#MilanInter 2-3: la guida definitiva

Ultima parte

L’Inter non si concede molti di questi pressing, perché non può, non ha i mezzi giusti per farlo, non è così compatta come dovrebbe essere per farlo. Ci sono rare occasioni in cui se lo concede: col Milan qualche volta più del solito.

Per concludere con il secondo aspetto, senza una buona gestione della palla non sarebbe stato possibile nulla di quello che abbiamo detto, sia nel primo che nel secondo tempo.

La qualità delle uscite nerazzurre è stata per certi versi eccellente: questo è nel primo tempo e porta al tiro Vecino, che purtroppo spreca. Il video è accelerato perché l’azione è lunga:

 

Questo genere di uscite sono state fondamentali in due dei gol nerazzurri. Visto il primo, guardiamo il rigore, che è nato da una buonissima gestione della palla, anche in un contesto di difficoltà oggettiva, almeno nella parte iniziale. Ed è probabilmente l’azione che evidenzia, più di tutte, la serenità con cui l’Inter ha giocato questa partita, la tranquillità con cui ha gestito palla.

 

Ultimo appunto, perché è sottovalutato dai più. In questa gestione della palla, riveste molta importanza la capacità di Handanovic nel trovare gli esterni quando, in fase di primissimo possesso, si alzano (e Brozovic si abbassa, come abbiamo visto in precedenza: tecnicamente si chiama “salida lavolpiana”).

Nella gestione del possesso palla, Handanovic è diventato bravissimo con i piedi, è cresciuto tantissimo, mentre con le mani lo è sempre stato bravo.

In questa immagine, ad esempio, il Milan ha portato un raro pressing più efficace: Handanovic trova Asamoah libero a sinistra con un lancio millimetrico con le mani.

L’Inter ha bisogno di guardarsi attorno già nel breve e se ha possibilità è giusto che pensi a un’alternativa di qualità. Ma se alternativa deve esserci, deve garantire anche giocate importanti in fase di possesso palla.

 

Conclusioni

I numeri possono raccontare fedelmente una partita? Sì e no, almeno se si ha l’onestà di farli aderire a quanto si è visto in partita.

Possesso palla che pende verso il Milan? L’Inter ha attaccato meglio e ha pressato meglio i rossoneri, costringendoli a un possesso palla sulla loro trequarti, sterile e senza costrutto: dei 27:29 di possesso milanista, 17:20 sono nella propria metà campo, ovvero il 63%.

Dei “soli” 21:40 interisti, 10:18 sono invece nella metà campo milanista: il 48%, segno di una squadra più “verticale” del solito.

Questo giustifica anche l’enormità di 23 ripartenze nerazzurre, squadra che di solito questo numero lo fa in 2 se non addirittura 3 partite: il Milan solo 9, benché sia già di per sé un numero importante.

Segni di una aggressione dell’Inter nei confronti dei rossoneri.

Comprensivi di cross, il Milan ha creato 8 potenziali assist; l’Inter ne ha creati 12.

 

Escludendo i cross, il Milan ha completato UN SOLO (scusate le maiuscole) passaggio all’interno dell’area interista: l’Inter ne ha realizzati ben 5.

Abbiamo affrontato altre volte la metrica degli “expected goals”, ovvero quel sistema che prova a valutare la pericolosità delle azioni basandosi su uno storico. L’abbiamo già spiegata in precedenza, solo per breve referenza.

Se i rigori sono realizzati per l’80% (è chiaramente un esempio), tirare un calcio di rigore dà come xG 0,8. Estendendo la casistica, la metrica prova a classificare i tiri per zona e per dinamica.

Per esempio, il gol mangiato da Vecino ha un xG nettamente superiore rispetto al tiraccio di Calhanoglu da fuori area, così come al tiro di Politano, pur discreto ma molto centrale e da una posizione dalla quale non è facile far sbucare fuori un gol.

Sommando questo valore per tutte le occasioni create, non c’è dubbio: i 3 gol dell’Inter sono nella naturalezza di quanto visto, i 2 del Milan no. Secondo questa statistica, l’Inter ha un xG di 2,91, il Milan di 1,06.

 

Di più, unendo questa statistica a quella vista prima relativa agli assist potenziali, l’Inter ha un xGA di 2,11 (ovvero ci si aspettavano 2,11 gol da assist), il Milan 0,39: numeri che corroborano l’analisi che avete appena letto, compresa evidenza di un’Inter che è stata più squadra e ha prodotto un calcio migliore.

Ma anche questi numeri potrebbero essere forzati per entrare all’interno di una teoria, in questo caso la mia, che non può esprimersi se non con i toni dell’assertività, dovuti al fatto che anche dopo la quarta visione non c’è dubbio: il merito nella vittoria è indiscutibile.

Così come il godimento, che a 4 giorni di distanza c’è ancora.

sostieni ilmalpensante.com
Seguici su Facebook

Indice

Loading Disqus Comments ...