#InterJuventus 1-1: tra volere e potere…

Seconda parte

Sul relativo angolo, De Vrij rischia di raddoppiare, con il portiere juventino che bissa il miracolo: evidentemente deve farsi perdonare la leggerezza sul gol di Nainggolan.

Allegri capisce d’averla fatta grossa e riporta Emre Can a metà campo: per “ricompensa”, il turco azzoppa Vecino a metà campo, sotto lo sguardo compiaciuto di Banti che non si sogna neanche di estrarre un giallo più che meritato.

Il canovaccio interista è noto, chi ci legge da tempo ne ha avuto più volte spiegazione qui: possesso palla spesso insistito dal basso, con coinvolgimento anche di un Handanovic nettamente migliorato con i piedi, tutto per “tirare fuori” i bianconeri e creare spazi dove poter esprimere un gioco corale organizzato ed efficace, al contrario di quanto succede se gli spazi sono intasati: l’Inter manca di imprevedibilità e di rifinitura, di uomini in grado di creare superiorità numerica con frequenza e per questo deve affidarsi e fidarsi del collettivo più che del singolo.

Anche in questo caso la dimostrazione arriva poco dopo, al 14esimo: Perisic recupera palla perfettamente, finisce a Politano, ma Icardi si muove male e Nainggolan è in ritardo, Politano controlla male e l’azione pericolosa sfuma.

Il nuovo 4-4-1-1 bianconero non funziona, anche perché depotenzia, nettamente, quello che per me sarebbe il calciatore “cruciale” nella metà campo bianconera, ovvero quel Matuidi costretto a fare l’ala sinistra in questo modulo: roba che se lo vedi fare a Mazzarri lo crocifiggono in diretta, lo fa Allegri e fanno finta di non notarlo.

 

L’Inter preme fino al quarto d’ora, poi appena abbassa il ritmo la Juventus esce, segno della pericolosità intrinseca dei bianconeri: è Bernardeschi, da fuori area su assistenza di Ronaldo, a impensierire Handanovic.

I nerazzurri cominciano a fare più fatica, perché Ronaldo e Bernardeschi infoltiscono la zona centrale e, con accanto Emre Can, Pjanic può uscire più spesso in pressione su Brozovic. Le ripartenze, però, rischiano di fare male ai bianconeri… peccato che l’ultimo passaggio (e/o ultima scelta) dei nerazzurri sia sempre sbagliata.

La prima mezz’ora dell’Inter, pur con qualche inceppamento (del tutto naturale), è costruita talmente con sapienza e efficacia da costringere la Juventus a continue improvvisazioni, tanto che la Juventus in area ci arriva per la prima volta, seriamente, al 35esimo: prima di quel minuto, queste sono passmap e heatmap:

Questa la passmap di tutto il primo tempo:

 

La strategia di Allegri è quella di provare comunque a prendere l’Inter in velocità, pur rinunciando a chiudersi troppo, come gli capita spesso di fare: a fine partita, l’Inter arriverà a quasi 19 passaggi di media per azione offensiva nella metà campo bianconera, la Juventus sotto gli 11. Il dato di per sé è molto esplicativo.

In genere questo dato è condizionato da due fattori: il primo è la capacità di difendere come squadra, la seconda è la capacità di difendere più in alto del solito e aggredire l’avversario. Le tre squadre migliori del campionato sono Torino, Atalanta e Inter che si alternano in testa a questa particolare classifica.

Tra le nefandezze giornaliere di Banti, aggiungiamo anche il giallo mancato a Bonucci, che fa il paio con quello risparmiato a Emre Can nei primi minuti per il fallo intimidatorio su Vecino:

 

L’Inter spinge, ci crede, nonostante la Juve stia pian piano crescendo e il possesso palla nerazzurri cali drasticamente. Tanto che nei successivi minuti i nerazzurri creano quasi esclusivamente in verticale: in una azione splendida Skriniar-Icardi, l’argentino non trova la misura per servire Vecino in mezzo all’area.

Dal corner seguente, però, ha la grande chance di segnare a porta quasi libera: il tiro finisce sulle terga di Matuidi, sdraiato per l’occasione in modo improbabile ma l’unico con cui poteva essere bloccato il tiro.

Di culo, insomma.

L’Inter comincia a scomporsi in fase di non possesso, anche se concede poco: l’unica concessione è un tiro di Ronaldo da fuori area, alto.

 

Purtroppo nella dinamica della partita ci mette del suo anche Banti che comincia a fischiare invertendo parecchio, almeno 3 situazioni di cui almeno una gravissima, in un’azione in cui l’Inter prende un palo ma che doveva essere fermata per fallo di Cuadrado su Icardi: Banti, pazzesco, fischia fallo dell’argentino su Matuidi, ma Icardi arriva sul francese solo perché abbattuto dal colombiano.

Scelte del genere cambiano i corsi delle partite: qui ne abbiamo parlato tante volte.

Pochi minuti dopo Emre Can si lascia cadere su una specie di contrasto di Brozovic: in realtà non c’è fallo, il turco aveva perso palla recuperata da Perisic in contropiede e ci mette una pezza così, con l’assistenza di Banti.

Stessa cosa pochi minuti dopo con Cuadrado.

 

Banti diventa parte dell’inerzia del match ed è totalmente asservito ai bianconeri. Ne diamo una dimostrazione talmente pratica da essere persino banale. Non ve la spiego neanche, basta guardare l’atteggiamento nei confronti di Nainggolan e di Matuidi, al quale addirittura chiede “vai via, PER FAVORE”:

Da notare che Matuidi aveva appena fatto fallo su D’Ambrosio e poi si era scagliato contro l’olandese a terra: a norma di regolamento doveva essere ammonito. L’arbitro invece gli chiede “per favore”.

Joao Cancelo si iscrive alla partita con un tiraccio da fuori.

 

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