#InterLazio 0-1: il punto di non ritorno

Ultima parte

Ci si ritrova in un loop di difficile soluzione: da una parte si sostiene che questa rosa ha limiti clamorosi, dall’altra che un altro allenatore avrebbe fatto meglio.

Detto che partirei sempre con la tara a questioni arbitrali, con l’Inter che può a ragione recriminare su 8/10 punti che significherebbero ben altra stagione e a un passo dal Napoli, Spalletti commette errori come qualunque altro allenatore, ma a mio avviso sta ottenendo quello che probabilmente è, se non il meglio, quantomeno il necessario da una situazione limite e una rosa limitata come sappiamo e ci diciamo da mesi.

Ha responsabilità sulla sua costruzione? È argomento complesso che affronteremo più avanti, probabilmente a fine stagione: perché se i distinguo si basano sulla rosa, c’è qualche testa che dovrebbe saltare prima della sua. Altrimenti il rischio è di far saltare l’allenatore e tenersi quasi tutti quelli che ci sono adesso.

E i risultati non sarebbero migliori, probabilmente.

Guardando all’oggi, però, l’Inter si ritrova con la necessità di ritrovare tutte le parti unite, senza divisioni: il che significa con Icardi a disposizione, e utilizzato, e Spalletti in panchina.

 

Perché ci vuole un attimo per sbandare e portare tutto allo sfascio: lo scrivevo ben prima del caso Icardi, ma questa classifica inganna perché Lazio e Atalanta sono a un tiro di schioppo, una con un match da recuperare (tra l’altro con data quantomeno singolare) e l’altra con scontro diretto domenica prossima.

Senza dimenticare che ne bastano 2/3 sbagliate per rientrare nel vortice d’attrazione di Roma, Sampdoria e Torino, che sono appena 6 (la Roma) e 8 (le altre due) punti dietro.

L’Inter si è messa nelle condizioni di trovarsi a un bivio: sbagliare strada è fatale.

Ultima nota per questioni regolamentari e di arbitro.

Posizione di Milinkovic Savic sul gol. Da quando hanno inventato la formulona “tecnologia 3D” per attestare una presunta infallibilità della Var ho cominciato a porre sospetti sulle scelte della regia riguardo alle immagini da sottoporre al pubblico e agli arbitri.

Partiamo dal presupposto che comprendo per quale ragione, su altre inquadrature, ci sono fotocamere in slow motion che, se utilizzate diversamente, ci potrebbero dare una perfetta inquadratura degli uomini in campo, soprattutto per il tempismo: qualunque cellulare da poche centinaia di euro riesce a creare un video a 960fps, ovvero potenzialmente 32-40 volte più lento del normale.

 

Detto questo, solitamente ci sono decine di inquadrature, righe che si disegnano, frame che si sovrappongono.

Nel gol di Savic nulla di tutto questo: a Sky si affrettano a dire che “circolano immagini” non di proprietà Sky che mostrerebbero il serbo in fuorigioco, come se fosse normale pensare che ci possano essere due prospettive e, al tempo stesso, assodato che Sky sia infallibile.

Alla fine, ci propongono una roba mai vista: due frame sovrapposti, senza che vi sia certezza che quello di Luis Alberto sia preso nello stesso istante di quello che inquadra Milinkovic Savic (si ringrazia il solito prezioso @DonDiegoTheOne):

Detto senza remore, questa è televisione bulgara.

Il fuorigioco parte dal primo momento di contatto con la palla: qui invece è almeno 1 o 2 frame successivi.

 

L’unica (sic!) immagine presa correttamente, dal laterale, ci mostra Savic e Brozovic in linea, ma è presa dalla diagonale “sbagliata”… ovvero che se sei in linea in questa, sulla orizzontale sei in fuorigioco.

Diamo per buono che sia regolare, o che almeno rimanga il dubbio che non si tratti di errore… e, nel caso specifico, io questi gol li avrei sempre e comunque dati, anche se col Var non è più discorso facile da accettare.

Rimane, però, l’enorme problema di una inaccettabile disparità di trattamento e di dotazione e elaborazione video che rischia di diventare una discriminante importante ai fini dei risultati finali.

Basterebbe una telecamera panoramica come ne vediamo ad ogni partita con potenzialità da slow motion: a chi giova mantenere tecnologie arretrate?

Stesso problema di video che si è avuto quando l’Inter il suo gol l’avrebbe anche fatto, approfittando delle inutili proteste laziali su un netto fallo subito da Asamoah.

 

Perisic approfitta per battere subito e trova (credo) D’Ambrosio libero: Mazzoleni si affretta a fischiare prima che l’Inter realizzi, ma non c’è un solo appiglio regolamentare che giustifichi la scelta dell’arbitro.

Qui è dove Asamoah subisce il fallo:

Qui invece dove è battuta la punizione da Perisic:

Detto che è comunque nella zona del fallo e in cui si trova Asamoah appena caduto, la differenza è sì e no di 2 metri, ovvero quella che vediamo sostanzialmente in ogni calcio di punizione battuto.

Non c’è motivo che Mazzoleni fischi, non c’è bisogno di barriera né di spray, nemmeno di tanta precisione: e allora, perché così tanta solerzia.

 

Anche per capire, questa è una punizione battuta dall’Inter: quando Keita subisce il fallo ha il piede quasi sulla linea e in una posizione comunque diversa da quella poi usata per battere il calcio piazzato.

La precisione di Mazzoleni è a targhe alterne?

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