#InterSpal: pagelle, statistiche, analisi, video

Quarta parte

CEDRIC 6,5

Il ragazzo dà buone impressioni, soprattutto in attacco, e la sua touchmap è l’evidenza di un calciatore che sa interpretare la fascia nella sua interezza, che sa fare il terzino e arriva sul fondo:

Chiaramente molto di più nel secondo tempo, quando ha tutta la fascia a disposizione, anche se è nel primo che si rende più pericoloso, perché dal suo piede partono 4 cross tutti uno più interessante dell’altro, due presi da Lautaro Martinez, uno interessante per Gagliardini e uno che non viene capito dai compagni.

Il piede è educato e non si discute, tre video a manifesto:

 

Meno bene dal punto di vista della gestione della palla, con molti passaggi sbagliati e la statistica che segna un pericolosissimo 68%, in parte dovuto alla scarsa collaborazione di Politano, in giornata… naif, per dirla alla Mourinho.

È l’aspetto da limare di più, presto e meglio, perché in fase difensiva non ha mostrato perfetta prontezza nel posizionamento, ma ha dimostrato di avere qualità nei contrasti, coraggio e forza per vincerne tanti (in realtà ha perso solo un duello): insomma, non è affidabile difensivamente come D’Ambrosio, non ha le qualità offensive di Cancelo, ma appare più affidabile e, al tempo stesso, più sano di Vrsaljko.

DE VRIJ 7-

La capacità di lettura dell’olandese dovrebbe essere mostrata ai giovani, perché va sui contrasti o rinuncia con straordinario tempismo e visione dell’insieme, uscendone praticamente sempre da vincitore: solo in un’occasione Floccari gli ruba il tempo, creando mezzo pericolo.

 

Per il resto emerge spesso a sbrogliare situazioni, sempre a testa alta e con qualità e atteggiamento che ogni tanto mi riportano alla mente il Laurent Blanc che fu: forse deve prendere un po’ più di iniziativa, come fatto da Ranocchia nel secondo tempo.

In mancanza di Brozovic, nel primo, è lui la vera testa pensante dell’Inter.

MIRANDA 5

Non solo non tiene Petagna, ma in fase di impostazione degli errori grossolani e inconcepibili a certi livelli. Uno lo abbiamo visto prima, prendiamo anche un altro a illustrazione:

Sono errori davvero inconcepibili per uno della sua esperienza.

Sono quegli errori che poi tolgono certezze a questa squadra, la fanno arretrare come succede alle lumache: se poi a farlo è il calciatore con più esperienza, è facile che quelli più… “emotivi”, per dirla alla Spalletti, possano risentirne.

 

Ha una sola attenuante: giocare con un naso rotto non deve essere facile. Ma il voto è alla prestazione ed è largamente insufficiente.

DALBERT 6+

Primo tempo da scuotimenti di capo continui, con tante piccole e grandi cose imprecise, tanta insicurezza e poca gamba. Paradossalmente meglio da difensore, protagonista di più di una chiusura importante, che non quando spinge in avanti.

Nel secondo tempo, avere alle sue spalle Asamoah lo ringalluzzisce e comincia a pedalare come se non ci fosse un domani, impossessandosi della fascia sinistra e facendo più o meno quello che ha voluto.

Insomma, interessante l’eventuale opzione in caso di necessità. Suo il pallone a Lautaro da cui nasce il gol di Politano.

ASAMOAH 6-

Nel primo tempo viaggia tra un 4,5 e un 5 generoso, nel secondo tempo non solo la valutazione sarebbe da 6,5, ma fa anche un recupero fondamentale nell’azione del gol di Politano.

 

Il problema, nel primo caso, è che gli errori di Asamoah spesso sono tragici e dannosissimi per l’Inter, mentre quando prova a costruire spesso si confronta con una limitazione tecnica che nelle prime settimane di Inter non era emersa così lampante.

In certi casi è persino da disperazione:

Chiaramente non è il suo mestiere.

Tolto da compiti di costruzione sulla trequarti, tolto anche dalla fascia, ha mostrato più attenzione tattica, più propensione all’aiuto, più utilità: come ho detto a maggio 2018 quando si parlava del suo arrivo in nerazzurri, questa posizione più centrale (ma non troppo) gli è più indicata.

Anche se, sinceramente, non pensavo potesse far bene come terzo difensore. Gli va riconosciuta una buonissima applicazione.

 

BROZOVIC 5,5

Ha corso poco, ha giocato a nascondino, non ha lottato come sa fare lui (e lo sa fare ancora meglio che costruire!), ma soprattutto è apparso scarico e deconcentrato, come in queste due occasioni:

Da lui ci si aspetta di più, ormai è inevitabile: il vecchio Brozovic ha esaurito la sua influenza e lo guardiamo con gli occhi di chi sa quali sono le sue qualità. E il Brozovic visto fino all’infortunio era insufficiente.

 

Indice

Loading Disqus Comments ...