#InterLecce 4-0: pagelle malpensanti e statistiche

Introduzione

Della partita è già stato detto quanto necessario nel primo articolo di giornata: il fatto che il match sia stato di lunedì non aiuta all’equa distribuzione degli articoli. Aggiungo, ma ve ne siete accorti negli ultimi due mesi e mezzo, che per buona parte di questa stagione ilMalpensante sarà in versione ridotta per tante ragioni personali, nella speranza che la brevità porti con sé anche un maggior numero di articoli.

 

Inter-Lecce è stata partita gestita tutto sommato bene dall’Inter, con qualche difficoltà di troppo nei primi 20 minuti, dove si sono viste alcuni atavici difetti sui quali Conte dovrà lavorare e la società dargli una mano: l’Inter ha fatto fatica a emergere centralmente, defluendo un po’ troppo sulle fasce. La buona vena di Candreva e Asamoah ha dato comunque i suoi frutti (soprattutto uno splendido cross di Candreva per lo sprecone Martinez), ma dal punto di vista della velocità di manovra si devono fare passi avanti: lecito che alla prima partita molte cose siano ancora “in nuce”.

L’impressione è che con 2/3 innesti l’Inter possa essere considerata non solo finita, ma al tempo stesso pronta per durare 38 partite ed essere competitiva. Non è una cosa da poco, perché Lukaku, Sensi, Barella, Godin e Lazaro sono già un buonissimo punto di partenza, ma ha ragione Conte nel dire che l’Inter ha “sostituito, non aggiunto”: e questo aggiungere sembra necessario, pur nella considerazione che sta uscendo Joao Mario e probabilmente in uscita qualcos’altro si farà.

Significherebbe un mercato da 7/8 acquisti, una rivoluzione in piena regola che era necessaria già da tempo, ma che comunque è benvenuta perché ha tolto diversi punti interrogativi, molte questioni aperte, tanti equivoci tattici, tecnici, mentali, caratteriali, a partire da Miranda e da Perisic.

 

La prima contro il Lecce può essere vista anche sotto questa luce, ovvero la necessità di insistere in questa sessione di mercato perché il senso di incompiuto rimarrebbe: gennaio e giugno, poi, saranno mesi buoni per sistemare il bilancio se sarà necessario.

Le pagelle

HANDANOVIC 6

Ci sono solo due attimi da brivido e di vera difficoltà, ovvero quando è costretto a uscire di pugno sull’avvversario in tuffo e quando, ancora prima, è costretto a uscire su Lapadula (era ancora 0-0) su un contropiede gestito malissimo dai compagni di squadra: uscita non bella, non efficiente in sé ma efficace al punto giusto: Lapadula sbaglia e Skriniar salva.

Per il resto, si può spendere il luogo comune tipico per i portieri che giocano per le squadre che ne fanno quattro e ne subiscono zero: ordinaria amministrazione.

 

D’AMBROSIO 7-

Il primo voto era 6+, poi la partita l’ho rivista e ho riconteggiato le cose positive espresse durante tutti i 90 minuti.

Ha corso per due, ha fatto il centrale e il terzino, ha messo su quei due/tre falli necessari per far recuperare la squadra; s’è sbattuto come pochissimi, andandosi a cercare duelli anche là dove tanti avrebbero desistito, vincendone la gran parte e recuperando l’enormità di 15 palloni, se sommiamo tutti i duelli alle spazzate in emergenza.

Partita da sciabola, niente fioretto, niente arzigogoli, niente cose appariscenti, tutta sostanza, cosa che gli ha fatto fare una partita nettamente migliore di quello che l’occhio e l’estetica possono suggerire ai più.

L’ho scritto all’arrivo di Conte ed è necessario che gli haters di Danilo se ne facciano una ragione: toglierlo da lì sarà complicato per chiunque.

 

RANOCCHIA 6+

Fa un po’ di fatica e si vede nei movimenti, soprattutto a inizio partita quando è anche mentalmente “freddo” visto che probabilmente in settimana non ha mai neanche sentito il profumo della titolarità.

Ma Andrea mette intelligenza là dove le sue difficoltà emergono e riesce a sbarcare il lunario. Molto utile soprattutto in fase di impostazione perché il suo buon piede gli consente di saltare la prima pressione avversaria, facendo defluire presto l’azione sulla fascia o in verticale sul duo Sensi/Brozovic.

SKRINIAR 6,5

Non proprio il solito muro ma… sempre muro per chiunque gli capiti a tiro.

L’ho scritto sin dalla sua prima partita con De Vrij e lui mostra ancora che il centro-sinistra non gli è proprio congeniale, ma obbedisce e si cala perfettamente nella parte.

Anche in questo caso, intelligenza al servizio dell’efficacia, come dimostra l’alto numero di palle spazzate via “a scanso di equivoci”: dieci, più di quanto non si veda di solito.

 

CANDREVA 7,5

Da stropicciarsi gli occhi: sembra il Candreva visto a Euro 2016, un trattore sulla fascia che non si ferma per 90 minuti.

Nasce trequartista, ha fatto l’ala di professione, ma su e giù per il fascione quando c’è Conte in panchina sembra essere il suo habitat naturale.

Fatta eccezione per qualche sbavatura e qualche scelta difensiva non proprio ortodossa (e nemmeno efficace), è una partita quasi perfetta, per posizionamento, corsa, impreziosita da un paio di assist interessanti (e un cross al bacio per Martinez, che spreca davanti alla porta) e un gol così tanto da incorniciare da meritare una faccia che è già un meme:

 

Indice

Loading Disqus Comments ...