#FrosinoneInter: adesso chi gioca? #Lautaro o #Icardi?

Introduzione

Il calcio è davvero strano, in grado di sovvertire in un amen concetti all’apparenza indiscutibili o quasi. Un po’ è dovuto al fatto che l’evoluzione della informazione sportiva, calcistica in special modo, ha portato il sistema ad essere autofago, capace di “mangiare” sé stesso e le proprie opinioni come se non fossero state mai espresse.

Come moderni Erisittone, ai media interessa solo fagocitare qualcosa da ruminare rapidamente e rigettare al pubblico come se fosse l’unica verità possibile, immaginabile e immaginata: poco importa se l’alimento è… sé stessi.

A volte, però, il calcio sa essere imprevedibile di suo, senza bisogno dell’assistenza di chi deve raccontarlo, costruendo paradigmi perfetti che diventano paradossi un istante dopo.

Tornando indietro nel tempo, fino a poco prima della nascita della querelle Icardi, e guardando a cosa scrivevi riguardo a come far giocare Lautaro, l’unica era quella di utilizzarlo al posto del centravanti titolare, là dove il concetto di “titolare” non era messo in discussione se non da pochissimi… e in questi mi piace annoverare il nostro Max Solano che su Lautaro ci ha (e ci avrebbe) scommesso in tempi non sospetti, ancora prima che vestisse la maglia nerazzurra.

Oggi non è più così, perché sono bastati 2 mesi (in verità anche meno) per sconvolgere le gerarchie e far diventare i due contendenti come pari ruolo, anche se la domanda che fa nascere il titolo è di quelle che spacca, letteralmente, la tifoseria in due: il bello delle opinioni, a maggior ragione quelle espresse nei moderni bar sport virtuali, è anche quello di essere espressi sempre con tutta l’aria di essere verità ineluttabili.

C’è chi dirà “Lautaro” e lo farà convinto che non ci possa essere argomento di discussione contrario.

 

Parimenti, c’è chi dirà “Icardi”, con tanto di stupore sul fatto che ci possano essere dubbi a riguardo.

La verità, come spesso le succede, potrebbe stare nel mezzo, perché ci sono ragioni per l’una e per l’altra ipotesi, così come ragioni (pur poche) per lasciarli entrambi in panchina o (più consistenti) di vederli entrambi in campo.

Ho lanciato un sondaggio su Twitter e su Facebook (che purtroppo consente solo 2 scelte invece che 4, come sul primo), ben sapendo che una buona fetta della scelta dei tifosi non si rifà a ragioni tecniche, bensì ad altre che affondano in questioni attinenti al piacere personale, all’antipatia, all’amore, a concetti di “fedeltà” che vedono Icardi soccombere, a quelli di appartenenza e futuro.

Insomma, non so dire quanto sia “buono” questo sondaggio, cioè quanto sia avulso da ragioni che c’entrano poco con il campo e la tattica, intendendo per “buono” quella che è la vocazione di questo sito, ovvero parlare più di calcio che di altro. Il sondaggio, però, c’è e i risultati sono questi che seguono, circa 1.000 voti su Twitter, circa 1.300 (al momento) su Facebook: una buona base che sarebbe anche buona per tanti sondaggi di opinione.

 

Su Twitter vince Lautaro, anche se immaginavo che la distanza con Maurito fosse più ampia. Va detto che le 4 scelte aiutano un po’ Maurito, perché la scelta che li vede entrambi in campo è vicinissima a quella che vede Lautaro protagonista:

Scelta coraggiosa e di impatto, ma che ha anche un riflesso: per il 74% dei votanti Lautaro è titolare…

Su Facebook non c’è altra scelta se non l’uno o l’altro, e in effetti la forbice tra i due aumenta sensibilmente, come mi aspettavo:

In questo caso vi mostro anche che ho scelto Lautaro…

 

Vediamo di analizzare, però, i perché dell’una e dell’altra scelta, tra psicologia e tattica, tra buon senso e campo, tra rischio e ragione. Non sono tutte quelle possibili, ma sono una buona rappresentazione delle realtà possibili.

Nessuno dei due…

C’è anche questa possibilità, in effetti: ovvero che Spalletti decida salomonicamente di aspettare Lautaro e concedere uno stop&go a Icardi per non mettergli troppa pressione dopo i gol sbagliati contro Genoa e Atalanta.

Non solo, sarebbe una mossa che rimette in gioco anche l’orgoglio di un Keita fin qui mostratosi molto utile a dispetto dei pochi minuti (868) di gioco. I suoi 4 gol non sono tantissimi ma non sono neanche pochi, anche se lo piazzano al terzo posto tra gli attaccanti più prolifici dell’Inter in termini di gol per minuti… e sono costretto a sottolineare “attaccanti” altrimenti il terzo è Gagliardini, di una manciata di minuti (1 gol ogni 212 minuti contro 1 ogni 217).

Con il grande vantaggio di poter rivoltare la partita da un istante all’altro inserendo uno degli esclusi, o entrambi, per una forza d’urto non indifferente nel caso servisse.

 

A sostegno di questa ipotesi c’è anche il desiderio di non rischiare nessuno dei due: Lautaro è rientrante e Icardi ha giocato poco ultimamente, il rischio è di poterli mettere a repentaglio fisicamente prima di un trittico importantissimo, che vede Roma e Juventus al centro della questione.

Ma Frosinone, proprio perché apparentemente “scontata”, è crocevia fondamentale per la stagione, ogni punto da qui alla fine è tesoro di cui non ci si può privare, e partite (teoricamente) meno impegnative devono portare 3 punti, a tutti i costi.

Il conto è presto fatto: l’Inter ha 57 e nella peggiore (e più impronosticabile) delle ipotesi la quota Champions si ferma a 69/70 punti: battere Frosinone, Udinese, Chievo e Empoli porterebbe l’Inter quasi matematicamente in Champions a prescindere dalle sfide contro Roma, Juventus e Napoli, dalle quali almeno 1 o 2 punti me li aspetto comunque, anche di più se la Juventus dovesse passare il turno contro l’Ajax.

Pertanto mi sento di scartare quasi a prescindere l’ipotesi Keita al posto di entrambi.

 

Le ragioni di Lautaro

Mi sono bastati pochi minuti per capire che questo ragazzo è quel tipico calciatore argentino dal corpo da seconda punta e testa da centravanti, di quelli veri. In quei minuti sono anche emerse altre caratteristiche, come il fatto che l’Inter aveva preso un calciatore serio, sul quale fare affidamento anche nel breve volgere di questa stagione di apprendimento: insomma, altro che “nuovo Gabigol”.

 

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