#FiorentinaInter: l’abisso di merda che è il calcio italiano

Terza pagina

Adesso guardiamo quella di oggi, almeno negli stessi elementi che sono altrettanto caratterizzanti:

Notato? Il titolo è invertito rispetto a quello che abbiamo visto in precedenza: il problema non è il VAR e quello che non è soltanto un errore, il focuso è tutto sulla rabbia nerazzurra, con Spalletti che “esplode”.

Avete notato l’immagine? Anche questa è una finezza, perché mentre là i riflettori sono sul contatto D’Ambrosio/Zaniolo, in questo caso è Spalletti a protestare. Del “colpo di petto” di D’Ambrosio neanche l’ombra.

Dal punto di vista… didattico, è ancora più sorprendente la decisione di Zazzaroni e del Corriere dello Sport. Prendiamo in esame le prime pagine degli stessi episodi analizzati con la Gazzetta dello Sport.

Questa è dopo Roma-Inter:

Vedete come è chiara l’impostazione? Il rigore c’è, è clamoroso ed è negato, il titolo è inequivocabile, con la scelta del sarcasmo che è fatta per alzare l’attenzione del lettore: l’immagine è la stessa, inequivocabile.

Vi invito, però, a guardare anche l’editoriale del direttore: “Varzellette che non fanno ridere“.

Questa è invece quella di oggi:

Scelta editoriale: l’errore di Firenze non è da copertina, mentre invece lo è il gol di Dybala. Per quale ragione, poi, è tutto un mistero che Zazzaroni non vorrà spiegare a nessuno.

Avete notato, però, gli elementi?

Anzitutto manca la foto… ecco perché è stato scelto Dybala. Ma guardate il sommario sotto il titolo dell’Inter, ve lo riscrivo: “caos moviola a Firenze. Cinque interventi, l’ultimo per assegnare il rigore del 3-3. Inter raggiunta al 101′. Spalletti inviperito: ‘non era mano, lo hanno visto tutti.‘”

Devo farvelo notare che non si dà alcun giudizio di parte sull’errore di Abisso? Provate a immaginare di non avere visto le immagini e la partita: per un lettore esterno non c’è errore, non c’è la clamorosa “svista” (toh, chiamiamola così invece che letterale invenzione), c’è un episodio che determina il rigore e che va paragonato agli altri 4, che tutto sommato il problema ha a che fare con l’uso del VAR.

Chi non l’ha visto?

Oh, se volete ve lo dico con altre parole, lasciando stare il bon ton che provo a mantenere sempre su queste pagine… e un po’ meno sui social: ci stanno prendendo per il culo.

 

E non ci prendono per il culo soltanto nei titoli, negli occhielli, nei sommari e nelle immagini: c’è anche chi si spinge oltre e usa gli articoli per dare chiavi di lettura che non stanno né in cielo né in terra, come nel caso di Fabio Licari, Gazzetta dello Sport, come ci ha segnalato l’account Twitter 

Avete notato la differenza tra ilMalpensante e Licari? Il giornalista della Gazzetta dà per scontato che l’arbitro sia andato in confusione e, al tempo stesso, che l’Inter ne esce a pezzi: invece di parlare di regolarità del campionato, di scelta (perché scelta è!) folle e ingiustificabile, di provvedimento da adottare nell’immediato, di risultato letteralmente deciso dall’arbitro…

Peggio ancora è la moviola di Catapano, che ci segnala il buon DonDiego (in rosso) mentre io aggiungo l’evidenziazione in blu: non c’è bisogno di spiegare alcunché, vero?

Ci aggiungiamo anche il Corriere della Sera? Aggiungiamolo: l’episodio, che è di una gravità inaudita, letteralmente sparito come ci segnala l’account Twitter: 

 

Vi invito alla lettura di Paolo Casarin: “Abisso vede un tocco di braccio di D’Ambrosio, molto discutibile.

No Paolo, scusa il francesismo: discutibile un cazzo.

Andiamo più nello specifico? Leggete la pagella di D’Ambrosio, perché fa davvero ridere:

Perché, in effetti, al lettore medio deve rimanere comunque il dubbio che il rigore potesse starci, in un modo o nell’altro: che ci fosse, insomma, qualcosa di sospetto e che l’errore dell’arbitro, tutto sommato, ci può stare perché è umano.

Insomma, vada per i titoli e le immagini, ma anche negli articoli ci prendono per il culo.

Letteralmente: ci stanno prendendo per il culo. E siccome “I know my chicken“, l’ho scritto ieri poco dopo mezzanotte e prima della pubblicazione delle prime pagine, giusto per rimanere in tema di facili previsioni:

 

Ieri ammetto di aver provato a scrivere qualcosa, per la seconda volta in vita mia, all’account della @Aia_It su Twitter: scopro di essere bloccato. Ho fatto una ricerca e trovo che c’è un solo tweet de ilMalpensante.com diretto all’Aia, questo:

Mi hanno bloccato per questo… tweet, tra l’altro, che risulta buono perché adesso ci aspettiamo tutti una reazione uguale e non contraria di Nicchi sull’episodio.

A proposito, come reagirà Nicchi?

La notizia è già stata stravolta, non c’è stato bisogno di aspettare: vogliamo paragonare la reazione della stampa a questo episodio con la reazione avuta post Juventus-Real Madrid, dove invece il rigore era solare?

Inter, vogliamo farci prendere per il culo senza fiatare anche stavolta? Davvero? Ieri mi sono augurato che ci fosse una presa di posizione durissima, immediata della società, a partire da quel Marotta che è stato preso (credo, penso e spero) anche per questo (scusate i francesismi sparsi qui e lì):

Solo che per Marotta adesso è anche una questione di credibilità, visto che quando era alla Juventus ha fatto la guerra al Var, tipo quando disse: “Ben venga l’innovazione tecnologica, ma non dimentichiamoci dell’essenza del calcio.

 

Al tempo su queste pagine mi sono chiesto quale fosse questa fantomatica essenza del calcio. Eccolo uno dei tanti cortocircuiti che la figura di Marotta rischia di innescare a sé stesso e all’Inter: perché tacere adesso significa, per il tifoso, accettare supinamente quello che è accaduto ieri; parlare, invece, darebbe facile corda a chi punterebbe subito alle differenza tra il Marotta interista e quello juventino.

Lo farei anche io, a parti invertite: la prima cosa che farei è ricordargli che all’Inter uno come lui va anche per “allenare la cultura della sconfitta”:

Con una aggravante sottovalutata dai più: l’Inter non ha la stessa “protezione mediatica”, la stessa attenzione positiva, lo stesso atteggiamento da parte dei media… li avete visti i giornali qui sopra, vero? Sì?

 

A meno di non pensare che l’intervento arrivi “alle spalle”, nel cosiddetto “sistema” visto che evidentemente deve avere per forza buone relazioni con gran parte del mondo del calcio, media e istituzioni. Solo che tra i casi Nainggolan e Icardi, tra la squalifica di San Siro a seguito delle polemiche post-Napoli, comprendendo anche la ridicola squalifica di due turni a Politano, l’impressione è che l’Inter perda sempre e comunque, Marotta o no.

E siccome questo articolo non è “contro Marotta”, nonostante le perplessità di chi vi scrive; siccome il caso è talmente eclatante da costituire una casistica inaccettabile, l’augurio è che l’Inter, Marotta o no, decida per una volta di far saltare il banco per aria.

Non fosse altro che per rispetto dei tifosi che, sinceramente, di farsi prendere per il culo da Federazione, Aia, media e arbitri sinceramente ne ha piene le scatole.

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