#FrosinoneInter: adesso chi gioca? #Lautaro o #Icardi?

Ultima parte

L’Inter ha bisogno di tenerlo sulla corda e non c’è motivo di farlo deprimere adesso: c’è anche la “scusa” del rientro dall’infortunio di Lautaro, che non può e non deve rischiare, mentre poi ci si può dividere serenamente Roma e Juventus secondo necessità tecniche e tattiche.

Non solo, un Icardi subentrante è, a mio avviso, molto meno decisivo di un Icardi dall’inizio: non è un solista, non fa della velocità la sua arma, il suo lavoro in campo è soprattutto un costante logorio sui movimenti e sui sincronismi della difesa avversaria. Con lui subentrante, inoltre, ci sarebbero meno opzioni di cambiare marcia, cosa che invece può succedere con Lautaro che può portare freschezza e movimenti in una eventuale situazione di difficoltà.

Sempre in tema di psicologia, la trasferta è decisamente più agevole, visto che la curva gli ha dichiarato guerra nonostante il resto dello stadio per fortuna se ne dissoci. Icardi ha mostrato di sapere andare oltre, ma non troppo: fuori casa c’è il Frosinone, poi in casa Roma e Juventus.

 

Per Lautaro si è spesa la considerazione del “messaggio negativo” allo spogliatoio, vero, ma al tempo stesso non va dimenticato l’assist a Perisic, il festeggiamento collettivo sia sul gol dell’argentino che su quello del croato: non può esserci equivoco, l’obiettivo è comune e lì si deve arrivare insieme.

Lautaro sarà preziosissimo in quest’ultimo scorcio di stagione, perché rischiarlo? Icardi in campo, Lautaro dentro al suo posto, o con lui, a seconda dell’esigenza, negli ultimi 20/30 minuti. Si chiama realismo.

Torniamo al punto di partenza: Icardi fa paura perché tutti sanno che potrebbe bastargli anche mezza occasione, sarebbe pressione in più sull’avversario…

Le ragioni di Spalletti

Per Spalletti vinceranno le ragioni di stato. Lautaro è a rischio ricaduta, oltre che rischio giallo: un altro poco di pazienza e potrebbe averlo al meglio anche per il finale di stagione.

 

Con Icardi in campo, contro la Roma si potrà scegliere più serenamente per tante ragioni e sarebbe meno difficile da far digerire una panchina a San Siro, in quel San Siro.

Ma nella testa di Spalletti, vista l’evoluzione del più giovane, Lautaro potrebbe essere diventato il titolare perché fa tante cose (in fase di possesso) che all’allenatore interista piacciono moltissimo: saprà rinunciarvi?

Di una cosa sono certo: non sceglierà sulla base di un senso di “vendetta” che oggi non avrebbe senso. A questione chiusa, dazio pagato, l’unica ragione giusta è la ragion di stato… che magari gli suggerirà di metterli entrambi in campo con un 3-5-2 a specchio, con l’intento di vincerla sui duelli individuali.

Oppure virerà su una scelta dettata dal famoso rasoio di Occam: ovvero, l’unica cosa che so è come stanno, gioca chi sta meglio.

Le ragioni della tattica e del buon senso

Guardandola dal punto di vista tattico, sì a Lautaro perché il Frosinone potrebbe chiudersi molto, situazione in cui si soffre molto con Icardi e (decisamente) meno con Lautaro, che è decisamente più portato ad assistere i compagni sulla trequarti, fare da riferimento e da sponda.

Se fosse necessario inserire Keita, per Perisic o Politano, sarebbe proprio lui ad averne i benefici maggiori, potendo attaccare lo spazio alle spalle del centravanti.

 

I buoni osservatori potrebbero dire che Icardi non è da meno, e c’è un bel gruzzolo di partite che lo attesta, Tottenham in testa…

Il buon senso, in effetti, dice di rischiare meno possibile, non tanto per il giallo quanto per la ricaduta: da questo punto di vista c’è un solo vincitore possibile.

Le ragioni malpensanti

Io scelgo Lautaro in campo, perché la Roma non si chiuderà come il Frosinone e Icardi può trovare gol più facilmente e se anche mancasse potrebbe essere meno pesante.

Scelgo Lautaro perché è efficace sotto porta, si muove e fa giocare bene la squadra.

Ma scelgo anche Icardi, perché a quella valanga di gol è difficile rinunciare.

 

IlMalpensante li schiererebbe entrambi, azzardando Nainggolan e Gagliardini in mezzo, con Joao Mario al posto di Perisic perché serve gestire il pallone, perché potrebbe diventare partita da assedio e serve del buon possesso palla in assenza di Brozovic e Borja Valero: inoltre la tendenza del portoghese ad accentrarsi andrebbe a sanare l’inferiorità numerica in mezzo al campo.

Il Frosinone non gioca così basso come raccontano: contro Roma, Juventus e Lazio non è mai scesa sotto i 45 metri, e solo con i bianconeri la partita è stata decisa nella prima mezz’ora. Avere due attaccanti potrebbe portarli quei 10 metri più indietro in cui probabilmente non si trovano a proprio agio, tanto da essere tattica poco cercata.

Lo scrivo dall’anno scorso che questa squadra non sopporta le due punte, non se le due punte hanno la stessa tendenza a non rientrare e rimanere sopra la palla, ma neanche a spostarsi troppo sugli esterni in fase di pressione, cosa che regalerebbe un uomo all’avversario in fase di costruzione. Ma è anche un momento della stagione in cui entrambi hanno qualcosa da dimostrare ed è il momento in cui il tecnico, per un motivo o per un altro, ha l’occasione per chiedere quanto è dovuto a lui e alla causa nerazzurra, per l’obiettivo finale collettivo e per portare entrambi a uno step avanti.

 

L’Inter non ha due mediani dai piedi buoni che consentono un gioco del genere, e se gioca Miranda la difesa potrebbe creare troppo spazio tra sé e la metà campo: ma nelle ultime uscite l’Inter ha stupito anche per compattezza nelle sue salite e nelle scelte di pressing alto. Se si aggredisce il Frosinone, gestendo anche bene il pallone, si può costringere l’avversario stare più accorto ed essere meno spavaldo.

Non è per forza lo scenario migliore per l’Inter, almeno per l’Inter che abbiamo imparato a conoscere in questi due anni. Questa Inter, però, non si è mai trovata con la possibilità di schierarsi in questo modo: non è certo il momento degli esperimenti, però il passato ci ha insegnato che da situazioni estreme si possono trovare soluzioni impensabili o che apparivano poco praticabili. Vincenti e sulle quali continuare a investire.

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