Scoop #InterBenevento 6-2: le pagelle di Thomas Villa!

Introduzione

Incredibile scoop de ilMalpensante.com. Nel deserto stadio di San Siro, a fine partita, è stato rintracciato un lungo dattiloscritto con all’interno le pagelle di Inter-Benevento: l’addetto allo stadio, un infiltrato malpensante, giura e spergiura che sia caduto dalla borsa di Thomas Villa, giornalista Raisport, visto allontanare dallo stadio in una crisi di pianto irrefrenabile accompagnato da un basso lamento “l’Inter ha vinto, l’Inter ha vinto”.

Pertanto, dopo una lunga discussione in redazione, abbiamo deciso di riproporre lo storico documento così com’è. Buona lettura.

 

La partita

L’Inter si è qualificata ai quarti battendo un meraviglioso Benevento (che gioca in Serie B, giusto ricordarlo) dopo una partita che non poteva essere più bugiarda di così, perché la squadra di Bucchi avrebbe certamente meritato tutt’altro in base a quanto visto in campo.

L’Inter ha apparecchiato, insomma, sulla spoglia tavola di un San Siro silenzioso una novella Pordenone, una di quelle partite incomprensibili di cui sono capaci soltanto i nerazzurri, a maggior ragione da quando c’è Spalletti e, bene ricordarlo, da quando ci si arroga il diritto di mettere la Rai a fare l’ultima domanda nelle conferenze stampa.

Purtroppo si è trattato di uno spettacolo condizionato dal fatto che il Benevento è partito male, subendo due gol immeritati, almeno in base a quello che si era visto fino a quel momento: qualcuno ci dica che meriti aveva, l’Inter, di passare in vantaggio senza aver fatto nulla in precedenza? Ditecelo, chiaramente, se avete le prove: se saranno convincenti ve ne daremo ragione, ma ragione non ce n’è perché il Benevento è stato soverchiato al di là degli indiscutibili meriti.

Ma il calcio sa essere anche questo genere di giudice ingiusto nei confronti di chi merita.

Il 6-2 camuffa la reale natura del match, anche perché i primi due gol così a freddo potevano lasciar pensare che fossero preludio di una goleada nel primo tempo, mentre l’Inter chiude mestamente solo con un 3-0 e, tra l’altro, con un gol allo scadere, realizzato da uno dei suoi desaparecido con un tiro che, sì, magari sarà stato anche bello, ma arriva dieci secondi dopo il mio commento lungimirante sulla partita in cui definivo il match “ancora tutto da giocare, partita che non è affatto finita.”

E, in effetti, se fate il conto, il secondo tempo è finito appena 3-2: è il chiaro segno di una disfatta senza ragioni tecniche né tattiche. Se il Benevento avesse trovato prima il gol, o magari gli si fosse attribuito un gol prima di iniziare il match, come sarebbe stato giusto a mio modo di vedere le cose, la partita si sarebbe complicata ancora di più che tantissimo.

Perché il Benevento ha dominato, letteralmente, per qualche secondo durante tutta la partita, ha attaccato costantemente con 7 o 8 uomini sulla trequarti interista e, giuro di averlo anche evidenziato con immagini esclusive, è riuscito ad attaccare anche con 13 uomini sulla linea di porta nerazzurra, con un Padelli semi-terrorizzato da cotanto tiki-taka.

Se proviamo a cercare un demerito al Benevento, ne ha uno solo, è quello di avere preso un po’ troppo le sembianze del Lecce, tanto da farci confondere in fase di narrazione e scambiare le due squadre.

Perché, sì, quello che è emerso in questo match è soprattutto una imbarazzante differenza di palleggio: si è visto che il Benevento ha qualità che l’Inter invidia… ah, se non fosse stato per quei due gol all’inizio…

Inter, ti piace vincere facile eh? Con l’aggravante di farlo dentro uno stadio così vuoto che ha condizionato i calciatori del Benevento, con l’Inter furba l’Inter a giocarsi tutto sulla distanza dei 90 minuti, quando sarebbe stato più giusto, e forse un tantino più coraggioso da parte di Spalletti, proporre “chi segna per ultimo vince”, quantomeno dopo il 6-2.

 

Insomma, è l’ennesima partita inspiegabile dell’Inter di Spalletti, una delle peggiori esperienze per i tifosi nerazzurri che hanno la mia piena solidarietà e il mio sostegno.

Queste pagelle raccontano la vera partita che è stata Inter-Benevento.

Le pagelle

PADELLI 10

Padelli ha avuto il merito, sull’1-0, di tenere l’Inter ancora in partita nonostante i clamorosi rischi corsi. Soprattutto si segnala per l’acutezza di piazzare così bene la barriera, così, per consentire a Insigne di mostrare tutte le sue straordinarietà qualità tecniche (altro che Politano! Altro che Perisic!).

Ci sono da registrare anche un paio di salvataggi all’incrocio, che purtroppo in tv non avete visto per via degli obblighi contrattuali con Urogermin Prostata (ma anche nei confronti della statua che si diletta e si dimena col suo gingillo di casa, con accanto la scatola dell’integratore): due parate stupende che salvano Spalletti dall’esonero certo.

 

Il momento topico della sua partita arriva quando Handanovic lo incoraggia da lontano: emozionante, forse l’emozione più vera di tutta la partita. Che dico, di tutta la storia interista.

Insomma, partita salva grazie a lui che rispolvera il vecchio detto “se non ci fosse stato Padelli saresti finito nella brace”.

VRSALJKO 8,5

Per tutta la partita ha fatto in modo che io non trovassi nulla da dire nei suoi confronti, soprattutto nulla da ridire, e questo sarebbe da 4,5 pieno. Ma il ragazzo si riscatta in più occasioni, quando i tifosi interisti presenti allo stadio hanno spesso esclamato “ma come caz-bip sta giocando Vrsaljko?”, ma evidentemente non comprendono che era proprio così che andava interpretata una partita del genere: 6 belle palle perse regalate a un Benevento corsaro, chiaro atteggiamento di chi comprende i meriti dell’avversario e vuole riconoscergli quanto merita.

Bravo ragazzo.

 

SKRINIAR 3

In una partita del genere si prende la briga, ma tu guarda che screanzato, di spazzare a destra e manca, sbucare fuori dal nulla, recuperare una decina di palloni e opporsi come valido baluardo anche a dispetto di come sarebbe dovuta andare la partita.

Incredibile, voler fare il fenomeno anche in Inter-Benevento (vedasi le zero palle perse e l’alta percentuale di passaggi riusciti) è indizio di chi ormai ha la testa altrove e contratto già firmato: consiglierei panchina per la prossima partita.

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