#InterJuventus 1-1: tra volere e potere…

Quarta parte

L’Inter non accompagna più l’azione in modo corale ma soprattutto non pressa più come nel primo tempo, cosa che invece la Juventus comincia a fare di più e meglio, anche perché Allegri toglie uno scialbo Alex Sandro per mettere un più intraprendente Spinazzola.

Per l’Inter, in questa fase, l’unica variazione sul tema è uno slalom di D’Ambrosio che spreca per… fatica. Le cose invece vanno molto meglio quando riesce a tenere palla, cosa che insiste a fare anche se non produce molto perché è il suo miglior sistema di difesa: la punizione dalla quale scaturisce l’occasione di Perisic (fuori di pochissimo) arriva dopo oltre 100 secondi di possesso palla insistito.

Allegri capisce che è il momento di osare e tira fuori Matuidi per inserire Kean.

Questo è come difende l’Inter da un calcio da fermo dalla trequarti bianconera:

Chiarificatore di una squadra sulle gambe: da qui l’azione che vede Cristiano che colpisce a botta sicura ma è murato da De Vrij.

La fatica dei nerazzurri viene mostrata anche dalla passmap dei primi 15 minuti, fino al gol di Cristiano:

 

L’azione che porta al gol di Cristiano nasce in questo modo, con un chiaro 4 contro 4:

Quello che succede dopo è la risultante di questa condizione, perché Nainggolan non stringe dove dovrebbe, mentre Brozovic non riesce più a seguire Cristiano, vista la rincorsa precedente:

Questa è l’azione della ripartenza, la inserisco per farvi notare l’andatura di Brozovic:

 

L’Inter prova a riorganizzarsi, ma è la Juventus a venire fuori costantemente in ripartenza con i nerazzurri sbilanciati. Questa è una azione dopo 5 minuti dal pareggio:

Il resto lo vediamo nell’analisi tattica.

Nonostante sia sulle gambe e dall’altra parte ci sia un avversario in grado di sferrare colpi più consistenti, l’Inter sfiora il vantaggio.

C’è una azione insistita che trova sfogo a sinistra su Asamoah che poi trova in mezzo Perisic, non controllato da Pjanic: il croato si beve Cancelo “appoggiandosi” a Icardi che restituisce il pallone in maniera deliziosa. Il tiro di Ivan è perfetto, per quel che gli consentiva l’azione, ma Szczesny interviene d’istinto e manda in angolo.

 

Quello che succede nei successivi minuti è su questa falsariga: se l’Inter riparte, ha pochi uomini ad accompagnare; se l’Inter è in possesso palla riesce in qualche modo a tenere basso l’avversario. La Juventus, dal canto suo, attacca in rapidità e non è raro trovarla addirittura in superiorità numerica, come in questo caso:

Non è questione di mentalità, non è questione di scelte dalla panchina: l’Inter semplicemente non ce la fa e prova a massimizzare il risultato, senza rinunciare comunque a far del male all’avversario.

Spalletti non può fare diversamente a quel punto, perché l’unico modo per portarla a casa è incrementare quel che gli rimane della qualità della squadra: possesso palla. Per questo toglie Nainggolan, stremato, per Borja Valero. E, per quanto possa piacerci o meno, è un cambio ineccepibile, ma se Spalletti dovesse ragionare in termini di efficienza fisica dovrebbe cambiarli praticamente tutti dalla metà campo in su.

La Juventus comincia a crederci davvero e la pressione aumenta: Spinazzola mette un pallone in mezzo quasi a caso, ma trova Pjanic che al volo impegna Handanovic.

 

Pochi minuti dopo è Emre Can che da fuori area ci prova ma tira alto di poco.

L’Inter è sulle gambe e Spalletti decide per il secondo cambio: fuori Politano e dentro Joao Mario. Anche Perisic aveva bisogno di essere fermato, ma tra i due c’è un residuo di utilità per il croato: le abilità acrobatiche sui calci piazzati.

Per completare il quadro dell’idea di Spalletti (tenere palla, tenere palla, tenere palla) manca un ultimo cambio: Icardi per Lautaro. E infatti il più giovane degli argentini si alza dalla panchina.

Troppo tardi? Chi può dirlo: con la squadra in quelle condizioni è giusto anche tenersi un minimo di margine in caso di infortunio.

 

Per fortuna sui social si trova qualche mente più lucida:

All’80esimo parte Borja Valero in contropiede e serve Joao Mario: il portoghese potrebbe fare quattro cose diverse ma sceglie la peggiore, tirando da un angolo impossibile.

È il momento di Lautaro, con una parte di San Siro che fischia l’uscente Icardi.

La Juventus si spegne quasi improvvisamente, mentre l’Inter decide di spendere le ultime energie provando in attacco, anche se non lo fa con chissà che convinzione.

All’84esimo ci prova proprio Lautaro, di sinistro da fuori area: tiro molto bello ma fuori di poco.

 

Allegri toglie uno scialbissimo Bernardeschi per Pereira: sembra provocatorio ma la Juventus guadagna in velocità.

La partita si spegne poco a poco, c’è praticamente solo lo spazio per l’ultima simulazione di giornata, l’ennesima: Ronaldo che chiede un rigore allucinante per un non-fallo di Asamoah, con ridicola caduta qualche istante dopo il contatto.

E per l’ultimo pericolo per l’Inter, con Ronaldo che serve in mezzo per Pereira e D’Ambrosio che fa un miracolo anticipandolo: palla che rimbalza sullo juventino e va fuori.

 

Indice

Loading Disqus Comments ...