#MilanInter: pagelle malpensanti

Quarta parte

Offre a Lautaro una palla deliziosa, è suo l’assist sprecato da Vecino, ma fa anche altre cose buone in attacco che non risultano decisive solo per delle inezie: quando ci si chiede se un calciatore è decisivo o meno, andrebbe considerato anche quanto viene sprecato dai suoi compagni.

Ma è dal punto di vista difensivo che impressiona, con almeno 6 respinte difensive, tutte di testa, tutte molto importanti, ed è uno dei motivi per cui Spalletti preferisce non farne a meno: sono quasi una ventina i duelli in mezzo al campo, a dimostrazione di chi non si tira indietro di fronte alle necessità del momento. E se c’è da sporcarsi le mani, lo fa volentieri.

 

POLITANO 6,5

Stavolta poco da dire in fase di non possesso, nota dolente per molte delle sue apparizioni in nerazzurro. Il ragazzo prova a esserci sempre e raramente lascia solo D’Ambrosio, non fosse altro che per la costante presenza a sinistra di più di due milanisti.

La quantità di corsa e di sacrificio è encomiabile stavolta, vedere azione ad apertura dell’articolo.

Dal punto di vista offensivo l’impressione è che potrebbe fare di più, decisamente di più, ma gli manca sempre quel pizzico di “cattiveria” agonistica aggiuntiva per far emergere le sue qualità in tutta la potenzialità.

L’assist per il gol di De Vrij è splendido, finalmente un cross da quel lato che non è soltanto buttato in mezzo quasi a caso né troppo morbido per risultare leggibile dagli avversari.

 

In qualche caso potrebbe fare scelte migliori, sia al tiro che in fase di assistenza, come quando sbaglia la misura del passaggio a Lautaro Martinez. L’impressione è che davvero abbia il potenziale di una doppia cifra in termini di assist, eppure c’è qualcosa che lo limita nell’ultimo passaggio, qualcosa che non riesce ad accendere la scintilla giusta.

LAUTARO MARTINEZ 7,5

Ci sono tre dati impressionanti riguardo alle sue partite, e quella del Milan ne è un manifesto piuttosto attendibile.

La prima riguarda i falli subiti, che nel conteggio di Guida si fermano a 3, ma che nella realtà sono almeno il doppio.

La seconda riguarda i km percorsi, soprattutto se pensiamo alla minima quantità di pressing che svolge e sul quale deve ancora lavorare tanto: se alla fine risulta nella top 5 con quasi 11km percorsi (vedi pagella di Perisic) è evidente che c’è una quantità industriale di movimento offerto ai compagni e che gli stessi ancora non hanno esplorato a fondo.

 

Il terzo, ed è quello che a me fa più impressione, è il differenziale tra passaggi e tocchi: 11 i primi, che in teoria racconterebbero di un attaccante piuttosto isolato e avaro di movimento e disponibilità ai compagni; 29, però, i secondi, a dimostrazione che c’è un’altra partita dentro la partita di Latuaro, ovvero di un calciatore che non si risparmia mai, combatte, mette in difficoltà l’avversario, si offre come riferimento ai compagni.

Da questo punto di vista un lavoro enorme, soprattutto se pensiamo che è stato fatto contro uno dei difensori più apprezzati del campionato, quel Romagnoli che per tutta la partita non gli ha mai trovato una soluzione o un anticipo pulito, più volte risparmiato da Guida.

A Romagnoli concede più di 15 centimetri d’altezza, eppure nel gioco fisico non ha mai sofferto, anzi: è stato lui a far patire le pene dell’inferno all’avversario.

Un “calciatore vero”, come lo definivo in estate, altro che Gabigol argentino.

 

Poi, che abbia qualità ancora tutte da esplorare e da mostrare è chiaro dal fatto che ad ogni partita gli vedi fare qualcosa di nuovo, qualcosa che non ti aspetti. Come quando parte in contropiede e affronta Musacchio con la stessa leggerezza che abbiamo visto sui piedi di Milito, salvo poi perdersi proprio nell’ultima scelta, ad avversario ormai rantolante per la sofferenza di non averci capito nulla:

Nello scambio con tanti utenti Twitter e Facebook torna spesso la domanda “a chi somiglia?”

Detto che non per forza deve somigliare a qualcuno, ma che anzi un giorno speriamo proprio che sia lui l’archetipo con cui raffrontare i calciatori del futuro, per molte cose mi ricorda due calciatori che in carriera hanno, sì, segnato tantissimo ma che hanno anche fatto un lavoro mostruoso, spesso mai apprezzato a sufficienza, capaci fare reparto da soli nonostante abbiano sempre dato l’impressione di essere una “seconda punta in pectore”: Higuain e Romario… e per il lavoro spalle alla porta, per referenza guardare cosa combinava Romario quando giocava con Ronaldo, quello vero, al suo fianco.

Paragoni importanti, forse al momento hors categorié, ma che rivelano anche la potenzialità che lascia intravedere…

BORJA VALERO 6+

Entra con una mission e la centra in pieno: addormentare la partita e catalizzare palloni.

CANDREVA 6

Perché ci mette tutta la corsa che può e la disciplina che può, senza aggiungere altro.

 

SPALLETTI 8

Preparata a meraviglia, mette Gattuso nel taschino e se lo porta a passeggio. L’avversario non gli trova mai le contromisure, lui lascia che la squadra si adegui alle necessità del momento.

Una grande partita nel momento migliore possibile.

GUIDA 6

Fa un po’ di confusione in certe situazioni e sbaglia, a mio avviso, nel convalidare il gol di Musacchio, mentre è ancora più grave l’errore di derubricare il fallo di Conti da rosso a giallo.

 

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