#InterSampdoria 2-1: pagelle malpensanti e tattica

Seconda parte

Per la prima volta in campionato, l’Inter viene superata dall’avversario come numero di passaggi. Non ci erano riuscite neanche Napoli e Juventus, partite in cui si è registrato un sostanziale pareggio. Su questo va fatta una piccolissima tara perché, quando lo scarto è ridottissimo, tendo a considerare quei numeri “pari”, vista la possibilità di qualche errore spurio nel conteggio di numeri così alti (ci sono da 500 a oltre 1.200 passaggi in ogni partita!): pertanto, nonostante l’Inter abbia avuto una supremazia numerica nei passaggi rispetto a Juventus e Napoli, lo scarto è talmente ridotto da non potere essere considerato.

Stesso discorso nell’unico caso in cui una manciata di passaggi ha visto l’Inter leggermente sotto un unico avversario, la Fiorentina: anche questo è un sostanziale pareggio.

“Unico” fino ad ora, perché con la Sampdoria l’Inter ha fatto meno passaggi dell’avversario, soltanto che questa volta è incontestabile: 490 a 446, parliamo di quasi il 10% di differenza.

 

Inoltre, è  piuttosto raro che accada, dato che quest’anno è accaduto solo nella sconfitta contro l’Atalanta, ma quando l’Inter risulta poco precisa fa una brutta partita: se è meno precisa dell’avversario, invero, la sconfitta è praticamente assicurata. Quest’anno è accaduto solo con l’Atalanta, 4-1.

La Sampdoria ha avuto un leggero predominio nella precisione, che si attesta in un 82%vs80%, con l’Inter che è riuscita a riacciuffare la decina “buona” per il cosiddetto rotto della cuffia, visto che nel finale ci sono state tante imprecisioni e la difesa ha più volte spazzato per evitare problemi inutili: 14 delle 23 palle allontanate si concentrano negli ultimi 15 minuti (più recupero).

Altra particolarità della partita, i tiri da fuori sono superiori di numero rispetto alle altre due casistiche, ovvero tiro all’interno dell’area piccola e all’interno dell’area di rigore.

Benché non abbia il conforto della statistica… dannazione, mi avete fatto ricontrollare. L’Inter aveva tirato più da fuori area che nelle altre due casistiche soltanto contro Udinese, Napoli e Torino: si tratta di una particolarità perché, spesso ce ne lamentiamo tra tifosi, l’Inter spesso insiste troppo prima di arrivare al tiro.

 

Con il Torino c’è una unicità: l’Inter ha tirato più del 70% da fuori area, questa è invece la statistica contro la Sampdoria:

Notate? Il 24% delle conclusioni sono arrivate dall’interno dell’area piccola: queste proporzioni così come le vedete sono una unicità all’interno di questa stagione: è l’assenza di Icardi ad aver pesato di più o la tattica della Sampdoria? Bella domanda alla quale non ho risposta.

Rimanendo in tema, tra le varie percentuali sulle zone di tiro l’Inter in questa stagione ha registrato un parossismo che mi piace sottolineare ed è una di quelle cose che è rimasto nel cassetto delle bozze delle cose da fare: contro il Barcellona a Milano, l’Inter ha fatto 10 tiri, il 100% dei quali sono arrivati dall’interno dell’area, non da fuori, non dall’area piccola.

L’Inter gioca meno volentieri nel proprio ultimo terzo di campo, in genere lo fa di più quando più ha possesso palla proprio per quella sua caratteristica positiva di giocare con possesso palla bassissimo, ma anche per la negativa di arretrare troppo spesso sui centrali di difesa se non direttamente su Handanovic; è accaduto anche per ragioni diverse, ma in quel caso il merito va dato all’avversario, più forte e che ha costretto l’Inter di più nella propria trequarti.

Con la Sampdoria tutt’e tre le casistiche hanno portato l’Inter a giocare più nel proprio ultimo terzo che non su quello avversario: il pressing doriano, come vedremo nelle immagini, è stato davvero ottimo, soprattutto nel primo tempo.

 

Altra rarità di questa partita, l’Inter è squadra che in genere ha baricentro molto alto, questo perché la difesa accompagna molto l’azione ed è molto brava negli anticipi e nei duelli su palla lunga (corta o bassa che sia) più che nell’attesa. Non con la Sampdoria, che ha costretto l’Inter a un baricentro più basso soprattutto nel secondo tempo, cosa che sembra paradossale perché è proprio nel miglior momento dell’Inter… ma non lo è: i nerazzurri hanno semplicemente sfruttato meglio gli spazi offerti dai doriani, giocando “più lunghi” sul campo e prendendo in velocità l’avversario.

Sempre in tema di rarità, l’Inter ha corso, in genere, di più degli avversari. Con la Sampdoria c’è stata meno corsa, come vedremo nell’immagine qui sotto, ma non è per forza un valore positivo: a mancare sono soprattutto le corse dei centrocampisti centrali che non si sono mossi benissimo, o almeno non l’hanno fatto nella conformazione Brozovic-Gagliardini, come vedremo più avanti.

Insomma, se non si fosse capito, la sfida con la Sampdoria rappresenta un insieme di rarità e/o eccezionalità che la proiettano tra i “casi particolari” della stagione. Sarà interessante vedere, contro Rapid e contro Fiorentina, l’evoluzione di queste tematiche, se avranno seguito oppure “rientreranno” negli alvei delle consuetudini di questa squadra.

Va dato atto alla Sampdoria, ad ogni modo, di aver fatto una partita migliore di quello che noi stessi abbiamo raccontato su queste pagine.

 

Le immagini e i video

Ora raccogliamo tutte le informazioni approfondendo, con video e immagini, soprattutto le fasi di pressing dei doriani, così come quello che ho evidenziato come maggior difetto dell’Inter, già dopo i primi 15 minuti, il tutto più brevemente del solito perché vi ho già rubato molto tempo e ci sono anche le pagelle da fare:

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