessione è partita per i fatti suoi ed è arrivata a questa associazione: anche per l’Inter mi auguro che sia l’anno della svolta definitiva.

 

Quando ho aperto il sito, era luglio 2016, ho scritto sin da subito che la cosa migliore che ci si potesse augurare per quella stagione era di mettere la prima pietra, fissare quella data come “anno zero” della rinascita interista. Ci siamo arrivati con un anno di ritardo per varie ragioni ma ci siamo arrivati.

Pretendere vie più brevi era impossibile. Purtroppo il mondo del calcio è cambiato in maniera talmente radicale da non consentire, se non per estreme casualità, un rilancio in tempi brevissimi.

La via è diventata necessariamente più lunga e su queste pagine abbiamo provato a spiegare il nuovo trend, tra bilanci e fair play finanziario, tra passaggi di società e mercato: pensare, oggi, di potersi opporre alla pari a una forza che affastella risultati e bilanci positivi da 7 anni è follia dalla quale era necessario sottrarsi, nel 2016 più che nel 2018 ovviamente.

Questo ciclo juventino è certamente dovuto a capacità manageriali e di gestione importanti, ma anche a una serie di eventi concomitanti che ne hanno facilitato enormemente la progressione: Roma, Milan e Inter , intese come Sensi, Berlusconi e Moratti, smantellano tutte quasi contestualmente. 2013 interviene Thohir, Pallotta rileva interamente la Roma nel 2014, Berlusconi lascia un paio di anni dopo.

 

Le date, però, non dicono granché, visto che il periodo di “gestazione” della cessione è stato lungo, quello del Milan decisamente lungo, un’agonia che non invidio ai rossoneri. Per Moratti si è trattato persino di far scendere il valore dell’Inter per rendere la società appetibile prima a Thohir e poi al compratore successivo, che si è rivelato Suning.

Il tutto a fronte di 1.200 milioni di euro investiti nel complesso: oggi, con quelle modalità, non si può più.

E, oggi, l’Inter si trova in condizioni nettamente diverse, peggiori: deve affrontare una Juventus all’apice e un Napoli in piena crescita e soprattutto con grande maturità dal punto di vista del materiale umano in campo (tanto da potersi consentire un allenatore ambizioso come Ancelotti), con le incognite Roma e Milan tutte ancora da decodificare e in itinere.

È stato messo il punto l’anno scorso: il gol di Vecino può passare alla storia come una delle più grandi sliding door del calcio italiano, a livello del gol di Muntari insomma. Per l’Inter, quel gol ha cambiato le carte in tavola, facendo diventare il 2017-18 il vero anno zero. Finalmente.

In questa stagione, che è l’anno uno, si sono già visti alcuni cambiamenti e quello più importante vede la nomina a Presidente per Steven Zhang, altro passaggio epocale che era ormai necessario.

 

Il 2019 è, pertanto, l’anno della svolta: ha tutte le potenzialità per farlo, deve farlo. E questa Inter deve approfittare di tutte le occasioni, provando ad ammortizzare anche gli eventi negativi come l’uscita dalla Champions o questa brutta squalifica che pesa sullo stadio in termini di presenze, ma sul bilancio in termini economici pazzeschi: a occhio e croce parliamo di 5/6 milioni nel peggiore dei casi. Roba che se uno volesse anche malpensare…

Chi segue questo sito dall’alba de ilMalpensante.com lo ha letto decine di volte, perché ho sempre scritto che un’Inter che può puntare allo scudetto nel 2016 era possibile immaginarla solo a Settlement esaurito del tutto, solo nel 2019-20.

Per arrivarci è necessario che i prossimi sei mesi siano impeccabili o quasi: a partire da questo mercato di gennaio che deve portare qualcosa, anche se è evidente che ancora non si possono coltivare sogni di chissà che grandezza… ma già puntellare la rosa colmando certe lacune sarebbe perfetto. E poi arrivare in fondo alle due competizioni rimaste e (almeno) conservare il terzo posto con la maggior sicurezza e comodità possibile.

Senza sottovalutare nulla, perché a volte anche un singolo dettaglio, un singolo gol, può decidere destini più grandi di quello che pensiamo: se Vecino è doppiamente facile da ricordare, lo è di più Sneijder a Kiev… parlando di dettagli.

 

E, se vogliamo dirla tutta, anche le sconfitte possono portare con sé momenti di crescita importanti. Sempre parlando di dettagli, ho sempre pensato che l’Inter del Triplete non ci sarebbe mai stata senza l’uscita in Champions League a opera del Manchester United di… Cristiano Ronaldo. Quella partita è stata determinante per tutto ciò che è accaduto dopo.

Vedersi in questa nuova prospettiva significa dover ripensare sé stessi, perché tra competere per i livelli più alti e competere per vincere può apparire questione “leggera” e invece comporta un cambio di pensiero, mentalità e di impegno considerevoli, a tutti i livelli: è uno di quei momenti in cui devi sbagliare meno possibile, non sbagliare niente se è possibile.

Per queste ragioni sarà un 2019 complicato ma al tempo stesso entusiasmante. E io non posso che augurare a tutti i fratelli nerazzurri di viverlo nel miglior modo possibile, umanamente e calcisticamente, augurando a me e a queste pagine di fare lo stesso percorso di crescita che tutti ci auguriamo per la nostra Beneamata.

Buon 2019 a tutti.

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