Scoop #InterBenevento 6-2: le pagelle di Thomas Villa!

Ultima parte

ICARDI 0

Senza Eder accanto è talmente scialbo e abulico da ricordare, per certi versi, il peggiore dei Luther Blissett. Tutto il peso dell’attacco nerazzurro è chiaramente sulle sue spalle e lui dimostra di non averle così grosse, soprattutto perché appare un separato in casa.

Con l’Inter i problemi sono più che evidenti, perché il ragazzo entra in campo intimidito da un San Siro inequivocabilmente gelido nei suoi confronti: lo stadio capisce di avere effetto e, per dimostrare la sua disapprovazione sulla vicenda rinnovo, al gol dell’argentino risponde con un imbarazzato silenzio di tutto lo stadio, fatta eccezione per qualche centinaio di bambini. Il segnale di una frattura forse insanabile.

Avreste mai immaginato un San Siro quasi muto di fronte a un gol del suo centravanti? Ecco.

 

Icardi è ormai una vera grana, e ringraziate che non sia leghista, altrimenti sai che battutone…

Segna il rigore (e, tra l’altro, rischiando di farselo parare come un pivello) e poi s’accascia senza senso al centro dell’attacco.

POLITANO SV

Per il giudizio, vedere la pagella di Spalletti.

BORJA VALERO 10

Bravo, preciso, non sbaglia mai. Ci vorrebbero 11 Borja Valero in campo.

SPALLETTI -5

La sua è una squadra fatta tutta di “ma”, “però”, “chissà”, “forse”: un inno all’inaccettabile disparità tra volere e potere, tra ambizione e realtà, tra aspirazione e la cruda tangibilità della verità, di cui Politano è l’esempio più fulgido.

A dimostrazione delle sue scarse idee c’è la continua ritrosia a schierare Eder accanto a Icardi e ancora non si comprende come faccia questa squadra a non osare la seconda punta, a meno di non voler considerare l’acerbo Lautaro come un esempio di seconda punta: obiettivamente, Eder è altra categoria.

Contro il Benevento l’Inter gioca una partita scialba, salvata solo da una serie di gol casuali e fortunati che indirizzano il match nei momenti peggiori per i nerazzurri: solo il 60% di possesso palla è l’emblema di una squadra che non ci ha capito granché di fronte a un Benevento che merita applausi e avrebbe meritato decisamente altro risultato.

Ma tant’è, il calcio sa essere ingiusto.

Il suo perenne essere arrabbiato dà la misura di quanto abbiamo ragione in questa valutazione: c’è una evidente scollatura tra quello che chiede e quello che fanno, tra i suoi desiderata e l’applicazione dei calciatori.

Infine, l’Inter concede troppo in una partita così delicata, e questo è chiaro demerito dell’allenatore. Mi ricorderò di chiederglielo alla prossima conferenza stampa.

 

GODIN 0

Il giocatore è grazioso, carino direi quasi, ha una discreta esperienza internazionale e siamo sicuri che potrebbe fare il suo anche nel campionato più difficile del mondo.

Solo che ormai a 33 anni e lui non è certo Chiellini.

ARBITRO GIUA 0

La chiude lui, con un rigore regalato all’Inter. Decide di fischiare al 95esimo nonostante ci fossero ancora chance per riaprire la partita dopo il gol di Candreva.

CONSIDERAZIONI MALPENSANTI

Mi sono permesso di celiare un po’ dopo la mini-pausa concessami (spero meritatamente) agli impegni malpensanti. Ma se ho sentito lo stimolo a usare il buon (ehm…) Thomas Villa per scrivere delle pagelle (che altrimenti non sarebbero mai state partorite) ironiche basate sull’atteggiamento (inaccettabile) del giornalista Rai nei confronti dell’Inter.

Talmente inaccettabile da avere mandato “Thomas Villa” in tendenza su Twitter: cosa piuttosto rara.

Va detto che partite come Inter-Benevento sono complicatissime da raccontare con la giusta enfasi, senza esagerare e, al tempo stesso, senza farle diventare più soporifere di quello che rischiano di essere, a maggior ragione di fronte a uno stadio quasi totalmente vuoto.

 

L’appetibilità della Coppa Italia, in questo formato, è quasi ridicola e diventa interessante solo dai quarti in poi. A dimostrarlo, quasi senza prove d’appello, l’incasso di Napoli-Sassuolo: 14mila spettatori per un totale che non arriva neanche ai 100mila euro.

Se poi ci aggiungiamo scelte ridicole di squalifiche degli stadi e una Rai totalmente fuori dal tempo, dal ritmo di narrazione bradipico, aggravato da un pessimo tempismo nel lanciare i mini-spot, il risultato è di un polpettone indigesto che fa venire quasi nostalgia di Dazn, parlando della Rai, e di guardare qualunque altra cosa, parlando della Coppa.

Quello che ci ha comunicato la Rai è un senso di inadeguatezza talmente palese, talmente lampante, che non ci sarebbe neanche da discuterne su tanto.

Non immaginavo fosse possibile fare peggio che con Bagni o Di Gennaro, tra sgrammaticature e considerazioni fuori onda. Eppure la Rai c’è riuscita, imponendo un format che non si capisce perché debba essere per forza riproposto: se non hai una seconda voce di spessore, che possa anche raccontare qualcosa di interessante, davvero interessante (che sia tattica, di curiosità, di campo, quello che volete), perché insistere sulla seconda voce?

 

Perché imporre una veste a chi fa un altro mestiere e risulta del tutto inadeguato se vestito con abito non suo?

Accaparrarsi dei diritti a tutti i costi e poi mortificarli in questo modo è controproducente, per l’azienda (che è pur sempre di Stato), per gli spettatori e per il prodotto in sé: aggiungo, considerazione del tutto personale, che l’aspetto economico non può essere l’unico metro di giudizio sulle assegnazioni: altrimenti le figuracce in stile Dazn e i fallimenti in stile Rai di ieri saranno all’ordine del giorno. E il calcio italiano, sinceramente, ha bisogno di tutt’altro.

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TABELLINO

INTER – BENEVENTO 6-2

INTER (4-2-3-1): Padelli; Vrsaljko, Ranocchia, Skriniar, Dalbert; Candreva, Gagliardini, Brozovic (38′ st Joao Mario), Perisic (22′ st Borja Valero); Lautaro Martinez, Icardi (1′ st Politano). A disposizione: Handanovic, Berni, de Vrij, Miranda, D’Ambrosio, Asamoah, Vecino, Nainggolan, Keita. Allenatore: Spalletti.

BENEVENTO (3-5-2): Montipò; Tuia (38′ st Billong), Antei, Di Chiara; Letizia, Buonaiuto (40′ st Sanogo), Bandinelli, Tello, Improta; Insigne, Coda (29′ st Ricci). A disposizione: Gori, Zagari, Gyamfi, Costa, Sparandeo, Cuccurullo, Maggio, Del Pinto, Armenteros. Allenatore: Bucchi.

ARBITRO: Giua di Olbia

MARCATORI: rig. 3′ pt Icardi (I), 7′ pt Candreva (I), 46′ pt Dalbert (I), 3′ st Martinez (I), 13′ st insigne (B), 21′ st Martinez (I), 29′ st Bandinelli (B), 50′ st Candreva (I)

NOTE: Ammoniti: Vrsaljko, Gagliardini (I), Montipò (B). Recupero: 1′ pt e 4′ st. Calci d’angolo 7-5 per il Benevento.

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