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Ultima parte

GAGLIARDINI 6

Nel primo tempo un disastro, in qualche caso addirittura di proporzioni epiche. Tanta corsa, sì, ma spesso a vuoto, senza riuscire mai nel pressing, senza azzeccare mai i tempi, senza essere efficace e determinante.

Se la corsa è questa, puoi anche essere il più impegnato della squadra ma alla fine è solo spreco di energie:

Con errori che definire madornali sarebbe persino eufemistico:

Gli va dato atto, però, di un secondo tempo nettamente migliore del 4,5 del primo, che il gol impreziosisce al punto da regalargli una sufficienza che altrimenti non sarebbe stata possibile.

Dopo il gol si trasforma in un altro calciatore e diventa anche un bel vedere… valli a capire questi emotivi!

 

JOAO MARIO 5,5

Corre, corre molto più del solito come ci dimostra la statistica vista con Gagliardini, ma è spesso anche per lui un correre a vuoto, soprattutto in fase di possesso.

Incapace di trovare la posizione nel primo tempo, va molto meglio nel secondo. Non lotta molto, appare un po’ spaesato… e dire che avrebbe, dopo pochi minuti, la possibilità di fare male: solo che, quando tira in porta, sembra farlo sapendo già che sbaglierà. E sbaglia.

Ed è un peccato, perché ogni volta che riesce ad accendersi, l’azione dell’Inter si trasforma, rendendosi più verticale e più precisa nel controllo palla.

Una piccola involuzione nelle ultime partite, sperando non sia un regresso a disperdere quanto di buono visto nelle prime dopo il suo recupero.

POLITANO 6

Riesce a sfangarla grazie al gol, che è più che decisivo. Ma la prestazione è davvero brutta, con pochissime sortite, pochissima voglia, spesso nascosto, palloni giocati troppo spesso con l’atteggiamento di chi fa il compitino per non sbagliare e non farsi fischiare.

 

Probabilmente non sta neanche benissimo fisicamente.

Il gol lo riabilita, ma solo perché riesce a aprire una partita che stava diventando davvero maledetta.

LAUTARO MARTINEZ 7

Il più giovane di tutti se li porta tutti a scuola nello zainetto, ergendosi a gigante dell’azione offensiva. Ogni volta che la palla arriva tra i suoi piedi è un pericolo per la Spal, che non riesce ad anticiparlo praticamente mai: l’unica è abbatterlo, con la benedizione di Calvarese.

Lui si alza e come se nulla fosse riprende a giocare.

Ha il difetto (di gioventù, normale) di apparire e sparire dal match con troppa frequenza, se però le giocate e la pericolosità rimangono a questi livelli, glielo si perdona con facilità.

Apprezzabile, molto, anche l’applicazione in pressing, nettamente migliore che nelle altre uscite.

L’Inter si trova in casa un piccolo gioiello che ogni tanto si abbandona a qualche ricamo di troppo, ma è comunque terribilmente efficace, e consistente.

Il gol annullato… che qualità!

 

RANOCCHIA 6,5

Entra e ci mette subito tutto quello che può come foga e impegno, cosa non scontata nell’Inter di questi tempi.

Oltre a 3/4 interventi puliti, importanti e a risolvere situazioni potenzialmente dannose, si distingue per soluzioni di regia alternative alla monotonia dell’Inter vista contro la Spal: due azioni come esempi (una non ve la ripropongo, l’avete vista prima), ma il concetto è quello. In qualche occasione dovrebbero farlo i compagni, anche a costo di rischiare di perdere palla:

Ha anche il coraggio di giocare altissimo, prendendosi qualche rischio ma risultando anche qui dannatamente efficace:

Insomma, un Ranocchia decisamente più che positivo.

BORJA VALERO 6

Un quarto d’ora basta, perché calamita la palla ai piedi arrivando a toccare l’enormità di 20 palloni: se l’Inter riesce ad assopire gli ultimi residui di foga della squadra di Semplici.

 

CANDREVA 5

Nel complesso della prestazione non sarebbe neanche il peggiore, perché ha almeno il merito di dannarsi l’anima, correre e provare a far qualcosa.

Ecco, però questa frase è indicativa della confusione mentale, del cortocircuito in cui è entrato e non sembra poterne uscire perché tecnicamente sembra riuscirgli tutto davvero complicato, dal più facile degli appoggi al più semplice degli stop.

L’unica cosa veramente riuscita della partita è il passaggio a Dalbert nel corridoio giusto da cui poi nasce il gol di Politano. Troppo poco per essere utile, insomma.

E l’impegno e la corsa non bastano, non solo quelle.

SPALLETTI 6,5

Non l’azzecca all’inizio, la sistema alla fine.

Un po’ va capito, perché gli mancano pezzi fondamentali: fuori Icardi, Nainggolan, Perisic, Vecino, Keita e Skriniar per scelta tecnica, significa un potenziale di 6/7 titolari fuori. E l’Inter non ha ricambi all’altezza per garantire una continuità di prestazioni e di qualità: il divario tecnico tra i due blocchi è davvero sensibile.

 

Nel secondo tempo fa di necessità (sostituzioni dovute agli infortuni di Miranda e Brozovic) virtù e la ribalta con una mossa che ai più (me compreso) sarà parsa più che un azzardo, segnale che l’allenatore ha (inevitabilmente, direi) una visione della squadra nettamente migliore di qualunque osservatore.

Con Eintracht e Milan, però, servirà qualcosa di più.

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