#LazioInter la sveglia post derby

Moviola

Il rigore per la Lazio è una burla, perché Immobile si lascia cadere a volo d’angelo. Non guardate le mani di De Vrij, che non spingono mai il giocatore avversario: a causare il furto a mano armata è l’incrocio tra il piede di Immobile e la coscia di De Vrij, ma non così impattante da causare la caduta che è chiaramente, inequivocabilmente e indubbiamente un volo d’angelo. La sequenza delle immagini è persino ilare, perché il tipo di “volo” non è compatibile con nessuna delle due fattispecie che potrebbero essere considerate punibili.

I cronisti inglesi si dicono sicuri “no foul here” e persino di un Rocchi che, di certo, cambierà idea rivedendolo, per poi erompere in una sorta di “calcio impazzito in Italia se si danno rigori così”.

Dalle nostri parti? Rigore leggero, però si può dare dai: è pur sempre l’Inter, no?

Attenzione, però, perché il Var dovrebbe anche stabilire se lo sviluppo dell’azione è condizionato da un precedente fallo. E, nel caso specifico, sì, perché Savic fa il cosiddetto “ponte” su Young:

 

Non solo, andrebbe analizzata la dinamica per cui Padelli cade in area: è sempre Savic ad entrare in contatto con il portiere e sbilanciarlo: sarebbe il secondo fallo che però Mazzoleni decide di ignorare.

Seconda immagine: per inciso, è più fallo questo che quello di De Vrij su Immobile.

 

Sempre Rocchi protagonista poco dopo, perché pretende di farci credere che l’intervento di  Felipe Luiz su Young è sulla palla… e basta.

La domanda che ci si dovrebbe porre è proprio questa: la palla rimane nella disponibilità di Young? La risposta è sì:

 

Ad aggravare la faccenda, il fatto che il difensore laziale non abbassa mai la gamba per evitare il contatto, anzi, la lascia su. Questo è rigore ottocentomilavolte su ottocentomilauno: quell’uno in cui non è rigore è quando capita all’Inter.

 

Ma non è finita, perché ci sono ben due occasioni in cui i laziali fanno judo nei confronti dei calciatori dell’Inter su calcio piazzato. Una volta su De Vrij e Vecino, un’altra su De Vrij e Skriniar.

Per inciso, dei due episodi solo uno ha avuto un solo replay. Quindi non lamentatevi della scarsezza delle immagini:

Il secondo è chiaramente più visibile perché c’è almeno un replay da vicino:

 

 

In termini di regolamento sarebbero tre occasioni da VAR: almeno uno dei tre rigori ce lo concedete, sì?

No.

Ma già immagino la protesta di una parte della tifoseria interista: ma ci lamentiamo degli arbitri dopo questa prestazione? Ehm, io direi che dovreste riguardarvi Brescia-Juventus, in cui un giocatore viene espulso per un fallo che… subisce, e sulla cui punizione si sblocca il risultato. Dopo aver giocato peggio dell’Inter. Così, per inciso.

Tralasciando, tra l’altro, tutte quelle occasioni in cui ha fischiato o meno, ammonito o meno, assunto un atteggiamento corretto o meno: diventerebbe un processo e, sinceramente, non ne ho proprio voglia. Bastano questi 4 episodi sui quali si fa girare una partita e, se serve, anche un intero campionato.

Ultima cosa di campo, Padelli.

Partiamo dal presupposto che all’inter manca l’impostazione di Handanovic (e dovrebbero impararlo quelli che agognano Donnarumma), sia con le mani (per rapidità) che con i piedi (per precisione e sicurezza): è una cosa di cui stiamo risentendo in maniera sensibile.

 

Sui due gol ha responsabilità? Il primo movimento di Skriniar è automatico di un calciatore che è abituato a giocare con un portiere che esce rarissimamente: è un errore concettuale che probabilmente ha fatto altre cento volte ma che l’Inter non ha mai pagato o quasi, un errore che si era già visto qualche minuto prima con De Vrij che spazza dal limite dell’area piccola nonostante l’uscita di Padelli: sono abituati a Handanovic, c’è poco da fare. Sul gol, poi, il fatto che Savic lo sbilanci e lo faccia cadere va, tra l’altro, a sua discolpa.

Sul secondo gol, 99 portieri su 100 lo prendono, anche perché probabilmente c’è anche un leggero tocco di un difensore interista che ne allarga un pochino la traiettoria: in quella selva di gambe, avere la visuale e i riflessi pronti per pararla non è da tutti.

Padelli peggiore in campo? L’Inter perde per colpa di Padelli? Ma direi di no, assolutamente. Anche perché poi fa un miracolo su Immobile che, al contrario, 95 portieri su 100 non fanno.

Il derby ci aveva illusi, la Lazio ci sveglia: ma di cosa ci eravamo illusi? E da cosa ci svegliamo?

Tutto è perduto?

 

Non scherziamo, il campionato è ancora lungo e l’Inter ha possibilità di riprendersi il maltolto: Sampdoria e Juventus sono, ça va sans dire, i test più importanti che ci potranno raccontare il resto del campionato con discreto anticipo.

Va da sé, però, che Conte dovrà trovare soluzioni nell’immediato, dare alternative di gioco magari anche improvvisando, perché quando questa squadra sbanda, sembra non riuscire più a trovare una direzione adeguata (derby a parte). L’inserimento di Eriksen, da questo punto di vista, sembra proprio inevitabile e, se si insistesse così per un altro paio di partite, sinceramente non sapremmo spiegarcelo.

L’importante, adesso, è non fare drammi perché perdere contro questa Lazio non è un delitto: lo diventa se ci si accascia pensando di aver perso tutto…

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