Avete vinto voi…

Avete vinto voi

Il 15 maggio 2016 il Liverpool pareggia in casa del West Bromwich per 1-1, concludendo il campionato ad un deludentissimo 8° posto, dopo aver sfiorato la vittoria solo due stagioni prima, quella della famosa scivolata di Gerrard nello scontro decisivo contro il Chelsea.

Non andrà meglio 3 giorni dopo, quando il Siviglia rimonterà con 3 gol l’iniziale svantaggio e alzerà al cielo la sua quinta Europa League battendo in finale proprio i Reds.

Tutto ciò si aggiunge all’uscita ai sedicesimi di FA Cup per mano del West Ham, dopo aver vanificato il vantaggio del fattore campo, e l’amara sconfitta ai rigori nella finale di Coppa di Lega contro il Manchester City, sbagliando ben 3 dei 4 rigori calciati.

 

Una stagione decisamente sfortunata, su cui probabilmente una parte delle responsabilità può essere attribuita al cambio in panchina operato a ottobre.

Sì perché Brendan Rodgers, l’artefice del “quasi” miracolo del 2014, il 4 ottobre, all’indomani del pareggio nel derby del Merseyside, viene esonerato e il suo posto viene rilevato da Jurgen Klopp.

Klopp è un allenatore molto in voga, solo un anno e mezzo prima ha portato il suo Borussia Dortmund ad una entusiasmante finale di Champions, persa soltanto per un gol di Robben a 7 minuti dalla fine contro gli acerrimi nemici del Bayern Monaco e dopo aver condotto i Gialloneri a 2 scudetti consecutivi (gli unici due non vinti dal Bayern negli ultimi 9 anni e forse anche 10, a meno di clamorosi ribaltoni nell’ultimo turno di Bundesliga).

 

Ma ha una brutta nomea il buon Jurgen: perde troppe finali. Sulla panchina del Borussia, sono ben 8 su 8 i trofei persi all’ultimo respiro dal tecnico di Stoccarda, cui si aggiungono le due sopracitate durante la prima stagione ad Anfield e a cui si aggiungerà anche la finale di Champions del 2018, per un totale di 11 finali perse su 11 (la dodicesima, si spera per lui con esito differente, la giocherà il 1 giugno a Madrid).

Non proprio un bel biglietto da visita, non c’è che dire.

Ma la seconda stagione sulla panchina dei Reds, la prima dall’inizio, non sarà certo più scintillante della precedente, dove l’unico obiettivo raggiunto sarà quello, comunque importantissimo, del quarto posto utile al ritorno in Champions, cui la squadra aveva preso parte una sola volta nelle ultime 7 stagioni.

 

Insomma, al termine di quasi due stagioni piene, il primo bilancio di Klopp non poteva essere chissà quanto soddisfacente, per una società e una tifoseria troppo stufe di aspettare una vittoria in campionato che manca da ben 27 anni (e continuerà a mancare ahiloro per altri 2 anni), nonostante un storia ed un blasone che la collocano di diritto tra le squadre più prestigiose al mondo.

Chissà che non abbiate già capito dove voglio arrivare.

Faccio outing, lo ammetto: ho sempre vissuto molto male, indipendentemente dai risultati e dalle attenuanti, il senso di improvvisazione che si respirava a livello societario ai tempi di Moratti.

Quella insopportabile sensazione di assistere a decisioni societarie prese su un marciapiede (nel vero senso della parola) sulla base di un sentimento contingente, sconfessando quanto definito solo pochi mesi o addirittura poche settimane prima.

 

E avevo salutato l’ingresso di Thohir prima e dei cinesi poi come la prima vera possibilità, da tifoso, di assistere ad una società più razionale, più pragmatica, meno isterica e più lungimirante.

Forse qualcuno di voi che legge ilMalpensante.com da un po’ più di tempo lo ricorderà, ma io ci ho davvero sperato in questo cambio di rotta.

Anche a costo di aspettare qualche anno in più, perché pianificare significa proprio questo, “Regolare, organizzare, progettare secondo un piano [cit. Treccani]”.

E tutto sembrava andare, finalmente, in questa direzione. Un bilancio risanato che, dopo anni di enormi sofferenze, al termine di questa stagione proietterà numeri quasi incredibili, che ci permetteranno, forse per la prima volta, di sognare davvero in grande questa estate.

 

Una società meno isterica, meno propensa a parlare alla pancia del tifoso e più alla sua testa. Che addirittura, in una stagione balorda come quella del 2015-2016, decide quasi scientificamente di rinunciare nelle ultime giornate di campionato anche al posto in Europa League per ripartire da zero, chiedendo quindi un ulteriore sforzo di pazienza ai tifosi già provati da anni difficili (nessuna correlazione con la storia dei Reds?) ma con la possibilità, finalmente concreta, di gettare le basi per un nuovo vero progetto.

 

 

Indice

Loading Disqus Comments ...