#InterMilan: tattica e pagelle

Ultima parte

DE VRIJ 8,5 MVP

Partita da 9 macchiata soltanto dall’incertezza sul gol di Rebic, che è grave ma è l’unico vero errore in una partita in cui si fa in 4 e spazza tutto quello che può, risolve tutto quello che può: dove c’è un’incertezza nerazzurra, c’è la sicurezza dell’olandese.

Nel primo tempo si oppone a Calhanoglu, che spara dal limite a botta sicura: per me l’intervento più prezioso di tutti, assieme alla chiusura nel secondo tempo sempre sul turco, stavolta dentro l’area, dopo l’errore grossolano di Brozovic.

Il gol è solo la perla di una prestazione magistrale: oggi, no contest, è il miglior difensore della Serie A.

SKRINIAR 6

Perde qualche duello di troppo, nel primo tempo è vittima dell’eccesso di insicurezza di Young, ma non sfasa: nel secondo tempo cresce nettamente e sbroglia un paio di situazioni importanti. Da quel lato poi chiude la porta e nessuno passa più.

 

C’è anche da capirlo: da quel lato soffre più di tutti e probabilmente ci gioca perché è quello che comunque garantisce più affidabilità: in una difesa di destrorsi, la presenza di Bastoni diventa quasi indispensabile.

Sono i difetti della difesa a 5… perché se l’Inter un giorno tornasse a 4, uno come Skriniar non lo troverebbe facilmente. Anzi.

CANDREVA 6-

Riprende una partita complicata (la sua) con un secondo tempo più coraggioso e l’assist per De Vrij. Nel primo tempo, però, disastroso come raramente gli capita, visto che non capisce mai se andare su Rebic (e non dovrebbe farlo) accentrandosi oppure aspettare Theo Hernandez.

In qualche occasione tira indietro un po’ troppo la gamba e no, non va bene in partite così: il secondo tempo aggiusta tutto, ma vediamo di non farla diventare un’abitudine…

VECINO 7

Nel primo tempo, l’unico fuori dallo spartito è lui, l’unico a provare cose diverse, a tentare qualche accelerazione. Ma è anche lui a perdersi in in difesa, sempre, nella combinazione Theo Hernandez-Rebic con la complicità di Candreva.

Nel secondo tempo, a spazi più aperti, diventa il solito Vecino che corona con un gol una prestazione superiore alla media stagionale. Da notare che la riscossa parte da lui, perché dal suo lato va con la scimitarra a recuperare un pallone che solo Maresca può pensare fallo.

 

BROZOVIC 7,5 MAN OF THE MATCH

Mezzo voto in più per il gol. Nonostante un primo tempo assolutamente anonimo, se l’Inter cambia è anche per merito suo, perché lui ritrova posto e ordine, tempo e ritmo: l’Inter è ancora troppo brozocentrica per permettersi di perderlo per strada.

Lui è quello che avrà più agevolazioni con l’inserimento di Eriksen: si è visto nel secondo tempo quando, sgravato di parte del lavoro di regia, ha trovato sempre un appoggio sul danese: toccasana pazzesco e grattacapo per l’avversario.

BARELLA 7

Nel primo tempo è quello che soffre di più la cattiva disposizione e il raggio d’azione spostato 10 metri indietro. nel secondo cresce a dismisura e dal suo lato il Milan non ci capisce proprio più nulla.

Ricordate cosa scrivevo a inizio anno? Date a Barella spazi più stretti e giocherà meglio: nel secondo tempo succede e Barella emerge in tutta la sua energia ed efficacia.

 

YOUNG 5,5

Si limita al compitino, finché l’Inter non ha bisogno anche della sua presenza più avanti nel secondo tempo: lui non partecipa attivamente, non tocca palloni sopra la trequarti, ma basta la presenza per mandare in confusione il duo rossonero dal suo lato.

SANCHEZ 6,5

In netta crescita, anche se ancora da registrare su tanti aspetti. Detta il passaggio di Godin e ha un ottimo controllo, l’assist è pregiato: diciamo che è ben di più che “accontentarsi”.

Il Manchester United sembra intenzionato a dargli un’altra chance in estate, probabilmente non è il massimo del “fit” all’interno di questa squadra: da qui a fine anno, però, sarà prezioso, soprattutto se conferma i progressi fisici.

LUKAKU 7

Chi ha letto la presentazione su queste pagine sapeva che avremmo dovuto aspettarci soprattutto una leadership morale di un certo calibro: ecco la vera forza di Lukaku.

 

Quando l’Inter gli concede un uno contro uno su Romagnoli, gli dà 2 metri con le prime 4 sgambate: peccato non insistere a sufficienza. Il gol premia una partita di sacrificio e lotta. Imprescindibile.

ERIKSEN 6,5

Entra lui e la manovra del pallone diventa esclusivo affare nerazzurro: il Milan non ha gli anticorpi per capire cosa possa o non possa fare il danese.

La punizione, poi, è presentazione di una delle sue eccellenze: ci farà svoltare il centrocampo. Non abbiate dubbio.

MOSES 6,5

Non solo per l’assist ma perché ha personalità per non arretrare, anzi.

CONTE 7

Il peggior primo tempo della sua Inter e uno dei peggiori degli ultimi anni. Nel secondo aggiusta le cose, soprattutto disposizione e distanze, atteggiamento e richieste: è un’altra Inter, “normale, ma tanto basta per schiantare questo Milan così schiavo delle lune di Ibrahimovic.

 

MARESCA 4,5

Direzione incomprensibile: troppo morbido nel primo tempo, troppo duro nel secondo. Probabilmente ha paura di perdere la partita e trasmette la sua insicurezza ai calciatori: paradossalmente ma è lui a incattivirla.

La quantità di falli non fischiati e sanzioni risparmiate è davvero troppo: va bene lasciar giocare, ma se prendono piede senza mai sfiorare il pallone, quello è sempre fallo.

 

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