#InterSampdoria 2-1: pagelle malpensanti e tattica

Sesta parte

PERISIC 7

5 tiri e 3 nello specchio, un assist vincente e altri due potenziali: spesso gli capita di produrre occasioni da gol non sfruttate, ma in questa partita ha dato l’impressione di una forma fisica in crescendo, nonostante i primi 20 minuti non bene per niente, con Berezynski che gli ha bloccato ogni contrasto.

A raddoppio mancante, però, Perisic ne ha avuto ragione.

Partita di lotta e di governo, tanti contrasti come fosse un mediano, guadagnando palloni meglio di un mediano: quanto ha corso? Tantissimo.

Che sia la partita giusta da cui ripartire? L’Inter ne ha assoluto bisogno.

 

NAINGGOLAN 7- (man of the match)

Il gol rappresenta quel motivo per cui Spalletti lo ha fortemente voluto: è un calciatore che sa trovare il gol da zone dalle quali l’Inter segnava poco o nulla.

È ancora al 50%, più o meno, e lo vedi perché carbura lentamente e non riesce a finire la partita. Ma è ancora più evidente quando vedi che non affonda il colpo sui tackle, se non quando è strettamente necessario. Ha, però, letture tattiche fondamentali, soprattutto in fase di ripiegamento, quando il duo-sciagura in mezzo al campo decide di lasciare praterie alle sue spalle.

Nainggolan tocca pochi palloni (meno di una trentina) e ne sbaglia molti in percentuale, ma è anche quello che prova a verticalizzare di più, ad accelerare di più: l’impressione è che questa squadra sia stata ripensata con lui al centro, pertanto è necessario che entri in forma nel più breve tempo possibile, perché di questo Nainggolan c’è un bisogno estremo: i numeri continuano a essere dalla sua parte…

POLITANO 4,5

Spiace essere un po’ più cattivo del solito, lui che in genere ha trovato in queste pagine benevolenza a volontà. Per settimane l’ho dipinto come la sorpresa più piacevole e come l’uomo in più dell’Inter, ma da due mesi abbondanti sembra avere staccato la spina.

Non è più una questione di forma, visto il periodo, vista la pausa, vista la squalifica: sembra manchi qualcosa a livello mentale, non so cosa.

 

Il problema è che commette a volte errori da lasciare esterrefatti, come quando nel secondo tempo decide di dribblare l’avversario… lanciandosi il pallone verso la propria porta. Qualcuno ha provato ad abbozzare una accusa al mancato sostegno di D’Ambrosio, ma le immagini sono impietose, trattasi di sciocchezza sesquipedale:

Sbaglia tantissimo (appena sopra il 60% la precisione dei passaggi!) ma soprattutto fa scelte non sempre condivisibili in attacco, provando quel tiro che se è dentro gli parte debole, se gli parte forte va fuori o alto… anche quando dovrebbe magari pensare a un assist ai compagni meglio piazzati di lui, come in questo caso, quando potrebbe scegliere prima Lautaro e poi Perisic mentre invece si intestardisce su un tiro che verrà anche discreto, ma che non era da preferire alle altre due soluzioni:

 

Quello che dà più fastidio è l’indolenza, quel ciondolare passeggiando, quasi sofferente, quasi che il rientrare gli costi una fatica dieci volte maggiore di uno scatto a tutta birra in avanti. Atteggiamento che ho, personalmente, accettato solo da un calciatore, ma quello era Ronaldo: per il resto anche Recoba s’è beccato improperi a iosa per atteggiamenti simili… e Politano non ha neanche lontanamente le doti del Chino.

Come quando, nel primo tempo (ed è il primo tempo!) e lui fa questa roba qua sotto. Passa la palla a Lautaro che sbaglia appoggio a D’Ambrosio, Politano vede il suo compagno di difesa che è davanti e, piuttosto che correre a supporto per proteggerne la posizione scoperta, prima accenna a una finta di pressing (!!!) verso il difensore, poi si pianta letteralmente, come se l’azione non fosse più di sua competenza.

No ragazzo mio, inaccettabile a questi livelli, inaccettabile se ti chiami Politano e non sei Messi: inaccettabile se devi ancora guadagnarti il riscatto dall’Inter, che costa uno sproposito in relazione a quanto hai apportato finora. Dovresti mangiare quel terreno che ti separa dall’avversario!

Indolenza che fa il paio con tante scelte tattiche sbagliate. In molti danno contro Candreva per la pochezza di quel che esprime in attacco, ma pur nei limiti della stagione scorsa, pur con tutti i problemi, c’erano situazioni di campo che l’Inter non subiva praticamente mai, perché Candreva tatticamente è stato sempre esemplare.

 

Proviamo a guardare una casistica che è lampante: il lavoro tattico dell’esterno a chiusura dei varchi centrali quando si trova sul lato debole: questo è Politano e prendo quella che è la migliore casistica possibile della partita, ovvero un intervento in cui lui riesce comunque ad arrivare in tempo.

Nonostante sia in tempo, però, lui ci arriva in ritardo e il suo intervento lascia la palla nella disponibilità avversaria.

Qui, invece, vediamo quello che è un palese ritardo di posizione:

Questo è, invece, Candreva: ho preso dei video di altre analisi sul sito, quindi la scelta non era granché: chiaramente parliamo dell’anno scorso.

 

In questo fermo immagine è apprezzabile una posizione più coperta verso il centro.

Nel caso specifico, mancando non solo la spinta dei terzini avversari (che hanno attaccato poco) ma anche un vero esterno d’attacco, Politano avrebbe potuto rendersi utile anche in mezzo accorciando, ma alla fine non solo ha aiutato poco e male D’Ambrosio, ma in mezzo è stato più che inconsistente.

Questo non per dire “meglio Candreva di Politano”, ma per evidenziare come una mancata copertura o un ritardo di posizionamento possono creare danni enormi nel contesto non solo di una singola azione, ma di un’intera frazione di partita perché i compagni ti conoscono e si adeguano di conseguenza.

Questo, assieme alla posizione del duo di metà campo, è un equivoco tattico che Spalletti deve risolvere nel più breve tempo possibile.

 

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