#MilanInter: pagelle malpensanti

Terza parte

Fa relativamente poco in attacco e dalle parti di Perisic si vede davvero poco, molto meno di quanto non faccia dall’altra parte il collega D’Ambrosio, come si vede dalla touchmap (in alto D’Ambrosio, in basso Asamoah:

 

Ma è partita in cui è più facile commettere qualche errore in difesa, concedere qualche metro di troppo a quel Suso che sarà anche spompo e fuori registro, ma che contro l’Inter risulta sempre il più problematico da controllare, anche in questo caso. E Asamoah si fa sempre trovare pronto, o per l’anticipo o per la copertura o per il recupero, come in questo caso, con un intervento davvero pulitissimo:

L’unica eccezione è costituita dall’azione che avete visto nella pagella di Skriniar.

Difensivamente fa una partita sontuosa, gli va riconosciuto senza alcun indugio: vince gran parte dei duelli, recupera una quantità infinita di palloni e nel finale si guadagna quei 2/3 falli necessari a spezzare il ritmo milanista, puntando molto sulla prestanza fisica, come in questo video del 53esimo:

Dare a Cesare quel che è di Cesare, ad Asamoah quel che è di Asamoah.

 

BROZOVIC 6,5

Come vedremo domani, il Milan non cerca mai una contromisura adeguata per limitarne la regia. Non so se è perché Gattuso non voleva snaturare la squadra (salvo poi schierarla col 4-4-1-1) o perché lo aveva visto stanco…

Effettivamente non è il Brozovic esplosivo dei tempi migliori, quello che corre come un ossesso per tutto il campo, si lancia tra i piedi degli avversari, conquista più palloni di tutti i centrocampisti messi insieme. Gioca a scartamento ridotto, ma lo fa con la saggezza di chi è consapevole del proprio limite contingente.

Sapete una cosa? Questa è una gran notizia, perché significa che Brozo sta maturando in fretta.

Commette un solo clamoroso errore, questo:

Va detto che di questi, solitamente, ne fa 3-4 a partita. Minimo.

 

Pur a marce ridotte, pur senza strafare, l’Inter si aggrappa a lui per far girare palla e farla risalire su per il campo: lui risponde sempre presente e sbaglia davvero pochissimo.

Prestazione incoraggiante proprio perché efficace nella sua normalità.

GAGLIARDINI 7-

Il moto perpetuo dell’Inter, sempre in movimento, sempre ad alzare il pressing, sempre a rispondere presente in fase di non possesso.

Da questo punto di vista è encomiabile, perché non fa mai mancare il supporto né in fase di pressing né di copertura, né di accompagnamento a Brozovic né in sua sostituzione quando il croato decide di alzare lui il suo pressing.

Gagliardini c’è, mostrando ancora quelle qualità che avevano fatto innamorare molti interisti nelle sue prime 7-8 partite in nerazzurro: un calciatore dinamico che aggiunge anche pochi errori in fase di impostazione… e non è un caso che la sua migliore prestazione stagionale coincida anche con la migliore percentuale nei passaggi.

 

Il problema alla testa lo condiziona non poco, tanto che sui colpi di testa si oppone più per presenza che per vincere i duelli: ma questo basta per disturbare le (comunque poche) soluzioni del Milan con palla lunga o quelle situazione di palla ribattuta che va a finire nella terra di nessuno.

Così come lo condiziona, a mio parere, nel gol di Bakayoko, perché potrebbe affondare il colpo di testa ma non lo fa: è una responsabilità, pur piccola e non influente in senso assoluto, ma che gli costa qualcosa in termini di voto.

VECINO 8 (man of the match)

È il più pericoloso di tutti, non solo per il gol e per quello sbagliato, ma anche perché va alla conclusione un altro paio di volte e sarebbero anche occasioni buone.

Il suo ruolo, come scritto stamattina, è un ibrido tra il trequartista e l’interno, che fa pendolare la squadra tra 4-2-3-1 e 4-3-3 sghembo. Non è un caso che Spalletti schieri Gagliardini a sinistra e Brozovic a destra nel centrocampo a due, perché così consente a Vecino di assecondare il suo essere sinistrorso, mentre Gagliardini va a compensare dall’altra parte, alzandosi o abbassandosi secondo le necessità.

 

La sua passmap dice più di tante parole:

Vecino in questo ruolo ha potenzialità inespresse, perché è bravissimo a inserirsi e ha un tiro migliore di quello che ha finora espresso all’Inter. Chiaro che con Nainggolan in campo non c’è alternativa al belga, ma diventa anche un’alternativa a Joao Mario, che a  mio avviso rende di più se più nel vivo dell’azione, più al centro, potendo sobbarcarsi parte del lavoro di regia fatto da Brozovic.

Si concede una pausa per la prima parte del secondo tempo, ma è una pausa dovuta perché la quantità di chilometri fatta in partita (12,2) è enorme… salvo poi riemergere quando la partita ne ha più bisogno, con i suoi proverbiali “strappi”, con le sue uscite palla al piede che sfiancano quasi definitivamente la metà campo avversaria.

La migliore partita dell’anno.

 

PERISIC 6,5

In campo è decisamente il calciatore con più potenzialità dal punto di vista del talento, fatta eccezione per quel che non sappiamo (ancora) di Lautaro Martinez.

Il paradosso della partita è che lui è quello che più di tutti incarna lo spirito operaio della squadra.

Dal suo lato si gioca tanto della partita e lui non lesina mai supporto ad Asamoah, facendo su e giù per la fascia.

Ha il merito di non offrire mai ai milanisti il riferimento fisso, non si isola sulla fascia e, anzi, la sua posizione ibrida è illeggibile per Calabria e crea più di un’apprensione.

 

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