#InterRoma 1-1: il bicchiere è più che mezzo pieno

Ultima parte

L’Inter insiste ed è Perisic a creare un potenziale pericolo sul quale però Icardi è in ritardo.

Le due squadre si concedono qualche fiammata occasionale, niente di trascendentale, anche se è l’Inter ad avere un paio di occasioni buone per fare male, ma le solite scelte sull’ultimo passaggio sono scellerate.

Il finale sembra a piccolo trotto, con due squadre che vogliono accontentarsi, se non che all’affacciarsi del minuto 90 Joao Mario perde malamente palla e la Roma riparte con El Shaarawy che cerca male Dzeko, passaggio però “aggiustato” dalla deviazione di Borja Valero.

 

Il bosniaco prende palla sulla sua mattonella preferita e c’è Kolarov che va come un treno, visto che D’Ambrosio ha seguito El Shaarawy troppo in alto sulla metà campo. Per fortuna di Spalletti e dell’Inter Keita si accorge dell’arrivo del terzino serbo e, benché in ritardo, gli recupera quel metro di svantaggio sbilanciandolo quel tanto che basta per fargli fare un tiro alla bell’e meglio, che sarebbe però sufficiente nel 90% dei casi: solo che Handanovic è in giornata miracolosa e compie quello che può essere uno dei gesti tecnici decisivi per la stagione.

Nel finale c’è il tempo per un ultimo recupero di un eroico Borja Valero su Dzeko che gli fa fallo.

La partita finisce così, senza altri sussulti negli ultimi 90 secondi e i due allenatori non possono che dirsi moderatamente soddisfatti di come sia andata la giornata.

Conclusioni

Il passo avanti verso la qualificazione c’è ed è importante. Questa “mezza lunghezza” di vantaggio in una eventuale classifica a pari punti mette l’Inter in condizioni migliori di quello che dice la semplice classifica.

La partita racconta più cose di questa squadra.

 

Dal lato positivo si registra anche una certa autorevolezza nel gestire il match anche in svantaggio, con l’Inter che ha provato sempre a fare la sua partita, benché in qualche caso sarebbe stato necessario prendersi dosi di rischio aggiuntivo a livello individuale, cosa che è capitata praticamente soltanto a Politano e, nell’ultima mezz’ora, a Perisic.

Poi la gestione nel finale, occasione di Kolarov a parte.

Le fasi di maturazione dipendono anche da risultati così. C’è chi, in questa partita, vede l’esempio di un passo che manca verso l’essere una “grande squadra”, e su questo ci possono essere pochi dubbi, perché all’Inter mancano ancora troppe cose per esserlo.

D’altro canto, però, risultati così mostrano che la squadra è cresciuta, perché in altre occasioni, non ultima l’anno passato, l’Inter probabilmente questa partita l’avrebbe persa, mettendosi nelle condizioni peggiori, come quando l’anno scorso perse contro il Torino (pareggiando poi contro l’Atalanta) o perdendo contro il Sassuolo

Ma quello che manca è soprattutto a livello individuale, perché l’organizzazione c’è e manca chi può sparigliare le carte, prendersi il rischio di sbagliare: io ci torno sempre, ma non è un caso che a San Siro nel finale di stagione si faccia sempre peggio che in trasferta.

 

Uno di quelli che avrebbe potuto e dovuto è Nainggolan, che in questa stagione ha apportato qualcosa in più in alcune occasioni; che in qualche partita ha mostrato quel 50% di potenziale che tutti speravamo di vedere e che invece non c’è stato… e che probabilmente mai ci sarà più: l’impressione è che davvero gli manchi qualcosa di quel fuoco che gli si riconosceva, volentieri, da avversari.

L’Inter può vivere nella speranza di qualche sporadico colpo da parte sua? Quella di quest’anno forse, quella della prossima assolutamente no.

Insomma, vista come è andata col belga, visto l’evolversi del rapporto tra Icardi e lo spogliatoio, il poco che ha spostato Politano durante la stagione, il mancato riaffermarsi di Vecino, l’involuzione (in attacco) pazzesca di Perisic (anche se i numeri, 7 gol e 4 assist, farebbero felici in molti della Serie A), è già mezzo miracolo poter dire che questa squadra si è confermata a certi livelli, non migliorandosi e non avendo alternative dal mercato di gennaio.

 

Ritrovarsi a un paio di match ball verso la qualificazione Champions in queste condizioni fa apparire il bicchiere più che mezzo pieno, sia in relazione al periodo che in relazione alla Roma. Anche se il campionato rimane non semplice, con due scontri importanti anche se per Napoli e Juventus non hanno più nulla da chiedere 

Poi sabato arriverà la Juventus e il desiderio è che i nostri mettano il mattone decisivo proprio in casa, proprio contro i campioni d’Italia. Anche perché dagli altri campi potrebbero arrivare notizie confortanti, e allora via con il tifo per il Bologna, l’Udinese e il Torino.

Il resto, però, tocca sempre a noi.

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Tabellino

INTER-ROMA 1-1

xG Inter 1.60 – xG Roma 0.53

INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, De Vrij, Skriniar, Asamoah; Vecino, Borja Valero; Politano (39’st Keita), Nainggolan (9’st Icardi), Perisic; Lautaro Martinez (33’st Joao Mario). A disposizione: Padelli, Candreva, Dalbert, Gagliardini, Miranda, Ranocchia, Soares. Allenatore: Spalletti.

ROMA (4-2-3-1): Mirante; Florenzi, Jesus, Fazio, Kolarov; Cristante, N’Zonzi; Under (1’st Zaniolo), Pellegrini (35’st Kluivert), El Shaarawy; Dzeko. A disposizione: Olsen, Coric, Fuzato, Marcano, Pastore, Perotti, Riccardi, Schick. Allenatore: Ranieri.

ARBITRO: Guida di Torre Annunziata.

MARCATORI: 14’pt El Shaarawy (R), 15’st Perisic (I).

NOTE: Ammoniti: Vecino (I); Cristante, Zaniolo (R). Recupero: 1’pt-3’st. Calci d’angolo: 7-4 per l’Inter.

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