#InterJuventus 1-1: tattica e pagelle malpensanti (parte 2)

Ultima parte, pagelle

Pagelle (parte 2)

NAINGGOLAN 6+

A malincuore, perché per 25 minuti è partita da 7, ma da quel momento in poi diventa una sorta di fantasma che si accende raramente e, quando lo fa, manifesta palesemente delle difficoltà fisiche non indifferenti.

Fa il trequartista, la seconda punta, ma in area avversaria non arriva praticamente mai a toccare palla:

Il gol, però, pesa tonnellate, perché questa era una di quelle partite in cui l’Inter non avrebbe segnato altrimenti, nonostante il buon numero di palle gol: quel tiro è la dimostrazione di quanto potrebbe essere utile se solo fosse con una forma in grado di reggere un’ora a buon livello…

Segna il suo quinto gol, ma il resto del repertorio manca: solo 22 occasioni da gol create in campionato (6° in squadra) e appena 3 assist.

 

POLITANO 7-

Da un lato è il Politano che vorremmo sempre vedere, ovvero uno che non si risparmia mai indietro se non quando in debito di ossigeno. Senza paura e senza risparmiarsi nei contrasti, vincendone molti di più di quelli che perde, recuperando più palloni di quelli persi, mantenendo finalmente una precisione di passaggi di alto livello (quasi 88%).

Ma soprattutto un Politano che quando si accende in avanti diventa pericoloso per l’avversario, perché è l’unico che può creare superiorità numerica nel breve.

Da questo punto di vista l’unico appunto è che in area non ci arriva mai mai mai e soprattutto non prova a variare il suo gioco, rimanendo troppo relegato sull’esterno, mentre in mezzo ha mostrato di poter far del male all’avversario:

Una prova, tutto sommato, davvero positiva, maiuscola, a tutto campo, matura, con qualche sbavatura di troppo ma aveva anche un compito complicato assolto positivamente.

PERISIC 7

Una partita da Perisic, quello buono, il migliore in campo.

La quantità di lavoro sul campo è enorme, perché fa su e giù sulla fascia con una frequenza non consigliata ai cardiopatici.

 

In attacco, finalmente, salta l’avversario diretto, crea occasioni, tira in porta e crea, oltre che rendersi utile in tante altre piccole cose. Spalletti lo usa “alla Dzeko”, ovvero da riferimento quando l’Inter deve alleggerire la pressione e si deve cercare la torre di testa: lui non è una torre ma di testa è piuttosto bravo:

Perplessità, comunque, sul gol di Ronaldo, perché arriva tardi: stremato sì, ma i secondi intercorsi sono troppi rispetto a quanto necessario per tornare.

ICARDI 6+

Due occasioni importanti, un paio di assist possibili che i compagni sprecano, tanto lavoro e tanto movimento. Banti lo prende di mira, perché gli fischia più falli di quanti non ne subisca, ed è una delle cartine di tornasole del metro arbitrale.

 

Per l’Inter è davvero un peccato averlo smarrito per questi maledetti 50 giorni, perché Icardi ha caratteristiche uniche, da attaccante di pregiatissima razza. La parata di Szczesny sul suo sinistro è importante ma, se riguardate l’azione, lui non guarda mai il portiere, tira sapendo dov’è la porta, tira con la consapevolezza di trovarla: è un gesto tecnico importante per un attaccante, di quelli che manifestano un istinto sovrannaturale per la porta…

BORJA VALERO 6+

Entra per gestire eppure è lui quello che crea un paio di pericoli all’avversario: era lui quello che meritava di entrare qualche minuto prima.

JOAO MARIO 6

Niente superficialità come altre volte: corsa, solidità, attenzione. Utile ma nulla di più.

 

LAUTARO 6

What if… chi può dirlo? Cosa sarebbe accaduto se fosse entrato prima, perché li la sua occasione se la crea di sinistro da fuori area, quasi da un’azione impossibile.

Nel caso specifico sono più le condizioni della squadra a condizionarlo, non Spalletti: il cambio “ritardato” appare come la scelta di chi teme un infortunio nel finale, visti i tanti affanni in campo.

Gli toccherà giocare la prossima.

SPALLETTI 6,5

Strano il destino di chi ha riportato l’Inter a giocare alla pari queste sfide, contro tutte le avversarie più impegnative della Serie A, nonostante una squadra male assemblata e con molte carenze.

L’Inter gioca alla pari contro la Juventus, addirittura la domina per mezz’ora, eppure è sul banco degli imputati per tempi e modalità dei cambi.

 

Quello che si vede in campo, però, gli dà ragione: la squadra fisicamente era in debito di ossigeno, aveva speso troppo ed erano in tanti ad avere un motivo per non essere in forma: Brozovic appena recuperato, Nainggolan sempre zoppicante, Vecino con tanta corsa per tutta la partita, Perisic e Politano che hanno tirato la carretta per tutta la stagione e si sono fatti un mazzo tanto in partita.

Il punto pesa e peserà nel computo finale della classifica: con altri 6 punti si arriva quasi comodi in Champions League anche se ci si augura di arrivare sopra i 70 punti per evitare ogni forma di rischio.

BANTI 4

Decide scientificamente di riportare la Juventus in partita, stravolgendo il metro arbitrale e invertendo quelle 5-6 situazioni, dal 30esimo in poi, che rimettono l’inerzia del match su binari diversi dall’inizio. Nell’articolo post-partita alcuni degli esempi: la gestione della partita è di fino, senza errori apparentemente eclatanti, fatta eccezione per la mancata doppia ammonizione di Cuadrado.

L’Inter con lui raramente è fortunata. E io con Banti sono generalmente eufemistico.

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