#InterSampdoria 2-1: pagelle malpensanti e tattica

Quarta parte

A dimostrazione dell’atrocità delle spaziature e della tempistica, guardiamo questa azione, in cui prima è Gagliardini in ritardo, poi Brozovic sale fin dentro l’area avversaria, poi è Lautaro a scegliere un tempo di pressing non perfetto e facendosi dribblare troppo facilmente; infine, Gagliardini sbaglia completamente il tempo di intervento su Linetty: per avere efficacia, questo genere di pressing deve essere portato con una feroce determinazione, un timing perfetto.

Il fatto che il doriano abbia possibilità di stoppare e girarsi al limite della sua area è cartina di tornasole di errori a ruota: la conseguenza è l’ammonizione a Skriniar che, per fortuna, aveva deciso per una volta di spegnere le caldane di Saponara. Ma l’ammonizione, che probabilmente è anche un filo esagerata, non è colpa dello slovacco bensì dei due centrocampisti centrali: prendete appunto per la pagella di Skriniar.

Tempi di pressing sbagliati e spaziature atroci: errori di questo genere contro la Fiorentina si pagheranno carissimi.

L’Inter avrebbe dovuto sfruttare di più e meglio le catene laterali, coinvolgendo i due interni e/o Nainggolan: per essere più chiari, è l’azione che ha portato Lautaro alla clamorosa occasione dei primi minuti:

In alternativa, l’azione avrebbe dovuto svolgersi più rapidamente (e più spesso) portando al centro i due esterni e coinvolgendo Nainggolan, come accaduto nel secondo tempo nell’azione poi sprecata da Politano:

 

I nerazzurri hanno comunque trovato altre vie per far male ai doriani, soprattutto grazie alla posizione di Lautaro, bravo a trovare posizioni interessanti e svariare su tutto il fronte dell’attacco. Rimangono però molte perplessità su alcune scelte tattiche, sia in fase di preparazione della partita sia come scelte individuali in campo: Rapid e Fiorentina ci diranno se si è trattato di una serie di casualità oppure c’è da ripensare qualcosa nell’assetto di questa squadra e tornare al centrocampo a 3 e con Brozovic più staccato dietro, dove sembra sentirsi decisamente più a suo agio.

Il gol subito

Piccola parentesi riguardante il gol subito dall’Inter, in cui qualcuno ha visto uno o più errori di Skriniar, quando invece lo slovacco appare ai miei occhi come il povero malcapitato che prova ad arginare a valle una valanga che nasce molto prima, anche in questo caso dai tempi sbagliati di Brozovic.

La prima immagine racconta già molte cose: anche in questo caso la “trequarti” (in questo caso come spazio tra difesa e attacco) è troppo scoperta: Nainggolan è stanco e non riesce più a pressare, Brozovic rimane a metà tra un pressing e un restare che non serve a nessuno.

Joao Mario è piazzato in una posizione che apparentemente non serve a nessuno: vede l’uomo alle sue spalle (dovrebbe essere Defrel) e accorcia al centro, giustamente.

 

Accorciando, però, con Brozovic che rimane in bambola, si apre un varco che non viene chiuso da Candreva (dovrebbe stringere): a quel punto l’uscita di D’Ambrosio è necessaria, con tutto quello che ne consegue in termini di scalate successive.

Importante notare come questa compensazione “trasli” tutta la difesa verso destra, lasciando uno contro uno Skriniar e Defrel, Dalbert e Gabbiadini:

Gabbiadini è in fuorigioco due volte, sia quando parte il primo pallone di Quagliarella, sia quando Defrel lo tocca: c’è un successivo tocco di Skriniar che però definire “giocata” è più che un azzardo. Visto che poi segnerà proprio Gabbiadini, dopo aver disturbato (e fatto falli su) Skriniar, il gol era da annullare.

Due i falli di Gabbiadini: il primo è una spinta ai danni di Skriniar, con entrambe le mani, che sbilancia lo slovacco:

Secondo è un contatto tra la caviglia di Gabbiadini e il polpaccio di Skriniar, il piede si sposta e non riesce a raggiungere il pallone:

 

Nel rivederlo alle spalle, è evidente soprattutto la spinta di Gabbiadini su Skriniar.

Dalle immagini, emerge anche una (pur leggera) responsabilità di Dalbert, che però ha seguito perfettamente la linea dei compagni di difesa: l’unica “pecca” è di non aver provato a mettersi comunque davanti a Gabbiadini e di essersi fermato.

In tutto questo lo slovacco ha colpe quasi zero, se non quella di avere un eccesso di foga nel rinvio che viene ribattuto da Joao Mario: ma questa è una colpa da insufficienze? Non credo.

E adesso le pagelle, più stringate del solito.

Pagelle

HANDANOVIC 6,5

Due interventi ma importanti, anche se uno è pleonastico perché Quagliarella (sul colpo di testa nel secondo tempo) sarebbe stato sanzionato per fuorigioco.

 

L’intervento su Defrel a inizio secondo tempo, però, è notevole.

Meno coinvolto con i piedi, in un paio di occasioni produce lanci pazzeschi con le mani: nella pagella di Lautaro ne vedremo uno.

D’AMBROSIO 7

Inevitabile premio non solo per il gol, ma per un secondo tempo di grande spessore. La sua sofferenza nei primi 15/20 minuti è la sofferenza di tutta l’Inter: lasciato a campo aperto, Quagliarella darebbe fastidio più o meno a chiunque.

Lui ad un certo punto se lo perde, anche perché nessuno si aspetta la leggerezza a metà campo, e si immola, pur rischiando un rosso che a termini di regolamento non c’è. Dopo qualche apprensione, però, prende le misure e lo soffre relativamente.

I meriti di D’Ambrosio, però, andrebbero sottolineati, perché dal suo lato Politano è come uno di quei treni locali italiani: sperare che sia puntuale è utopia che non vogliamo concederci… Lui ne soffre relativamente, sia perché pian piano ne prende le misure, sia perché De Vrij fa una partita pazzesca anche a sostegno.

 

Per comprendere, queste sono le heatmap di De Vrij (la prima) e di Skriniar (la seconda): è evidente chi dei due ha aiutato di più l’esterno di difesa… e in questo caso la riflessione rimanda poi a Politano.

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