#InterJuventus 1-1: tra volere e potere…

Terza parte

La Juventus, ripeto ben coadiuvata da Banti che è parte integrante del cambiamento del match (pochi minuti dopo, ottimo contrasto di Nainggolan sul pallone, Banti fischia fallo per la Juve), si dispone comunque meglio dell’inizio, l’Inter non riesce a leggere le posizioni di Cuadrado e Matuidi che vanno negli half space, lasciando le corsie esterne a Cancelo e Alex Sandro, che attaccano quasi sempre in contemporanea.

Ma l’aspetto più importante è che anche uno dei due centrali di sale più spesso a costruire gioco, anche perché Nainggolan è letteralmente sparito dal match e si marca da solo.

Nonostante questo, si potrebbe fare del male ai bianconeri in contropiede, perché proprio questa posizione di uno dei due centrali lascia molto campo a Icardi, peccato che l’argentino sprechi con scelte poco condivisibili o errori di misura come questo:

Al 39esimo, altra ideona dell’arbitro che decide, come succede sempre, di graziare Pjanic per questo fallo su Politano, con il bosniaco che ormai conosce anche la pantomima giusta per intenerire il direttore di gara: faccia d’angelo, mani alzate, non sono stato io, non ho fatto niente, non ho visto, non ho sentito, non ho parlato.

Non è un caso che in questo terzo di primo tempo, la Juventus riesce a tenere palla più dell’Inter.

C’è anche del demerito nerazzurro, va detto, che è soprattutto fisico: è evidente che alcuni abbiano scalato un paio di marce. Nainggolan è tutto l’anno che gioca mezzo infortunato, Brozovic è stato appena recuperato, di Icardi sappiamo, Perisic e Politano tirano la carretta (ed entrambi hanno fatto una partita ultra-consistente in fase di non possesso), così Vecino è costretto a farsi il mazzo avanti e indietro senza sosta: a fine partita sarà lui il man of the match per quanto riguarda i km percorsi.

 

I tentativi di pressing nerazzurro saltano perché c’è sempre un pezzo della catena che arriva in ritardo, facendo correre a vuoto tutti.

In fase di possesso si subisce di più la Juventus, così Spalletti opta per azioni di alleggerimento verso Perisic, che diventa spesso il destinatario dei passaggi lunghi, soprattutto di Handanovic.

Nonostante tutto, però, l’Inter difende con molto ordine, anche perché decide di arretrare il baricentro di 10 metri buoni.

Il primo tempo si chiude così, con la Juventus che ha riconquistato palla e campo, Banti che spende il secondo giallo (inevitabile) per Chiellini che dà un calcione a Nainggolan lanciato in contropiede.

Rammarico per i nerazzurri, comunque, perché l’Inter ha speso davvero tanto, ha giocato, ha anche dominato ma non è riuscita a mettersi a distanza di sicurezza, sempre che ne esista una.

 

Il secondo tempo inizia come è finito il primo, con la Juventus che ha cambiato atteggiamento e con Banti che fa capire che il metro è cambiato: fallo su Pjanic di Nainggolan inesistente, arbitro che fischia per i bianconeri.

Al 48esimo uno di quei classici episodi in grado di cambiare la partita: Cuadrado incrocia la traiettoria con Brozovic, i due corpi si toccano, ma il colombiano decide che è il momento di simulare, lasciandosi cadere.

Per Banti non c’è alcun dubbio, si tratta di simulazione, tanto da lasciarsi andare pure ad un gesto piuttosto eclatante:

 

Il problema è che non fa seguire quello che prevede il regolamento: giallo, con Cuadrado già ammonito. Film già visto.

 

L’Inter, però, comincia a manifestare segnali preoccupanti dal punto di vista della tenuta fisica, mentre la Juventus è in crescendo. Se da un lato ci si può chiedere perché accada, dall’altro basta pensare che la Juventus ha programmato tutta la stagione sulla Champions, dando per scontato l’arrivo almeno alle semifinali: è proprio questo il periodo in cui era previsto il meglio della forma.

Per l’Inter, invece, abbiamo già detto: condizioni precarie per almeno 5 degli 11 titolari. Tanto che al 49esimo Nainggolan parte in contropiede in questa configurazione:

E 50 metri dopo la situazione è questa, con l’Inter che non riesce più a ripartire.

In 6 secondi, Politano che è senza palla non è riuscito ad accompagnare Nainggolan, mentre Perisic e Brozovic (i due papabili per seguire il contropiede) decidono di abortire il tentativo: palla lanciata a casaccio verso Icardi.

 

Questi sono segnali che il tifoso dovrebbe recepire durante una partita, perché sono le cartine di tornasole di come andrà da quel momento in poi: non è un caso che da queste parti non si trova mai molto spazio per il secondo tempo, condizionato più dalla tecnica che dalla tattica.

Perché quando il fisico viene a mancare, è proprio la tecnica a emergere prepotentemente, ed è l’aspetto in cui l’Inter è più carente: manca l’imprevedibilità del singolo, la capacità di inventarsi l’azione giusta, il passaggio impossibile, la giocata risolutiva.

Nonostante l’Inter non abbia seguito il contropiede, però, quando la Juventus riparte dieci secondi dopo, ci sono 3 nerazzurri che già boccheggiano e non sono dove dovrebbero essere, con Perisic che chiaramente cammina all’indietro:

 

Ma sono cose che approfondiremo di più e meglio nell’articolo tattico.

Capisco tutto, però pretendere che l’allenatore inserisca la seconda punta accanto a Icardi con la squadra in questa condizione è semplicemente non tenere conto di quello che accade sul campo e sovraimporre la propria filosofia a una realtà di fatto che non la prevede.

Questa è la faccia di Spalletti all’ennesimo errore nei primi 8 minuti del secondo tempo:

 

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