#CagliariInter e le prime certezze di stagione

Ultima parte

VECINO 5

Costretto dai due compagni di squadra, e dai due attaccanti, a coprire porzioni di campo più ampie in fase di non possesso, mentre con palla all’Inter è costretto ad allargarsi moltissimo perché D’Ambrosio non ha proprio intenzione di salire, mentre Lautaro e Lukaku scappano subito avanti.

Se il disegno è questo, serve più velocità e dinamismo, cosa che ha Barella e non lui, che però può contare sul fisico e sul colpo di testa: al momento più probabile che al rientro si riveda Gagliardini.

In fase di costruzione quasi nullo e la cosa fa davvero impressione, perché nei primi 3 mesi di Inter sono certo che non è stato né sostituito dal fratello bravo né abbiamo avuto allucinazioni collettive: dov’è finito quel Vecino?

SENSI 7,5

Sembra quasi assente nel primo tempo, ma è tutto un lavoro di raccordo e cucitura ad assistere un Brozovic in difficoltà: i compagni si muovono poco ed è un predicare nel deserto, per nulla appariscente.

Nel secondo tempo tutta l’Inter si alza, Brozovic torna mezzo normale e Sensi prende per mano tutta l’Inter: negli ultimi 35 minuti una prestazione super, nei primi 65 una buona prestazione impreziosita dalle uniche cose davvero interessanti dei nerazzurri.

 

Un paio di verticalizzazioni palla a terra non sfruttate dai compagni; la traversa su punizione; l’assist per Lautaro Martinez e l’azione per il rigore.

Davvero non basta per vederlo da migliore in campo?

MARTINEZ 6+

Prestazione impreziosita dal gol, da un paio di tentativi di giocata interessanti con Lukaku, col quale ancora non c’è molta intesa e sono rimaste tra le buone idee e nulla più; ma anche un paio di corridoi interessanti trovati… da trequartista.

Non so che idee abbia Conte in merito, ma il ragazzo avrebbe tutto per fare questo lavoro di raccordo che Lukaku non può fare: a lui sembra non piacere moltissimo e scappa spesso avanti, ma la sua evoluzione non può che passare dal rendersi conto di potere essere determinante se si associa di più ai compagni.

 

Se il gol vale mezzo punto, quel “+” è per il movimento sul gol di Sensi: gli apre il campo, lo fa col tempo giusto ed è frutto di quell’azione che abbiamo visto contro il Lecce, in cui Lukaku gli ha “indicato” il movimento da fare, con l’argentino che l’ha svolto in ritardo come si fanno certi compiti a casa, dopo la scuola.

Non stavolta, fatto tutto bene: segno che il ragazzo non solo si applica, ma c’è ed è intelligente.

LUKAKU 6,5

La quantità di palloni che lo vedono protagonista è importante: 36 tocchi complessivi, di cui una buona metà da “duello” sono il segno di un attaccante che nell’agone della battaglia sa starci e ci vuole stare.

Non molto altro, a dire il vero, se non un paio di tentativi di accelerazione, di cui una buona per Sensi con un assist “da trequartista”… dovete rivederlo.

Lukaku non attacca la profondità, vede la necessità di dare un appoggio al compagno e fa quei due passi avanti che gli danno il vantaggio sull’avversario.

Poi stoppa la palla e si gira, toccandola una sola volta di sinistro per aggiustarla.

 

9.999 volte su 10.000, il centravanti fa almeno un altro tocco, regalando al difensore sul lato debole il tempo di recuperare uno o due passi. Lukaku no, anticipa il tempo della giocata, come farebbe un trequartista, trovando un corridoio splendido per la corsa, altrettanto splendida, di Sensi:

BARELLA 6

Nello spazio lasciato dal Cagliari si trova più a suo agio, segno che fisicamente ancora deve crescere, lui che ama spazi più ristretti. Nettamente meglio di Vecino.

POLITANO 6

Meriterebbe qualcosa di più perché rischia di mettere in banca la partita, si muove e si rende propositivo. Ma commette un grave errore, una palla persa senza nessun tentativo di recupero: ed è qualcosa che non può permettersi, non sul risultato di 1-2 in un partita difficile.

 

GODIN 6

Un errore banale e un’uscita a testa alta da fuoriclasse: a breve qualcuno dovrà sloggiare per fargli spazio.

CONTE 6,5

Un’Inter operaia che ha concesso quasi nulla al Cagliari, anche a costo di soffrire a metà campo e lasciare il pallino del gioco all’avversario.

Partita normale, di sacrificio e senza fronzoli, senza eccessi né in positivo né in negativo: vivaddio, nessun potere magico né doti taumaturgiche, ma tanto buon senso e ancoraggio saldo alla realtà.

 

MARESCA 6,5

Forse concede troppo al Cagliari dal punto di vista della foga, almeno per un’ora: quando poi i sardi si lasciano trascinare dal nervosismo e da un pubblico incomprensibilmente più portato a vomitare astio che a sostenere la squadra, è costretto a spezzettare di più il gioco.

Qualche decisione forse troppo affrettata, ma tutte le decisioni importanti o comunque determinanti sono giuste, senza farsi condizionare dall’ambiente: buona prova.

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