#MilanInter: pagelle malpensanti

Introduzione

Facciamo in anticipo rispetto al solito, lasciando che l’analisi tattica si prenda tutto il martedì: è il derby, bellezza, e qualche puntata extra non fa male.

Qualche piccola premessa va fatta. L’Inter ha vinto la partita con grande umiltà e compattezza, mostrando soprattutto una grande aderenza al progetto tattico di Spalletti. Rispetto al solito c’è una dose di sacrificio extra che è il “quid” in più per tutte le pagelle, anche se ne farò menzione (credo) solo per Politano e/o Asamoah, ancora non ho deciso al momento in cui comincio l’articolo.

C’è una azione che racchiude perfettamente la voglia messa dall’Inter nel vincere questa partita, ed è una ripartenza all’81esimo, a risultato di 2-3: azione che in passato l’Inter ha gestito malissimo, ma che in questo caso ha visto anche protagonisti insoliti. Mi piace sottolineare, tra tutti, la corsa di Politano, uno di quelli che ho più volte “inquadrato” per mancanza di applicazione e di sacrificio verso i compagni: ma non in questo caso.

Questa azione è, a mio avviso, l’emblema della partita, perché era già chiaro da una decina di minuti che l’Inter stava faticando terribilmente dal punto di vista fisico, eppure qui non si risparmia praticamente nessuno: da Skriniar  a Borja Valero, da Asamoah a Gagliardini, per finire a 4 “insospettabili” in situazioni del genere, come Brozovic, Lautaro, Perisic e soprattutto Politano.

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Una vittoria di questo genere fa crescere tutti i voti, soprattutto quelli poi condizionati da situazioni specifiche importantissime, come per esempio il salvataggio di D’Ambrosio nel finale.

La cosa che emerge più chiara dalla partita è la stranezza del risultato… o, meglio, come il Milan sia arrivato a costruire palle gol, anche in numero sufficiente per poter reclamare (a discreto diritto) un pareggio, mentre l’Inter abbia giocato decisamente meglio salvo essersi scontrata con la sua atavica difficoltà nel finalizzare buone azioni, come vedremo domani nell’analisi tattica.

Un’Inter nettamente migliore che si è fatta preferire, di gran lunga, rispetto al Milan: eppure in un ipotetico servizio fatto tutto di “highlights” allo spettatore rimarrebbe il retrogusto di un pareggio nella sostanza, nonostante il campo abbia raccontato una realtà diversa.

Come vedremo anche nelle pagelle, visto che in breve sarà analizzato anche il Milan: non c’è alcun dubbio quale delle due squadre sia stata la migliore, indiscutibilmente.

 

Pagelle

HANDANOVIC 6,5

Ci sono alcune situazioni in cui si complica la vita e non si sa perché, come quando respinge il tiro di Paquetá verso l’interno e non verso l’esterno. Sul gol di Bakayoko qualcuno gli attribuisce delle responsabilità, ma non sono d’accordo, perché il cross viene, come si suol dire, “dritto per dritto”, è forte e l’impatto col pallone è piuttosto violento.

Guardando dall’inquadratura dietro la porta, nonostante il rallentamento (50% di velocità), si vede perfettamente che non avrebbe tempo né forza a sufficienza per utilizzare l’altra mano:

L’intervento è l’unico possibile, per niente paragonabile alla parta di Donnarumma, che si trova nella posizione migliore per il colpo di testa, che viene fuori decisamente più lento di quello di Bakayoko, non fosse altro che il primo è fatto da un calciatore che in quel momento vuol fare gol, quello parato da Donnarumma non è che la risultante di una deviazione di un compagno (Musacchio).

 

Insomma, due fattispecie così diverse non possono essere paragonate a cuor leggero, anche se è comprensibile che sulla “retina emotiva” del tifoso rimanga la similitudine: nella realtà, però, non c’è.

Discorso diverso, invece, per il gol di Musacchio. Vero è che D’Ambrosio gliela tira in porta e lui devia come meglio può, perdendo l’equilibrio: il problema è proprio questa perdita di equilibrio che non è spiegabile in alcun modo:

Poi magari il gol lo subivi lo stesso, però la dinamica è quantomeno “sospetta”.

Nel complesso risulta determinante, perché fa le sue parate importanti, credo quattro anche se la Lega Serie A gliene attribuisce 3. E anche quelle apparentemente più semplici, che appaiono addirittura casuali, vedi parata “di petto” sul tiro di Castillejo, sono comunque il merito di un portiere che c’è ed è piazzato bene.

 

Altra menzione, rispetto alle ultime uscite, sulla gestione della palla, sia con le mani che con i piedi. Handanovic negli ultimi due anni ha fatto miglioramenti enormi da questo punto di vista, quasi inattesi in un portiere di ormai 34 anni: in molti casi il suo lancio di piede si è rivelato arma necessaria per far saltare il pressing rossonero, con Samir bravissimo a trovare soprattutto gli esterni. Mentre i lanci che fa con le mani sono ormai proverbiali e un paio sono risultati utili per delle ripartenze interessanti.

D’AMBROSIO 6,5

Uno dei voti più difficili della giornata, perché lui è probabilmente il principale responsabile dei maggiori rischi corsi dall’Inter, visto che alle spalle lo hanno sorpreso un po’ tutti, da Castillejo a Paquetá, da Piatek a Rodriguez, chi su cross, chi palla a terra.

 

Indice

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