#InterJuventus 1-1: tattica e pagelle malpensanti (parte 2)

Introduzione

Ci siamo occupati del primo tempo qui:

Adesso tocca alla seconda porzione di partita, che è stata nettamente diversa dalla prima.

L’Inter comincia il secondo tempo con l’atteggiamento di una squadra che è costretta a dosare le forze: non c’entra nulla il braccino o la presunta “mentalità”, perché la partita dura 90 minuti e al 90esimo ci devi arrivare potendo opporre all’avversario almeno qualcosa di consistente, altrimenti una squadra come la Juventus ti frulla in pochi minuti.

 

Da questo punto di vista è la Juventus a fare delle scelte precise, perché fisicamente può concederselo: porta in attacco più uomini, comincia a pressare, a verticalizzare più rapidamente, soprattutto perché ha uomini bravi nello stretto e nell’uno contro uno, da Ronaldo a Cancelo, da Cuadrado persino a Bernardeschi.

Cominciano anche gli straordinari per i due esterni, soprattutto per Perisic che deve far fronte a continue necessità in mezzo al campo, salvo poi doversi sdoppiare  sull’esterno non appena Cancelo decide di attaccare lo spazio lasciato dal croato:

Il tutto con un linguaggio del corpo che è abbastanza evidente (anche in Politano e soprattutto Nainggolan). Pochi secondi dopo, Cancelo è già alto e Perisic deve fare l’extra per coprire quella zona:

 

Questo genere di azione diventa costante nei bianconeri, soprattutto quando uno tra Bernardeschi e Ronaldo riesce a presidiare l’half space giusto.

A merito dei bianconeri va iscritto anche un pressing decisamente più alto e più efficace, forse perché ha sentito l’odore della preda infiacchita dal proprio eccesso di confidenza nel poterla chiudere nel primo tempo.

Nel secondo non si vedono più sbracciate di Ronaldo per chiedere ai compagni di portare una pressione più alta:

 

Ci sono tante testimonianze del calo fisico dei nerazzurri, ben prima che Spalletti decidesse anche il semplice primo cambio. Questa è una ripartenza che l’Inter nel primo tempo avrebbe aggredito con 4-5 uomini, ma che dopo 4 minuti del secondo tempo non riesce a seguire neanche con 2:

Le sortite difensive “tattiche” di Nainggolan, Politano e Perisic diminuiscono: questo però li costringe a correre di più quando è necessario recuperare la posizione.

 

Si cominciano a sbagliare anche le cose più semplici, si perde la lucidità anche di fare la cosa che può sembrare più rischiosa ma è anche quella più giusta: qui è Vecino a sbagliare un appoggio semplice, mentre c’è Nainggolan in mezzo che reclama giustamente palla. Questa è l’azione della faccia di Spalletti (nel finale del video) che ho citato nel precedente articolo.

I prossimi due video mostrano un’Inter in difficoltà e costante arretramento, che subisce l’aggressione juventina portata con più uomini.  Cominciano a diventare frequenti gli attacchi con tanti uomini in area e/o parità numerica oltre la metà campo nelle azioni in velocità, con alcune addirittura con i bianconeri in superiorità rispetto ai nerazzurri.

 

Il gol di Ronaldo arriva proprio da un pressing portato male dall’Inter e soprattutto da scelte individuali sbagliate, tutte dovute a un calo fisico importante. Un gol che nasce e si sviluppa casualmente, ma che al tempo stesso era già nell’aria proprio perché questo genere di azione si era riproposto più volte.

Vediamo l’azione, soprattutto notando all’inizio il ripetersi degli aspetti già evidenziati: l’Inter spalmata su troppo campo, la Juventus che attacca con più uomini:

 

Adesso andiamo nel dettaglio.

Quando la Juventus riparte… e “riparte” si fa per dire perché non era una azione di ripartenza ma quelle che di solito chiamo “finte transizioni”, ovvero quelle situazioni in cui chi ha possesso palla esce da una situazione di difficoltà lasciando l’aggressore scompaginato come se avesse appena perso palla e dovesse affrontare una transizione negativa.

 

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