Inter-Sassuolo 0-0: tutto sbagliato

Terza parte

Anche se non sappiamo cosa significhi per questa squadra “uscire dal seminato”, se questo comporti anche una perdita di certezze che poi diventa anche controproducente.

Sappiamo, però, che giocare al 30% non basta perché non c’è il guizzo individuale. Ma non basta neanche l’80% se è per questo, a meno di non trovare un gol che sblocchi la partita e consenta all’Inter di gestire la partita con più serenità: per ragioni connaturate alle singole caratteristiche dei calciatori in rosa, questa squadra è condannata a giocare sempre al 100% e di applicarsi come fatto dal Sassuolo ieri.

Non ci sono alternative, che piaccia o meno.

 

Cosa manchi per cambiare questa situazione e raggiungere il risultato desiderato con armi diverse lo sa l’allenatore e immagino lo sappia anche il management, in parte si è provato a integrare questi cambiamenti con Politano e Nainggolan: questa squadra non è scarsa ma non è, chiaramente, completa e qualcosa dovrebbe essere fatto già da gennaio.

Certo, nel bailamme del “è tutto da buttare” sbuca anche chi azzarda teorie fuori da ogni senso della realtà, come quella letta oggi su La Gazzetta dello Sport:

 

Ecco, rendiamoci conto fino a che punto può arrivare la distorsione della realtà, quale che sia il motivo della distorsione.

Probabilmente, però, come detto finora, ci sono cose che non si possono acquistare neanche nel mercato di gennaio. Ci sono stati due discorsi, molto interessanti da parte di due allenatori altrettanto interessanti, che ci possono riguardare: uno di Sarri e uno di Mourinho.

Sarri ha chiaramente detto che il suo Chelsea è difficile da motivare, che hanno perso più per ragioni mentali e di determinazione che per ragioni tecniche. Stiamo parlando di una squadra che ha gente come Hazard, Willian, Kanté, Jorginho, Pedro, Emerson Palmieri, Marcos Alonso, Barkley, Fabregas… tutta gente che all’Inter sarebbe titolare: una squadra che negli ultimi 4 anni ha vinto 2 Premier League.

Mourinho, invece, a Bein Sports si sta dimostrando il più rivoluzionario e interessante commentatore mai esistito. Tra le altre cose (ne parliamo nei prossimi giorni probabilmente), ha tirato fuori un argomento importante, una sorta di “discorso della montagna” per l’allenatore moderno.

 

Oggi, nel processo di educazione dei calciatori, tu come manager non puoi più essere solo.

Quando parlo di protezione io parlo di gerarchia [fa segno con la mano a indicare “i piani alti”, ndr], i miei assistenti stanno sotto di me: il tempo in cui l’allenatore era il punto più alto del club e era il più potente, penso sia finito.

Hai bisogno della struttura.

Il prossimo club con cui parlerò o che mi inviterà a parlare, non sarà sui calciatori che voglio acquistare o del budget che vuoi darmi, per niente. Cosa hai intenzione di darmi in termini di struttura, cosa sei capace di darmi in termini di struttura. Dimmi cosa hai, cosa vuoi darmi, cosa non hai e cosa vorresti darmi e solo dopo possiamo parlare di altro.

Cosa possa comportare per l’Inter è argomento che approfondiremo a parte, ma da come l’Inter si muoverà in questo mercato di gennaio capiremo molte cose.

Mentre per capire cosa può riservarci il campionato non dobbiamo aspettare molto, perché Torino è altra partita complicatissima sotto tutti i punti di vista, in cui servirà non solo organizzazione e difesa, ma anche il coraggio di osare e sbagliare.

 

Osare, ma sempre con quella lucidità e quel giudizio che non devono mai mancare alle grandi squadre.

Perché di fronte a certe difficoltà, come ieri, si viene improvvisamente animati da un moto di ribellione alla contingenza che ti vuole così alle corde e in affanno, per cui arrivi a pensare che forse sarebbe meglio (lasciatemi abusare di una metafora abusata) prendere il cuore e gettarlo oltre l’ostacolo, andandoselo a riprendere a forza col corpo che non ce la fa a seguire in tempo l’impeto della volontà. Scommettere, insomma, arrivare a vincerla o perderla, ribaltando il grigiore in cui hai annaspato fino a quel momento e imporre gli estremi tra successo e fallimento.

A partita finita, fortunatamente, rientra quel tanto di raziocinio che ti fa ritornare le cose a posto: perché la forza di volontà, la “garra”, la determinazione, non sono autoalimentate, non hanno autonomia. E in mente ti ritornano tutti quei ciclisti che hanno sprecato piccole o grandi vittorie, tappe o gare singole o grandi giri, per azzardare qualche pedalata in più negli ultimi chilometri di una sola salita, per tentare di salire su più rapidamente con un rapporto più duro.

Ti ricordi che se l’Inter l’avesse buttata lì, a Ferrara o Bologna, o a Milano contro il Crotone, a fine anno non ci sarebbe stato nessun Vecino a prenderla. E comprendi che se è anche tutto sbagliato, per quanto brutto sia, questo smagrito, infelice, gramo e misero punto diventa una piccola storia nella storia del campionato.

E, chissà se è un caso, il Sassuolo costruisce la sua azione migliore e più pericolosa con Boateng (che è solo davanti a Handanovic e si accartoccia senza senso) proprio negli ultimi minuti.

 

Nessuno si augura diventi determinante, però vista la propensione masochistica di questa squadra… sai com’è… la cosa importante è che partite così non lascino strascichi… mentali perché, rischiavo di dimenticarlo, a proposito di avversario, di bestie nere, di motivazioni extra e di questione caratteriale, domenica prossima si gioca contro il Torino: dal 2013-14 a oggi appena 14 punti in 11 partite, è squadra che segue Juventus, Napoli, Roma e Sassuolo tra le più ostiche negli ultimi anni.

Non è a livello di nemesi, probabilmente neanche di “bestia nera”, ma basterebbe sbagliarne un’altra, magari sbagliarla tutta come contro il Sassuolo, per eleggerne un’altra.

sostieni ilmalpensante.com

Inter-Sassuolo 0-0

INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, de Vrij, Skriniar, Asamoah; Vecino (37′ st Borja Valero), Brozovic; Politano (36′ st Martinez), Joao Mario (15′ st Nainggolan), Perisic; Icardi. A disposizione: Padelli, Ranocchia, Gagliardini, Candreva, Dalbert, Miranda, Vrsaljko. Allenatore: Spalletti

SASSUOLO (4-1-4-1): Consigli; Lirola, Magnani, Peluso, Rogerio; Sensi (31′ st Magnanelli); Berardi, Duncan (28′ st Bourabia), Locatelli, Djuricic (17′ st Boga); Boateng. A disposizione: Babacar, Ferrari, Satalino, Pegolo, Brignola, Lemos, Adjapong, Dell’Orco, Matri. Allenatore: De Zerbi

ARBITRO: Pairetto di Torino

NOTE: Ammoniti: Brozovic (C), Sensi, Rogerio, Peluso (S). Recupero: 2′ e 3′. Calci d’angolo: 11-0 per l’Inter

 

Seguici su Facebook

Indice

Loading Disqus Comments ...