#InterEmpoli, si torna a respirare…

Seconda parte

Così Spalletti ha deciso di osare, lasciando la difesa a 4 e schierando Perisic terzino: da quel lato l’Empoli non ci ha capito granché. Il gol arriva anche grazie al sontuoso movimento di Icardi (forse l’unica cosa buona della sua partita), ma Keita si è giovato di una libertà che solitamente al suo collega di reparto, titolare, non viene concessa.

Perché non insistere su Keita, che sembra più propenso al gol dell’ultimo Perisic e di Politano? Perché Keita ha dimostrato di avere un QI calcistico davvero basso, sia in fase di lettura delle situazioni di gioco, sia nella più semplice disposizione in campo quando non c’è da leggere alcunché ma solo fare quello che farebbe chiunque, dal torneo amatoriale sotto casa in su.

E il gol che lui “annulla” a Brozovic è solo la pietra tombale su questo QI.

Il gol nasce da due letture sbagliate a sinistra, da Keita e da Dalbert, anche se proprio in quella azione c’è una impressionante concomitanza di movimenti sbagliati o ritardati.

Quando nasce l’azione, tutta l’Inter sottovaluta l’Empoli, portando un pressing “scemo” senza accorgersi che il resto della squadra non è compatta.

Lautaro dovrebbe pensare a chiudere in mezzo e invece sale; Brozovic a stare più tranquillo e invece sale; Keita a temporeggiare e invece sale.

Dall’altra parte, Vecino vede il buco ma non copre sul trequartista avversario; Politano appare triste e sconsolato non si sa bene per cosa; Nainggolan va a fare il trequartista nonostante ci fosse bisogno di copertura in mezzo.

Tutte letture sbagliate.

In due secondi si manifesta già l’inefficacia di tutte le scelte: Vecino perde il suo uomo, Keita viene superato agevolmente, Lautaro non copre alcunché, Politano e Nainggolan non si capisce bene cosa facciano o vogliano fare.

Fin qui è quasi tutto dovuto alla fatica e sarebbe ancora tutto recuperabile se Dalbert avesse un QI calcistico appena superiore a quello di Keita, ma il ragazzo ha mostrato di squagliarsi (letteralmente) quando c’è pressione e va sull’uomo senza neanche anticiparlo, semplicemente seguendolo, stupidamente.

 

Questione di istanti: Brozovic lì non serve, Nainggolan lì non serve, Vecino lì non serve, Politano è ancora intristito.

Tutte cose ancora gestibili se non fosse per Dalbert, che sbaglia l’uscita, e Keita che non segue il suo terzino… anche se era piuttosto stupido (da parte nostra) sperare che lo facesse all’ultima di campionato.

Sono due errori gravi, sui quali non so a chi attribuire più peso.

A palla scoperta, non c’è molta scelta: l’Inter in mezzo si trova 3 contro 2 e Skriniar è costretto a uscire per tamponare l’avanzata del terzino. Qui Vecino dovrebbe preoccuparsi solo di andarsi ad appiattire su D’Ambrosio, mentre Politano dovrebbe solo seguire Traore.

 

Quest’ultima immagine che avete visto è la spiegazione di quello che tante volte ho scritto qui su Politano, ovvero che spesso gli basterebbe anticipare (come fanno quasi tutti gli esterni moderni) il movimento a tamponare l’avversario sul lato debole, risparmierebbe (sua) corsa e rischi (per l’Inter). Cosa che si vede sin da subito quando parte l’azione:

Quando l’azione si sviluppa, De Vrij è costretto a uscire sull’imbucata alle spalle di Skriniar, in mezzo c’è sempre D’Ambrosio solo contro due avversari: Vecino è troppo lento per recuperare e non sta neanche andando a tutta.

Politano potrebbe su Traore, ma poi fa una scelta incomprensibile.

Una scelta che matura in questo momento qui:

Ovvero quando improvvisamente scarta in mezzo ai due avversari per andarsi a cercare l’uomo… marcato da D’Ambrosio.

 

Freccia blu il movimento che avrebbe dovuto fare (in relatà è venuta meno precisa di quel che avrei voluto, perché comunque avrebbe dovuto chiudere alle spalle di D’Ambrosio), rossa quello che ha fatto:

Rivedendo il video, non c’è alcuna spiegazione per la scelta che fa:

Davvero, nessuna: un gol che nasce da tante scelte individuali sbagliate, ma che si innerva soprattutto su tre situazioni che avrebbero dovuto essere lette… non lette meglio eh, lette: Dalbert, Keita e Politano, insomma, la combinano davvero grossa: influirà anche sulle pagelle.

PAGELLE

INTER 6,5

Il voto è una media tra le due frazioni di gioco.

 

Un primo tempo quasi da spellarsi le mani, non perché gioca un gran calcio, ma perché prova, per una volta tanto, a essere efficace provandoci anche da fuori, correndo come se fosse inizio campionato, aggredendo l’avversario senza dargli tregua.

Nel secondo tempo si spegne quasi di botto, per poi lasciare troppo pallino in mano all’Empoli, spendendo pochissima “esperienza” quando serviva: quei quasi 6:30 di possesso palla empolese negli ultimi 15 più recupero sono inaccettabili a certi livelli, considerando anche due minuti abbondanti per annullare il gol a Brozovic.

Gli ultimi 45 minuti sono con il 37% di possesso palla, un solo tiro in porta se si escludono i gol: incredibile.

HANDANOVIC 9

Qualcuno potrà pensare che un paio di cose sono errori dei calciatori dell’Empoli… e, tra chi lo pensa, ci sono gli irriducibili critici di Handanovic, al quale non è mai stato risparmiato nulla nonostante sia assolutamente sopra la media (in positivo) come errori fatti in Serie A: ma a molti tifosi interisti piace pensare che gli altri portieri siano impeccabili o quasi.

 

Samir chiude da miglior portiere del campionato, quasi un “no contest” per tutto il mondo che non è nerazzurro.

Inter-Empoli gli restituisce parte di quei meriti che gli si dovevano tributare ben prima: restare in piedi è una scelta, non avere fretta è una scelta, e lui le azzecca praticamente tutte in questa partita.

L’avverbio è d’obbligo perché sul gol c’è una manchevolezza: il cross parte da una posizione troppo defilata per arrivare in porta, poteva concedersi un passo in mezzo in più che sarebbe stato fondamentale per evitare il gol.

Ok, è un “fare la punta al”. Avete ragione.

Partita mostruosa.

 

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