#CagliariInter e le prime certezze di stagione

Terza parte

Nel medio termine, visto che il mercato non ha portato nient’altro a metà campo, Conte sarà schiavo di… Conte: probabilmente dovrà alzare il pressing con più uomini, soprattutto in alcune fasi della partita, per sopperire alla mancanza di qualità in mezzo.

Ovvero, se manca la creatività per far salire più rapidamente la palla con costanza, parte di questa mancanza la sostituisci con più palle recuperate più avanti, così da non doversi inventare nulla e trovarsi la palla lì, dove conta di più.

E poi, come visto già con Cagliari e Lecce, tornare subito nei ranghi a compattarsi dietro, visto che la difesa è forte sembra rendere bene in ogni singolo componente, al di là di piccole sbavature individuali.

La pausa per le nazionali purtroppo non sembra arrivare al momento giusto, perché alla prossima c’è l’Udinese, altra partita da sofferenza nel caso Tudor sappia tenere l’Udinese stretta e corta come in buona parte della partita contro il Milan e nel primo tempo contro il Parma, o se si lascerà prendere dall’entusiasmo lasciando gli spazi in cui Gervinho ha pasteggiato allegramente; se rinuncerà alla qualità di De Paul per la corsa di Fofana e/o alla doppia torre Lasagna/Nestorovskij per chiedere a Pussetto di raccordare metà campo e attacco.

PAGELLE

 

HANDANOVIC SV

Per i detrattori è la partita giusta: avrebbe dovuto fare Batman lanciandosi sul cross di Nandez e comunque buttarsi a prescindere sul colpo di testa di Joao Pedro: anche solo per scena, così da non sentire il “tentativo di parata di sguardo” che ormai è più mitologico della realtà di quel che accade in campo.

La consistenza della realtà racconta due cose: l’unico pericolo va fuori di poco, per il resto zero.

D’AMBROSIO 5,5

Si lascia sovrastare sul gol ma è tutta l’Inter a essere disordinata dopo il calcio d’angolo, recuperando posizioni con troppo ritardo.

Il Cagliari fa in modo di spostare l’asse dell’Inter sui suoi piedi e lui non trova quasi mai un Vecino disponibile al dialogo: tanto che dalle parti dell’area cagliaritana si vede zero, in tutti i sensi.

 

RANOCCHIA 6,5

Sgraziato e in qualche caso pure con eccesso di temerarietà, ma tremendamente efficace in alcune situazioni spinose.

Tra spazzate, tiri respinti, palle recuperate, contrasti vinti, il tachimetro delle vittorie individuali schizza alle stelle, distanziando nettamente qualunque altro compagno: in una difesa a 3 è più protetto e si vede che gioca con più serenità.

SKRINIAR 6,5

Joao Pedro e Cerri gli girano alla larga, quel paio di volte che capitano dalle sue parti vengono rimbalzati come fuscelli.

Un po’ più temerario Simeone, ma questo consente a Skriniar di carburare e entrare di più in partita, provare più spesso gli anticipi, come nel caso dell’azione che porta al rigore di Sensi, che nasce proprio da un suo recupero.

 

Sul centro-sinistra conferma tutte le difficoltà che su queste pagine abbiamo raccontato dalla primissima amichevole con De Vrij accanto: si sente, si vede che è a disagio perché è costretto a pensare un attimo di più a come mettere il corpo… una chance dall’altro lato, con Godin e De Vrij, gliela darei, soprattutto se l’apporto di D’Ambrosio in attacco è come quello contro il Cagliari, cioè nullo.

CANDREVA 6-

Bada di più alla sostanza che ad altro, in difesa non sempre è puntuale, probabilmente anche a causa di una forma che non può essere ancora al meglio.

ASAMOAH 7

Bravo Asabob, che in due partite gioca più palloni negli ultimi 16 metri di campo di quanto non abbia fatto l’anno scorso in metà campionato.

 

È, chiaramente, un’iperbole ma serve per far capire il netto cambio di marcia tra un Asamoah che gioca da esterno di una difesa a 4 o da esterno di una difesa a 5, lui che è un interno adattato che ama gli spazi:

La differenza è netta, perché lui è un istintivo: nella difesa a 4 si è spesso sacrificato per evitare troppe complicazioni, risultando così poco produttivo davanti. Nella difesa a 5 va nettamente meglio.

Il problema, semmai, è che alla lunga potrebbero mancare i gol dei due esterni alti: l’anno scorso, tra Perisic, Nainggolan, Politano e Keita, l’Inter ha realizzato 24 gol, che è persino un numero sottodimensionato rispetto alle potenzialità e alle necessità. Asamoah, da quando ha cambiato ruolo, ha segnato soltanto in due stagioni su sette (una piena zeppa di infortuni), 4 gol in 116 partite: dovrà trovarne qualcuno anche in questa.

 

BROZOVIC 5,5

Silenzioso e poco appariscente se non quando c’è da mostrare uno strano nervosismo, comprensivo di ammonizione.

Il Cagliari lo ingabbia bene, tocca una trentina di palloni in meno rispetto al Lecce e alla lunga questo lo scombussola un po’, lui che sembra avere l’esigenza di essere sempre collegato alla partita.

Partite “normali” come questa ci stanno, sono fisiologiche, figuriamoci se può diventare un “rimprovero”…

 

Indice

Loading Disqus Comments ...