#InterSpal 2-0: quelle vittorie nonostante tutto, nonostante sé stessi

Introduzione

Ci sono partite che a un certo punto sembrano talmente stregate che dentro di te si insinua quel subdolo dubbio che non riuscirai mai a portarla a casa.

Inter-Spal sembrava una di queste partite, una di quelle che l’Inter è perfettamente predisposta per sbagliare, sembra una caratteristica del suo DNA, succedeva anche nell’anno del Triplete… o forse abbiamo già dimenticato? Dimenticato i pareggi contro il Bari alle prime di andata e ritorno, le infinite sofferenze contro Cagliari, Udinese, Catania, (per dirne solo 3), le vittorie agli sgoccioli contro l’Udinese (Sneijder!) e il Siena (Samuel!), la sconfitta dolorosa contro il Catania prima della partita contro il Chelsea…

Anche nella sua stagione migliore, l’Inter ha fatto una fatica tremenda contro le cosiddette “piccole” (con tutto il rispetto per quel Bari, a fine campionato decimo in classifica).

Inter-Spal sembrava una partita così, una di quelle maledette che a fine stagioni i tifosi snocciolano come si fa con le preghiere del rosario… con tutto il condimento di imprecazioni delle possibilità sprecate per fare un campionato migliore di quel che è stato.

 

Un po’ per fortuna, un po’ per voglia, un po’ per scelte tattiche in discontinuità con gli ultimi due anni, l’Inter riesce a cavarne tre punti che pesano davvero tanto non solo in ottica derby, ma anche e soprattutto per frapporre tra sé e le romane il maggior numero di punti possibile. La Lazio ha pareggiato contro la Fiorentina, altrimenti aveva nel mirino i 47 in vista del recupero della sfida contro l’Udinese: ovvero lo stesso punteggio che avrebbe la Roma oggi se vincesse contro l’Empoli.

Chi tira fuori i laziali dalla corsa al 4° posto commette un errore di non poco conto. Ma la classifica è molto più corta di quello che si pensi, visto che Atalanta e Torino sono comunque alla distanza di un fischio lì dietro: basta sbagliare un altro paio di partite consecutive e c’è il rischio di danni irreversibili alla raggiungibilità dei risultati prefissi a inizio stagione.

Certo, ripensare oggi a quelle partite tremendamente condizionate da arbitraggi più che discutibili fa guardare alla classifica con più di un rammarico: anche solo guardando alle più clamorose (Sassuolo, Parma, Fiorentina e Cagliari), sarebbe nettamente un campionato diverso. E queste sono solo le più clamorose.

 

Dispiace far cominciare l’analisi dall’arbitro, ma ci sono partite che non possono prescindere da queste valutazioni. Qui dentro ne ho parlato a iosa di quanto un arbitro possa condizionare le partite… e ammetto anche il piacere di riscontrare in qualche lettore un atteggiamento diverso nel valutare anche l’intera conduzione di gara, non soltanto gli episodi importanti.

Perché anche ieri Calvarese ce l’ha messa tutta per indirizzare la partita “pro domo sua” (e dico “sua” perché non voglio spingermi oltre), tanto da ritrovarsi dispiaciuto dal dovere assegnare il gol all’Inter oltre 3 minuti di review al Var. L’avevo evidenziato in diretta:

Sembrava una battuta, ma non lo era, perché il linguaggio del corpo è piuttosto chiaro, anche a non volere essere a tutti i costi “complottisti”. Aggiungo, per onestà di cronaca, che lui stesso si era lamentato con il Var per l’enormità della dilazione (quasi testuale dal labiale: “perché ci metti tutto questo tempo?”), magari era solo lo sfogo di chi voleva solo riprendere la partita.

Solo che siamo malpensanti, perché l’atteggiamento è perfettamente in linea con quanto visto durante la partita.

 

Questo va innestato in tutta la gestione del match, che è stata fortemente condizionante. Un utente Twitter mi segnala una curiosità riguardante Bologna-Cagliari:

Per curiosità sono andato a guardare la partita e effettivamente c’è l’intento dei sardi di impostare anche una partita di un certo tipo, non nei primissimi minuti del match ma dal quarto d’ora in poi. L’arbitro mette subito a posto le cose con 3 fischi nell’arco di 3 minuti, ma è nella gestione complessiva che “decide” le sorti del match, lasciando correre moltissimo nel caso del Bologna, spezzettando quello del Cagliari: sempre per curiosità, mi sono appuntato 9 falli sardi nei primi 35 minuti, 2 quelli felsinei…

Questo basta per azzerare le caldane del Cagliari: quello arrembante e corsaro visto contro l’Inter sparisce un fischio dopo l’altro.

 

In Spal-Inter, Calvarese decide per una certa fiscalità nel punire i contatti, soprattutto quelli dei nerazzurri (11 soltanto nel primo tempo!), alternando però fischi e non fischi creando un sacco di confusione in campo: Schiattarella è apparso un uomo in missione, per larga parte del match impunito e che riesce ad arrivare a zero ammonizioni nonostante una serie di interventi killer che normalmente l’avrebbero visto sotto la doccia già nel primo tempo.

 

Quante volte lo abbiamo detto? Il metro arbitrale non solo condiziona le partite ma anche l’atteggiamento dei calciatori in campo: a fine partita Calvarese conterà 34 fischi, con due squadre che di media in campionato se ne vedono fischiare 12 e 13…

Queste valutazioni non possono essere slegate dalla partita, perché un arbitro non è mai neutro: non esistono due partite diverse arbitrate allo stesso modo… e se fosse possibile fare arbitrare da due arbitri diversi la stessa partita, state certi che verrebbero due match completamente diversi.

 

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