#InterLecce 4-0: pagelle malpensanti e statistiche

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LUKAKU 6,5

Il concetto di leader espresso senza grandi proclami né troppa appariscenza: sempre al servizio dei compagni, sempre con il loro contatto visivo, tanti cenni un po’ a tutti per spiegarsi e spiegare come poter essere più efficaci insieme.

E, soprattutto, la conferma della sua ottima predisposizione a svariare per poi cercare il compagno di reparto… forse anche troppo compulsivamente per provare a costruire un’intesa che ancora non può essere al 100%.

 

Lukaku cerca Lautaro costantemente, con lo sguardo, con i gesti; in un caso lo “telecomanda” quasi, chiedendogli il movimento giusto che Martinez non intuisce e, pertanto, lo fa in ritardo, impedendo a Lukaku di servire Brozovic sul corridoio giusto. Evidentemente Martinez non aveva visto il compagno alle sue spalle.

Ve l’avevo descritto come una seconda punta nel corpo di una prima punta, con la voglia di svariare (partendo da destra, soprattutto) e di essere più lui a creare occasioni che non a ricevere occasioni create da altre.

Abbiamo avuto, soprattutto, modo di vedere il suo maggior pregio e il suo maggior difetto.

Da una parte la difficoltà nel primo tocco/primo controllo, soprattutto se è necessario girarsi controllando la palla: è quel tipico attaccante che, in questa situazione, ha difficoltà nel pensare in anticipo la cosa da fare, pertanto risulta essere più impreciso e/o lento di molti attaccanti della sua stazza… o similare, insomma. A meno che non si tratti di fare il gesto più semplice, quello con cui “appoggia” a Martinez poco prima del suo gol: lì il gesto è auto-esauriente l’Inter potrà sfruttare i centrocampisti a rimorchio su queste palle verticali al limite dell’area.

 

Quando, però, è fronte alla porta e ha un po’ di campo aperto, rischia di diventare devastante perché per accelerazione e fisico è quasi immarcabile: Conte dovrà metterlo nelle condizioni migliori per poter sfruttare questa sua capacità.

La cosa più importante, però, è quella di fornire alternative a questa Inter, in passato troppo condizionata dallo scarso movimento di Icardi che riduceva terribilmente i margini di manovra collettiva: un attaccante che si muove molto offre molte più alternative.

MARTINEZ 6-

Due lampi: uno è il tiro che poi Lukaku trasforma in rete, l’altro è un uno-due destro-sinistro con cui rischia di fare un golazo da fuori area.

Poi un po’ troppo indolente per tutta la partita, poco movimento e poco aiuto alla squadra, se non quando l’azione si è già sviluppata sulla trequarti avversaria: appena tre tocchi al di qua della metà campo, 5 in totale quelli che dovrebbero aiutare l’Inter a salire rapidamente su per il campo.

 

 

Poco, a dire il vero: su questo è necessario un suo cambio di passo.

BARELLA 6

Si trova, forse inaspettatamente (per lui), a dover rincorrere un posto da titolare. Se non migliora a breve, questo Vecino gli farà posto presto…

GAGLIARDINI 6

La voglia è quella giusta, troverà spazio più avanti.

POLITANO 6+

Trova un gol, poi annullato, e interpreta il ruolo in maniera nettamente diversa da Martinez, mettendosi alle spalle di Lukaku e “rubandogli” la partenza da destra. Quando ci sarà Sanchez, se resta, potrebbe trovare molto spazio se l’Inter dovesse avere necessità di virare sul 3-4-4.

 

CONTE 7:

Buona la prima, meno interessante di quanto visto nel precampionato, qualche difficoltà di troppo nei primi 20 minuti e forse un po’ troppo spazio concesso al Lecce, ma la prima è buona al di là del risultato.

Non cede alla tentazione di avanzare Brozovic e, anzi, gli mette al servizio Sensi; rivitalizza Candreva e Asamoah; sfrutta bene il duo dinamico a metà campo e la capacità di Lukaku nello svariare: l’Inter, così, ha più soluzioni in attacco… e sono bastati un centrocampista più mobile di Nainggolan/Valero e un centravanti più associativo di Icardi. E speriamo non finisca qui…

Deve trovare la soluzione per evitare che metà della partita di Lukaku si trasformi in palla lunga con lui spalle alla porta, perché andrebbe costantemente in difficoltà.

Lui è già calato nella parte, ha evidentemente anche del dente avvelenato e se l’esultanza contro il Lecce è questa…

Chissà che succederà ai tanti fegati bianconeri se e quando l’Inter dovesse segnare contro la Juventus, magari allo stadium…

 

ARBITRO LA PENNA 7

Bravo, tranquillo, autorevole senza essere autoritario. Un paio di sbavature ma nella normalità di una partita, una gestione uniforme per tutta la gara, non si perde mai e estrae il cartellino rosso sul fallo di Farias che in visione diretta, dalla tv, non sembrava così cattivo: ha visto benissimo e interpretato in maniera impeccabile.

Ancora piuttosto giovane, sembra l’unico arbitro romano che non ha crisi di identità contro l’Inter: se non si perde per strada, farà benissimo.
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