#InterSampdoria 2-1: pagelle malpensanti e tattica

Ultima parte

LAUTARO 7-

Ci ho pensato parecchio prima di dare il voto, perché è rimasto sul 6,5 fin quasi alla fine: poi ho pensato che era necessario emergesse che è stato uno dei migliori in campo.

Tanta, tantissima corsa, come dimostrano le statistiche:

 

30 palloni toccati, che sono tantissime, buona parte di questi inseguiti anche se è venuto a mancare un po’ troppo pressing lì davanti, ma è fattispecie che sviluppi con l’esperienza e lui viene da un campionato dove il concetto di “pressing dell’attaccante” non è che sia una delle priorità degli allenatori.

Fa una partita con tante pause, tante entrate e uscite di scena, ma ognuna delle prime è pesantissima all’interno dell’economia globale del match. Che si muova tantissimo per supportare i compagni lo dimostra anche la touchmap:

Ma dimostra di avere idee di gioco, visione, capacità di impostare, proteggere palla a servizio di chi gli arriva a rimorchio, come quando serve una palla da occhi a cuoricino per Nainggolan che sfiora il gol:

 

Si danna per aiutare i compagni, servirli con tempismo e precisione, come quando nel secondo tempo dà una splendida palla per Candreva:

Ma è uno che rimane sempre dentro la partita, legge la posizione dei compagni con una efficacia e una capacità di sintesi che sono tipiche dei grandissimi calciatori. Come quando manda in porta Perisic con un velo da urlo… e, notatelo fermando il primissimo frame, guardate come faccia il movimento ad accorciare verso il pallone solo dopo aver guardato Perisic chiamare palla:

Questo movimento è di chi ha letto l’azione in precedenza e sa già quello che deve fare, quello che dovrà fare.

 

Quello che sorprende di più, però, è la tecnica che emerge straordinaria anche in gesti che sembrano facili… ma è lui a farli sembrare facili. Come quando raccoglie uno strepitoso lancio di Handanovic (ricordate che ve l’avevo promesso) e appoggia di tacco al compagno accorrente, Brozovic, che per l’ansia di restituire il pallone prima possibile dopo il colpo da fuoriclasse sbaglia, perché avrebbe dovuto far correre Politano:

Partita disseminata di tante cose fatte bene e preziose: se impara a fare pressing come si deve diventa un calciatore enorme a 360°. Fatelo crescere senza troppe ansie… anche se lui non sembra soffrire affatto la pressione.

Il gol sbagliato? Capita, ci sta, è giovane e si era fatto 50 metri di scatto: si rifarà.

Ma non aspettatevi regali dalla stampa, che anzi lo bersaglierà ogni volta che può. Questo è quanto partorisce “Repubblica”:

Ha provato a dimostrarsi un credibile sostituto dell’illustre assente il prode Lautaro, non esattamente centravanti per caratteristiche. Più a suo agio da rifinitore con veli, colpi di tacco e un’utile frenesia, è in effetti incline allo sperpero sotto porta: ha sprecato uno scatto felice, sparacchiando addosso ad Audero, e in mischia non è stato mai rapace come il ruolo imporrebbe. 

Quanto può essere credibile un giornale che scrive robaccia simile?

 

CANDREVA 6+

Positivo per atteggiamento, corsa e alcune cose fatte buone. Non era scontato, visto i chiari di luna a gennaio.

JOAO MARIO 6,5

Prendete la pagella della Gazzetta, 5,5.

Non capisce il contesto, la necessità che ha l’Inter di fare la guerra su ogni pallone. Bellino alt occo, friabile al contrasto. È fatto così.

Avete letto? Bene, sappiate che il centrocampista interista che ha la migliore percentuale per duelli vinti è proprio Joao Mario: che ci volete fare, è fatto così.

Con lui l’Inter guadagna profondità, spazio, possesso palla: entra al momento giusto e si fa valere. Il resto sono chiacchiere da bar in rosa.

SPALLETTI 7-

Dubbi sul duo di metà campo, ma la partita nella sostanza è preparata bene: lui la cambia con le sostituzioni, azzeccandole entrambe. E, sì, anche con Candreva al posto di Politano, visto che il primo è stato protagonista positivo delle azioni migliori dal suo ingresso.

 

DOVERI 4,5

Che brutta direzione: inasprisce una partita che è corretta, si indurisce senza ragione, ammonisce quasi a caso, talvolta fischia a caso. In una occasione arriva persino a muso duro su Brozovic, reo di non avere fatto nulla, quasi “imponendogli” di chiedere scusa all’avversario… perdio, mai vista una robaccia simile.

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