#CagliariInter 2-1: stagione in bilico

Ultima parte

Conclusioni

Non c’è dubbio che l’Inter abbia fatto una brutta partita e che il Cagliari abbia mostrato coraggio, gioco, forza fisica e convinzione per vincerla. Guardandola senza troppi filtri, non ci sarebbe da dire molto: vittoria meritata nonostante l’Inter abbia avuto più occasioni… ma non è un match di pugilato, quindi non si vince ai punti.

Ma, vivaddio, non è neanche ginnastica artistica, quindi non si vince per forza essendo belli e/o piacevoli. Eppure per una buona parte del tifo interista questo sembra essere un obbligo: l’Inter deve per forza giocar bene, deve essere forte a sufficienza per schiantare gli avversari che stanno sotto in classifica e, parimenti, più forte anche della componente arbitrale.

Come se fosse normale, accettabile (mi stava scappando un “auspicabile”), che questa componente ci sia e sia determinata e determinata contro i colori nerazzurri: sarebbe una colpa, è una colpa, non essere così bravi da battere anche gli arbitri.

 

Perché se ti scappa che devi giocarla in superiorità numerica, poco importa se giochi bene o male: è calcio, non pugilato e non ginnastica artistica, la giochi in superiorità numerica dal 13esimo minuto e poi ne riparliamo. Mi dai le cose che merito e non mi inventi rigori al 97esimo che hai visto solo tu.

Anche qui, più semplicemente le valutazioni coesistono sullo stesso piano di realizzo: l’arbitro condiziona inaccettabilmente, l’Inter ci mette del suo per non vincerla, anche se ci sono partite (vedi Sassuolo e Parma all’andata, Fiorentina e Cagliari al ritorno) in cui per parlare di calcio si fa una fatica immonda, soprattutto se poi subentrano considerazioni che vanno più a fondo, quelle che ti dicono che ci siamo messi, e ci hanno messi, nella posizione perfetta per il suicidio perfetto.

Perché, è vero, l’Inter l’anno scorso si è qualificata in Champions League negli ultimi minuti di un campionato rivelatosi lunghissimo e che per una parte l’ha vista addirittura in testa; è, sì, vero che era ed è impensabile che a marzo si potesse decidere qualcosa di definitivo per questa lotta Champions con Roma e Milan (senza dimenticare la Lazio, almeno); ma è altrettanto vero che squadra e ambiente sembrano fragili, facili da attaccare dall’esterno, pronissimi a implodere al primo refolo di polemica.

 

Squadra e società/dirigenza incapaci di gestire la vicenda Icardi che pian piano rischia di manifestare tutta la sua esplosività, vedi Cagliari: con Icardi si perdeva lo stesso, ne abbiamo viste tante per pensarla diversamente, ma non è questione di presenza in campo, di chi gioca o chi segna. L’impressione è che quel “quid” in più che si sentivano in dovere di dimostrare si sia già esaurito, anche per via di una condizione fisica deficitaria di molti nerazzurri.

Difficile, inoltre, che all’interno non si respiri un’aria pesante, condizionata dalle polemiche mediatiche sulla vicenda, alimentate ad arte anche manipolando interviste come accaduto con quella di Lautaro Martinez:

C’è bisogno di mettere un punto, resettare tutto e ripartire: ci vuole un intervento forte e risolutivo che rimetta le cose a posto, lasciando da parte personalismi di ogni sorta, che siano dirigenziali o dei singoli calciatori. C’è una stagione da giocare, che è ancora in piedi anche se traballa, anche se davanti il percorso è ben più complesso di quello che può sembrare al momento…

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Tabellino

CAGLIARI (4-3-1-2): Cragno; Srna, Ceppitelli, Pisacane, Pellegrini; Faragò, Cigarini (22’st Bradaric), Ionita (40’st Padoin); Barella; Joao Pedro (35’st Despodov), Pavoletti. A disposizione: Aresti, Rafael, Cacciatore, Leverbe, Lykogiannis, Oliva, Doratiotto, Thereau. Allenatore: Maran.

INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, De Vrij, Skriniar, Asamoah (37’st Candreva); Vecino (23’st Borja Valero), Brozovic (42’st Ranocchia); Politano, Nainggolan, Perisic; Lautaro Martinez. A disposizione: Berni, Padelli, Dalbert, Miranda, Soares, Gagliardini, Joao Mario. Allenatore: Spalletti.

ARBITRO: Banti di Livorno.

MARCATORI: 31’pt aut. Perisic (C), 38’pt Lautaro Martinez (I), 43’pt Pavoletti (C)

NOTE: Al 47’st Barella (C) calcia alto un rigore. Ammoniti: Cigarini, Joao Pedro, Faragò, Pavoletti, Cragno (C); Skriniar, Vecino, Brozovic, (I). Recupero: 2’pt e 6’st. Calci d’angolo: 1-5.

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