#InterJuventus 1-1: tattica e pagelle malpensanti (parte 1)

Terza parte

Nel finale di primo tempo, altro passo indietro, meno prestazione e meno presenza fisica:

 

Il primo tempo finisce così, con l’Inter che ha scalato almeno una marcia e la Juventus che ha cominciato a prendere campo, soprattutto dopo avere messo in soffitta l’aborto tattico di Allegri… una di quelle robe raccapriccianti sulle quali giornalisti e opinionisti seri avrebbero dovuto chiedere spiegazioni e approfondimenti, altro che “comando io e decido io”.

Ad ogni modo, per Spalletti nell’ultimo quarto d’ora sono arrivati i primi segnali di mollezza per una squadra che evidentemente puntava e sperava di chiuderla prima, magari fidandosi delle minori motivazioni dei bianconeri.

Nel secondo tempo ci sarà tutt’altra partita.

Pagelle (parte 1)

HANDANOVIC 6

Di interventi ne fa uno e mezzo, nulla di trascendentale su Pjanic. Sul gol c’è chi vede delle sue responsabilità, ma il tiro di Ronaldo è forte, imprevedibile e per di più è impallato: qualcuno dovrebbe insegnargli a fare scena, buttarsi a caso, forse si attirerebbe meno strali pur senza cambiare il destino del tiro avversario.

 

D’AMBROSIO 6,5

A destra tiene saldo il timone nonostante la Juventus provi a sfondare da quel lato più spesso con la sovrapposizione di Ronaldo e più uomini: Politano gli dà una mano extra, ma è inevitabile in situazioni del genere.

Quello che stupisce di più è la sicurezza con cui gioca dopo un paio di incertezze iniziali.

Nel secondo tempo limita le sortite, ma alla fine è l’unico che sembra poterci e volerci provare, fa uno slalom pazzesco che poi spreca più per fatica: peccato perché poteva essere gestita meglio.

Diminuisce il numero dei palloni persi e soprattutto il numero degli errori banali e gratuiti: solidità, anche se nel secondo tempo va un po’ in affanno con Spinazzola, più fresco.

DE VRIJ 6,5

Un paio di grandissimi salvataggi, anche se quello che a me piace di più è quello su Bernardeschi in contropiede, perché manifesta tempismo, intelligenza, rapidità di pensiero, tecnica da difensore puro.

 

Non cerca quasi mai il duello diretto con l’avversario e non varca quasi mai la soglia di metà campo, né in possesso né per cercarsi l’avversario, dirigendo la linea difensiva con molta parsimonia. Difficile trovargli un errore, non perde una palla: se c’è un difetto nella sua prestazione è il minor numero di tocchi rispetto ad altre partite, lui che è bravissimo a impostare e ha anche un ottimo lancio: sono appena 40, alla faccia del possesso palla basso.

Rischia un gol che meriterebbe, perché quest’anno non gli sta dicendo granché bene sui calci d’angolo: ha avuto diverse occasioni ma ha sempre trovato il portiere avversario pronto.

SKRINIAR 6+

Lui, invece, in alto ci va appena può perché non ha riferimenti diretti ed è forse il terreno di caccia che gli piace meno. Dal suo lato ci sono più straordinari che dall’altro, perché tra Cancelo, Cuadrado, Ronaldo e almeno un centrocampista in appoggio, l’Inter si trova spesso in inferiorità numerica.

Ci sono sbavature, qualche palla persa di troppo, alcuno passaggi sbagliati nella misura e soprattutto l’impressione di concedere troppo all’avversario di turno.

Sul gol non ha grosse responsabilità perché deve pur tenere una posizione utile per bloccare l’eventuale ritorno di palla a Pjanic.

 

ASAMOAH 6+

Ci ho messo tanto a valutarne la partita, cambiando il voto molte volte. Perché la sua è la classica partita dai due volte che abbiamo imparato a vedere più volte: il tentativo di rimanere ordinato e preciso in difesa lo costringe a pochissime sortite in avanti, al punto che non arriva mail sul fondo, ma neanche al di là della linea dell’area avversaria:

Ci può stare, in una partita così, ma alla fine Perisic risulta davvero troppo isolato in fase offensiva.

Dal punto di vista difensivo, invece, spesso fa buone scelte, come questa, in cui mette la pezza a un errore di posizionamento di Skriniar che rischiava di essere devastante per i nerazzurri:

 

BROZOVIC 6

L’Inter con lui gioca meglio, non c’è molto da aggiungere. Una partita che sarebbe da 6,5 abbondante, con oltre 100 tocchi, 92% di precisione, una regia precisa e illuminata, tanto, tantissimo movimento, ma sul gol di Ronaldo fa un errore imperdonabile fermandosi proprio quando non si dovrebbe fermare: ce lo aspettavamo dal fratello scarso, difficile accettarlo in versione Epic.

VECINO 5,5

L’inno al tentativo di essere utile in tutte le fasi: Vecino corre come fosse Forrest Gump, più di tutti nell’Inter, più di tutti in partita, persino più di quel motorino di Brozovic che è sempre in azione per cercarsi la palla, più di Pjanic costretto da Allegri a farsi 25 metri in più ad ogni santa azione per cercarsi quel motorino:

 

Questo lo porta a essere anche poco lucido in fase di passaggio (appena il 78% di precisione), perde troppi palloni, ma è anche l’unico centrocampista che arriva in area… in realtà è quello che ha più tocchi in area dopo Perisic, il che la dice lunga su tante cose di questa squadra.

Non basta, però, perché poi bisogna fare le scelte giuste e soprattutto rendersi utili anche in fase di non possesso, dove perde una quantità industriale di duelli e soprattutto non sembra dare l’impressione di essere davvero utile.

 

Nel pomeriggio la seconda parte.

sostieni ilmalpensante.com
Seguici su Facebook

Indice

Loading Disqus Comments ...